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Rieducare, retribuire, risarcire

Maggio 7, 2021 – 5:56 pm |

L’arresto di alcuni latitanti italiani rifugiati in Francia da decenni e protetti dal “lodo Mitterrand” non è che un’applicazione della legge, attribuendo però alla pena una finalità “retributiva” del tutto estranea alla Costituzione, che le attribuisce solo finalità rieducative (quelle che, come ha scritto Adriano Sofri, la permanenza in Francia aveva ampiamente realizzato). Che la pena debba avere anche finalità …

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Attualità e politica »

Quanto costa l’apocalisse?

Agosto 12, 2020 – 3:42 pm |

Ho frequentato l’analisi costi benefici (ACB) in misura sufficiente a vedere come si fanno “venir fuori” i risultati desiderati: specie quando, caso molto frequente, a pagarla è il promotore del progetto; ma anche quando l’“ente terzo” che la effettua si dimostra sensibile alle pressioni politiche (cioè, in tutti gli altri casi). Il risultato dipende dalle “assunzioni” (cioè dai fattori che vengono presi in considerazione e dal metodo per dar loro un prezzo fittizio), ma, soprattutto, dagli elementi su cui si “soprassiede”. Non che l’ACB sia inutile: spesso serve a “fare ordine” in progetti scritti con i piedi e a volte anche a modificarne qualche aspetto secondario; ma a liquidarli senza remissione, mai. Questo vale anche per l’ACB del TAV Torino-Lione condotta dallo staff di Marco Ponti: il risultato è sì negativo, ma le assunzioni sul volume di traffico che il Tav potrà attrarre sono decisamente sovradimensionate. D’altronde, con progetti che hanno tempi di realizzazione così lunghi si dovrebbe prendere in considerazione gli sviluppi futuri della crisi ambientale e climatica; e lì non ve n’è traccia.

Se ne parla invece nelle considerazioni con cui Marco Ponti e Francesco Ramelli polemizzano con un testo in cui Stefano Caserini definisce illusoria l’idea di un’”auto non inquinante” (Micromega n. 4-2020 e blog 28.7.2020). Non entro nel merito della contesa. Sono un nemico giurato dell’auto privata tanto quanto Marco Ponti è un sostenitore senza se e senza ma del trasporto su gomma. Noto soltanto che per stabilire quanto sia inquinante un’auto Ponti e Ramelli si limitano a prenderne in considerazione le emissioni allo scarico, mentre è accertato che fino all’85 per cento del particolato prodotto dal traffico è dovuto all’attrito degli pneumatici e dei freni (fonte, tra le altre, la società inglese Emissions Analytics). Quindi, anche se tutte le auto fossero elettriche poco cambierebbe. Poi, in perfetto stile ACB, Ponti e Ramelli traducono l’inquinamento in denaro per concludere che tra un’auto Euro0 e una Euro6 il costo dell’inquinamento (da scarichi) scende da 3,04 a 0,14 centesimi di euro al km, (- 88%). Come parlare ancora di inquinamento?

Ponti insiste quindi su un refrain che gli è caro: il trasporto pubblico è sovvenzionato in perdita; il trasporto privato invece “sovvenziona” lo Stato con le accise sui combustibili, senza le quali nessun bilancio pubblico sopravviverebbe: viva l’auto! In realtà l’auto è l’industria più sovvenzionata del mondo (rottamazioni, finanziamenti alla ricerca, contributi a fondo perduto agli investimenti). Ma anche qui tutto dipende dalle assunzioni: ci sono costi di cui bisogna decidere da che parte stanno: quella del trasporto pubblico o quella dell’auto privata? Per esempio, una metropolitana sotterranea (centinaia di milioni di € a chilometro) non è forse un pedaggio che il trasporto pubblico paga per lasciare le strade libere al trasporto privato? E il parcheggio a bordo strada (su entrambi i lati) è o non è un regalo di spazio pubblico agli automobilisti, pagato dai contribuenti? E il restringimento della carreggiata e il rallentamento del traffico che esso comporta non sono forse costi, in termini di consumi, usura e utilizzo dei mezzi pubblici, di perdita di tempo – quanto vale quello dei passeggeri? – imputabili al traffico privato? Che poi completa l’opera con l’intasamento della carreggiata residua: nei giorni di blocco del traffico i mezzi pubblici viaggiano a una velocità commerciale tripla; con la stessa quantità di mezzi, autisti e combustibile (meno stop and go) strade urbane sgombre moltiplicherebbero per tre la capacità del TPL (Trasporto pubblico urbano) attuale. Ma sono la costruzione di strade e autostrade (grandi attrattori di traffico incrementale, cioè promozione dell’auto), le loro dimensioni a misura di automobile e lo sprawl (dispersione urbana) che ne consegue a comportare dei costi astronomici mai considerati. Tutto dipende infatti dalle assunzioni…

Poi, alla fine del loro articolo, giunti al nodo dei cambiamenti climatici, Ponti e Ramelli cedono la parola al premio Nobel William Nordhaus, che “stima i costi del cambiamento climatico per un aumento della temperatura di 3°C pari al 2,1% del PIL mondiale”. In questo confortato dall’IPCC (il gruppo di scienziati che si occupano per conto dell’ONU di studiare i cambiamenti climatici) che, in uno scenario BAU (businness as usual), prevedono un aumento della temperatura globale di 3,66°C al 2100 (più del doppio della linea invalicabile indicata altrove dall’IPCC stesso) e una perdita di PIL del 2,6%: niente.

Si tratta di uno scenario che include inabitabilità di una parte consistente del pianeta per eccessivo caldo o per innalzamento del livello dei mari di un metro, ma forse 3; scioglimento irreversibile di ghiacciai, Groenlandia, calotte polari e permafrost siberiano; moltiplicazione di eventi meteo estremi; proliferazione di pandemie e centinaia di milioni di abitanti della Terra costretti a migrare. Da accogliere in Europa e negli altri paesi temperati con i mezzi utilizzati con i profughi che già oggi tentano la traversata dei confini in Messico, Libia, Turchia o Myanmar. Ma il PIL, tutto sommato, perderebbe poco. Anche se quest’anno, con solo “un po’” di covid, è già diminuito di tre volte tanto. Ecco dove ci porta l’ACB, la traduzione delle assunzioni in prezzi fittizi, moneta sonante.

Finalmente bocciato il TAV e il partito del PIL

Giugno 19, 2020 – 12:14 pm |

Il 16 giugno la Corte dei conti dell’Unione Europea ha bocciato il progetto del Tav Torino-Lione: sballato (cioè falso) il preventivo dei costi, quasi raddoppiati rispetto al progetto iniziale; sballati i tempi di realizzazione (doveva essere completato nel 2015; ora nel 2029; ma non era nemmeno iniziato alla prima data né potrà essere completato alla seconda); sballate le previsioni di …

Olimpiadi: la grande abbuffata a spese della Terra

Maggio 24, 2020 – 4:37 pm |

La regola imprescindibile (“Non c’è alternativa”, diceva Margaret Thatcher e dopo di lei lo hanno ripetuto e continuano a ripeterlo quasi tutti i governanti del mondo) dell’organizzazione sociale del pianeta in cui viviamo è la “crescita”: l’aumento, anno dopo anno, del Prodotto interno lordo, detto PIL, il vero totem della nostra epoca, senza il quale quell’organizzazione sociale non sta in …

Una svolta radicale: istruzioni per l’uso

Maggio 18, 2020 – 11:40 am |

E’ disponibile in anteprima nel formato e-book e sarà in libreria dal 28 maggio il libro Niente di questo mondo ci risulta indifferente a cura di Daniela Padoan (304 pagine, Interno4 Edizioni). Il libro è il risultato del lavoro svolto nel corso di più di un anno dall’associazione milanese Laudato sì. Questo libro esce a cinque anni esatti dalla divulgazione …

Fase 2: riconsiderare il lavoro

Maggio 14, 2020 – 11:04 pm |

La “fase 2”, messa all’ordine del giorno nel corso delle ultime settimane non riguarda tanto “l’uscita”, ancora lontana, dalla pandemia, quanto il “rilancio” dell’economia, che altro non è se non il ritorno a una normalità “potenziata”.  Potenziata per recuperare il tempo perduto: non quello di Proust, ma quello dal PIL. Più produzione, più sfruttamento, più precarietà – cioè mancanza …

La conversione ecologica? Si deve fare

Aprile 29, 2020 – 2:33 pm |

“Non vogliamo tornare alla normalità, perché la normalità è il problema”. Cioè, la fine – o la sospensione – dell’emergenza coronavirus (fase 2 e 3) sarà segnata da nuove manifestazioni della ben più grave crisi climatica e ambientale in corso, con un’urgenza che troppi cercano di dimenticare. Ma anche di una inevitabile crisi economica dai connotati impensati.

Certo, le strade torneranno …

Che cosa ci insegna la nostra reclusione

Aprile 18, 2020 – 4:15 pm |

Fermi per auto-reclusione coatta nelle nostre case (chi ce l’ha), rimpiangiamo di più il contatto con le altre persone – gli incontri al bar o al mercato, le visite ad amiche e amici, la frequentazione di colleghe e colleghi negli uffici o di compagne e compagni di lavoro (che si devono comunque tenere a distanza di sicurezza) nelle fabbriche dove …

Fase 2 per tornare come prima? No grazie. Conversione ecologica

Aprile 16, 2020 – 5:43 pm |

Il compito, la mission, del neonominato “doctor Wolf” Vittorio Colao e del suo team quasi tutto composto da manager e consulenti della grande industria è chiaro: accelerare il ritorno alla “normalità produttiva”: quella che ci conduce, in allegra compagnia con molti altri paesi, alla catastrofe climatica e ambientale prossima ventura. In gran parte la sua sarà mera opera di copertura, …

L’unica cura è la conversione ecologica

Aprile 7, 2020 – 11:40 am |

E’ ormai chiaro che la pandemia di Covid-19 non è che una manifestazione della crisi climatica e ambientale in cui siamo entrati da tempo. Durerà a lungo, in forme intermittenti o permanenti, forse per reviviscenza dello stesso virus, forse per comparsa di virus nuovi. La “normalità” cui dobbiamo abituarci è questa; e in questa normalità, sia ancora dentro che già …

Salvarsi

Marzo 30, 2020 – 11:25 am |

Numerosi indizi, dal rapporto tra inquinamento e diffusione del virus a quello tra spillover e distruzione di habitat selvatici, fino a quello contagio e insalubrità di molti insediamenti umani, inducono a concludere che la comparsa del coronavirus non è che una manifestazione della crisi ecologica e che questapandemia non è che una manifestazione dell’emergenza climatica e ambientale già da tempo in corso. Cesserà – ce …

Ha ragione papa Francesco

Marzo 30, 2020 – 11:20 am |

Ha ragione papa Francesco: siamo tutti sulla stessa barca. Forse qualche anno fa su quella barca c’erano solo gli sfruttati: a remare; gli sfruttatori stavano a terra, al sicuro. Ma ora, con la crisi climatica e ambientale e la pandemia, in quel mare in burrasca ci siamo tutti. Alcuni continuano a remare, anche più forte di prima, per traghettarci sull’altra …