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Il sinodo dell’amazzonia

Agosto 2, 2019 – 12:22 pm |

Nell’ottobre del 2017 papa Francesco aveva annunciato la convocazione di un sinodo episcopale (è una riunione di vescovi; in questo caso sia cattolici che riformati) sull’Amazzonia. Quel sinodo si terrà a Roma dal 6 al 27 ottobre di quest’anno. Due documenti preparatori, redatti dai vescovi dell’Amazzonia sotto la guida di papa Francesco – Instrumentum laboris (IL) e Nuovi Cammini per …

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Attualità e politica »

L’automobile come bene comune

Giugno 13, 2019 – 1:34 pm |

L’automobile non è solo un veicolo semovente a quattro ruote; è un intero sistema di mobilità che ha dato la sua impronta a un’epoca; ed è la matrice, ma anche il prodotto, di gran parte del suo immaginario e del suo stile di vita. Da tempo l’automobile sta cambiando vesti perché non vuole scomparire, esattamente come succede al suo secolo – tutt’altro che breve – che cerca in ogni modo di trasmettere e trascinare nel terzo millennio le sue tare. L’automobile ha in effetti accompagnato l’ascesa e il declino delle grandi speranze che hanno contraddistinto il Novecento: l’emancipazione dei lavoratori ad opera della rivoluzione, o di un movimento operaio che ha avuto il suo baricentro proprio nell’industria dell’auto: un processo che si è risolto nel suo contrario, l’attuale umiliazione di tutto ciò che è lavoro; la democrazia del suffragio universale, che ha perso ogni incidenza poco dopo essere stato conquistato o concesso a tutti: non solo ai poveri e alle donne, che a lungo ne sono rimaste escluse, ma anche agli elettori di un numero sempre più ampio di paesi dove si vota tanto, ma non cambia mai niente; il sogno avveniristico di un universo popolato da macchine capaci di liberare gli umani dal lavoro, oggi trasformato nell’incubo dell’emarginazione dal consorzio civile proprio di chi il lavoro lo perde o non lo trova più; lo sfruttamento senza limiti delle risorse offerte dalla Natura convertitosi nella rivolta della Terra contro chi pensava di averla domata per sempre. Ed altro ancora.

L’automobile ha preso parte a questa parabola generale del secolo scorso creando in tutto il mondo, insieme a un’organizzazione del lavoro – il fordismo – che ha poi pervaso ogni altra attività, milioni di posti di lavoro e di retribuzioni (da tempo sempre più a rischio); ma soprattutto promettendo a tutti la libertà di spostarsi dove e quando e con chi si vuole; e di trasformarsi da fanti in cavalieri. Ma proprio quando e dove quella promessa sembrava essersi realizzata l’auto si è rivelata nient’altro che una sanguisuga che inquina, immobilizza, stressa e dissangua tanto chi vi sale a bordo quanto chi non vi è mai salito o ne è sceso, per un po’ o per sempre.

Da quest’incubo non ci libererà né l’auto elettrica (rinnovando o aumentando ancora il miliardo di veicoli che già intasano il pianeta), né l’auto che “si guida da sola”, ultimi colpi di coda del mostro per cercare di sottrarsi a un destino che lo pone invece di fronte a un bivio da cui si dipartono due strade in direzioni opposte. Una, quella che cercherà di tenere “il sistema” in vita con quelle due soluzioni, ci porta diritti e filati verso la catastrofe a cui l’automobile ha già dato e continua dare uno dei contributi più consistenti lungo tutta la sua filiera, dalla sua produzione, al suo utilizzo, al suo smaltimento: il saccheggio delle materie prime, i fumi degli impianti e degli stabilimenti di produzione; l’uso pervasivo e insensato (una tonnellata di ferraglia per trasportare 80 chili di ciccia…); la trasformazione del petrolio in CO2 nella moltiplicazione dei suoi spostamenti; la distruzione di suoli e centri abitati per farle spazio; i paesaggi sventrati per asfaltare le strade lungo cui farla correre; i residui oleaginosi e arrugginiti che ogni suo esemplare disperde a fine d corsa. Quella catastrofe climatica e ambientale, ormai ben visibile, sta cacciando dalle loro terre milioni e milioni di esseri umani alla ricerca della loro sopravvivenza, e sta trasformando il nostro habitat di automobilisti seriali in una fortezza in cui sarà sempre più difficile entrare, ma anche sempre più difficile uscire; perché ci rinchiude tutti in tante bolle al cui interno arrabattarci per assicurarci una  vita sempre più stentata, che renderà sempre più difficile quanto inutile quella mobilità a cui l’automobile aveva impresso il marchio della libertà; ma al cui esterno non ci sarà che la guerra di tutti gli esclusi: sia tra di loro che contro chi cerca di tenerli lontani. 

La seconda strada che si diparte da quel bivio è quella dell’automobile come bene comune, da condividere quando e tra chi ne ha di volta in volta veramente bisogno, come dovrà succedere con tutti gli altri beni che sono o che devono essere comuni, cioè condivisi tra una comunità, o una “rete”, che li gestisce autogovernandosi (e con questo garantendo il futuro della specie umana): l’acqua, l’aria, il suolo agricolo ed edificato, gli edifici inutilizzati o mal utilizzati, l’informazione, i saperi e tante altre cose. Le tecnologie ITC consentono di offrire a tutti la possibilità di un trasporto personalizzato senza possedere un’auto propria, proprio come la tecnologia del motore a combustione interna aveva permesso di riempire le strade di automobili personali, anche se destinate a rimanere ferme per la maggior parte del loro tempo.

Ora, guardando i progetti con cui ci viene prospettato il suo futuro dalle corporation dell’automotive, non c’è niente di più insensato, ma per fortuna anche di più irrealistico, che rinchiudere ogni essere umano dentro un guscio semovente – dove farsi la propria “cameretta” – che riproduce al suo interno le fattezze del “guscio casa”; o del “guscio ufficio” – dove continuare a lavorare anche quando si va da un posto all’altro – e dove trascorrere una parte sempre più consistente del proprio tempo, imbottigliati tra un luogo e l’altro della propria esistenza. Ma togliendo a chi dimora in quel guscio, e per tutto il tempo che vi dimora, anche la responsabilità di guidare, perché quei gusci verranno incolonnati lungo autostrade che sanno già dove portarti, uno dietro l’altro, come tanti vagoni di un treno in cui ciascun passeggero ha il suo scomparto, ma anche il suo motore, e i suoi consumi, e il suo spazio, per portarsi appresso tutte le sue cose: anche quelle che non gli servono. 

Questa visione della mobilità futura non è che un risvolto particolare di un progetto generale che consiste nello svuotare l’essere umano di ogni suo contenuto particolare (che vuol dire di ogni libertà di scelta) per consegnarlo e renderlo schiavo di una macchina; o di una “piattaforma”; o di una organizzazione; o di una dieta decisa da chi già ha, e vuol avere sempre di più, il controllo del cibo; o di una terapia permanente (una medicalizzazione che lo trasformi per sempre in un composto chimico artificiale); o di una guerra decisa altrove e fatta dai robot, in cui il ruolo obbligato di ognuno di noi sarà  quello di vittima designata di qualche danno collaterale.

Greta docet

Giugno 4, 2019 – 12:53 pm |

Greta Thunberg ha reso noto che salterà il prossimo anno scolastico per dedicarsi al compito che si è data: continuare a tenere all’erta la Terra, cioè noi, sui pericoli che incombono e l’urgenza di affrontarli.  Questa decisione  è resa obbligata da due degli impegni che Greta si è presa: partecipare all’Assemblea generale dell’Onu del prossimo 23 settembre a New York, …

Un fallimento annunciato

Maggio 28, 2019 – 11:55 am |

Dirsi “di sinistra” non fornisce più da tempo una rendita elettorale di posizione a chi si dichiara tale. Lo sapevano già coloro che negli anni passati avevano costruito prima Alba, poi Cambiaresipuò e poi ancora L’Altra Europa, escludendo la parola sinistra dal loro logo: non che fossero di destra o di centro, o che rinnegassero i valori storici – quali? …

Climate strike. Verso il 20 settembre

Maggio 26, 2019 – 10:33 pm |

La seconda giornata mondiale di sciopero per il clima si è conclusa positivamente. In Italia, e in particolare a Milano, ha registrato una partecipazione più ridotta, ma sicuramente più consapevole e convinta, di quella del 15 marzo, come è nella natura di un movimento che sta crescendo. Era prevedibile: non c’era più la novità del primo colpo, del primo strike; …

Emergenza clima: dalle parole ai fatti

Maggio 21, 2019 – 3:08 pm |

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato un ordine del giorno che dichiara l’emergenza climatica e ambientale, come hanno già fatto molte municipalità nel Regno Unito, negli Stati uniti, in Australia e Spagna. E’ una importante vittoria del movimento Fridays for future che da tempo si batte per imporre questo passo. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo …

Una rivoluzione ci salverà

Aprile 28, 2019 – 5:31 pm |

Nella ricorrenza, troppo spesso puramente formale, della “giornata della Terra”, possiamo considerare un grosso passo avanti il fatto che il  movimento ormai mondiale Friday for future, cresciuto intorno alle comparse mediatiche di Greta Thunberg, insieme al più recente Extinction Rebellion, hanno posto all’ordine del giorno del pubblico – in gran parte tenuto all’oscuro da media, politici e accademia della gravità …

Fridays for future

Aprile 15, 2019 – 3:50 pm |

Il 12 e il 13 aprile si è svolta a Milano la “due giorni” di Fridays for future Italia. La sera del 12 con una conferenza scientifica affidata a quattro esperti: sulle fonti rinnovabili, sulle ripercussioni in agricoltura, sullo stato della ricerca, sul negoziato internazionale e sulla dimensione sociale dei cambiamenti climatici. Il 13 si è svolta invece, per tutto …

Le due gambe del congresso Pro-Life

Aprile 1, 2019 – 4:46 pm |

L’Al Baghdadi di casa nostra si è materializzato in questo fine settimana a Verona la Raqqa dell’Occidente nel Congresso mondiale della famiglia. La sua identità non è ancora certa; per ora ha fatto la sua comparsa solo sotto forma di consesso – di pope, ministri, maschi frustrati e cacciatori di streghe – ma non tarderà a rivelarsi; perché il suo …

Da marzo in libreria “La parola ai rifiuti”

Marzo 29, 2019 – 3:47 pm |

Scrittori e letture sull’aldilà delle merci. Dopo quattro pubblicazioni in cui, nel corso degli anni, ho affronto il tema dei rifiuti dal punto di vista filosofico, scientifico e sociale in questo libro tratteggio una storia dei rifiuti attraverso la letteratura mondiale.

Nel libro troverete quarantasei analisi e commenti a testi della letteratura, sia
alta che bassa, e anche bassissima, nei quali i …

Un’alleanza per clima e giustizia

Marzo 28, 2019 – 10:41 am |

L’Italia è il baricentro
del Mediterraneo per ragioni geografiche e storiche: è stata il punto di
incontro di tutte le civiltà che si affacciano e si sono affacciate sul Mare Nostrum. Oggi, per le stesse ragioni, l’Italia è un
naturale punto di approdo, effettivo o potenziale, di chi dall’Africa, ma anche
dal Medio Oriente, cerca di raggiungere l’Europa. Un movimento che non è
destinato a …

Verso dove?

Marzo 22, 2019 – 11:00 am |

Ma davvero
“Senza sinistra in Europa niente risposte ai giovani”, come il manifesto titolava domenica scorsa un articolo di
Rossella Muroni? Per esprimere le sue potenzialità questo nuovo movimento non
ha alcun bisogno di una “sinistra” che non c’è; e non per caso. E’ la sinistra
che non c’è più ad aver bisogno di quel movimento per cercare di tornare in
vita; con il rischio …