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Quali no vax?

Novembre 29, 2021 – 6:41 pm |

Si moltiplicano in molti paesi le manifestazioni, anche violente, contro le misure di contenimento del covid19: mascherina, distanziamento, lockdown, obbligo vaccinale o Green pass (che di fatto è la stessa cosa). Non se ne può ignorare il significato politico (se lo hanno) o culturale e antropologico, che c’è e meno che mai trattarle con sufficienza.

Sono in tanti; poche altre manifestazioni arrivano a quei …

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Attualità e politica »

Draghi, il diseducatore globale

Agosto 14, 2021 – 10:02 pm |

L’IPCC, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, scrive nero su bianco che la crisi climatica ha ormai reso irreversibili diversi processi di deterioramento dell’ambiente e che restano pochi anni per impedire che altri, ben più gravi, vi si aggiungano. Sono cose che in gran parte si sapevano o si potevano sapere da anni: Greta Thunberg, che i lavori dell’IPCC li segue con attenzione, non ha fatto che ripeterle in tutte le riunioni del mondo a cui è stata invitata.

I giornalisti a cui sono stati assegnati i servizi sul tema hanno reagito scrivendo: “lo si sa da 30 o 40 anni”. A seconda del grado di complicità che sono disposti a riconoscersi, hanno chiesto perché “non ci hanno pensato”, “non ci avete pensato”, “non ci abbiamo pensato” quando si era ancora in tempo per evitarlo? Loro, peraltro, si sono occupati e continueranno a occuparsi di altro: PIL, crescita, investimenti, consumi, politica, lavoro, sport, gossip, ecc. Non c’è niente di male, ovviamente, ma senza mai chiedersi che rapporto c’era tra l’oggetto delle loro attenzioni e la sofferenza a cui veniva sottoposta la Terra, l’evoluzione del clima, il degrado della vivibilità sul pianeta che abitano.

Ma da dove nasce tanta indifferenza per questioni così vitali? Non solo dai negazionisti, che per anni hanno imperversato su quasi tutti i media (molti di loro – è dimostrato – ben foraggiati dall’industria dei fossili) e che continuano a farlo, pur ridotti ora a un manipolo di azzeccagarbugli.

A promuovere quel clima di indifferenza verso i destini dell’umanità sono stati in realtà i governanti e le classi dominanti di tutto il mondo e nel loro piccolo, anche quelle italiane: senza mai negare apertamente le conclusioni dell’IPCC e gli impegni, peraltro insufficienti e non rispettati, assunti al vertice di Parigi, hanno continuato a operare come se il mondo di domani fosse uguale a quello di oggi e di ieri. Come se il problema – e il loro compito – fosse, nella migliore delle ipotesi, quello di “spingere la crescita” (infinita), far produrre di più, moltiplicare comunque fabbriche e infrastrutture, affidare ad esse il benessere della popolazione, attraverso aumenti dell’occupazione sempre meno effettivi. Senza mai tener conto che tra 30 anni, ma ormai anche tra 10, i problemi con cui la popolazione dovrà confrontarsi saranno di tutt’altro genere. Saranno, quale che sia l’intensità delle misure di mitigazione della crisi climatica che verranno adottate, quelli relativi all’adattamento a un contesto molto più ostico, ma sostanzialmente diverso, che metterà fuori gioco molte delle strutture e delle produzioni a cui oggi si affida il “progresso”.

Lo ha fatto notare – in chiave ottimistica – Federico M. Butera sul Manifesto dell’11 agosto, a proposito del ponte sullo stretto di Messina, reso comunque inutile dal futuro contesto, anche se i suoi fautori avessero ragione (ma non ce l’hanno). Un ragionamento simile poteva e doveva venir fatto – e molti lo hanno fatto – anche 30 anni fa, quando è iniziata la lotta della Val Susa contro il TAV Torino-Lione; anche se avessero ragione (e non ce l’hanno) coloro che lo sostengono in nome di uno “sviluppo” del tutto fasullo, si troveranno tra le mani un’opera che non serve più.

Ma le responsabilità dei governanti – e nel loro piccolo, di quelli italiani – non finiscono lì. La loro è stata una gigantesca opera di diseducazione della popolazione. Vedendoli operare come se tutto dovesse continuare come sempre – o anche migliorare – la gente si è lasciata distrarre dal pensare a come affrontare il futuro, proprio e di figli e nipoti – la next generation – e a come farsi protagonista di un cambiamento inevitabile, che metterà in discussione stili di vita, consumi, abitudini, redditi di tutti e soprattutto posti di lavoro. Perché il lavoro necessario alla transizione andrà creato in molti casi con altri impianti o in condizioni diverse, condizioni che potrebbero anche permettere di ridurlo e di redistribuirlo tra tutti, vivendo molto meglio.

Oggi in Europa il principale rappresentante di questo obnubilamento di carattere quasi psichiatrico dell’intelligenza – del General Intellect del Capitale – che consiste nel nascondere la testa di fronte al disastro immanente, è Mario Draghi, figura di rilievo internazionale, soprattutto di fronte all’eclissi di Angela Merkel e di Macron. Il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, accoppiato agli altri denari che ha deciso di spendere per “non lasciare indietro” nessuno degli aventi causa nella spartizione dei fondi europei, ha dimostrato di non voler deviare di una virgola da una visione che mette il PIL al primo posto. Oggi sperperando a man bassa quei fondi, ieri affamando e vessando chi non si era messo in riga con le sue regole, in Grecia, ma anche da noi.

In quest’opera di obnubilamento Draghi è affiancato da Enrico Giovannini, il Ministro delle Infrastrutture che ha girato l’Italia come apostolo degli obiettivi di “sviluppo sostenibile”, dell’”economia di Francesco” e di una presunta alleanza capitale-ambiente, infilandosi anche nelle riunioni di Fridays for Future e che una volta al governo si è rivelato nient’altro che un paladino del Tav, del Tap, del Ponte sullo stretto di Messina, di tutte le autostrade possibili e dell’Alta Velocità su tratte senza passeggeri. E anche da Roberto Cingolani, il Ministro della Transizione Ecologica impegnato a rallentarla o a fermarla perché sarebbe “un bagno di sangue” (d’altronde l’Italia produce solo l’1 e l’Europa il 9% della CO2. Anche se rispettassero gli impegni, i risultati a livello mondiale non si vedrebbero, quindi che fretta c’è?). Ma non è così; perché molte delle misure che sarebbe urgente realizzare – per la scuola, la rete idrica, il trasporto locale, l’agricoltura, le aree interne – servono sì alla mitigazione della crisi, ma soprattutto all’adattamento alle condizioni future.

Ma così è molto più difficile per chiunque capire e far capire che il mondo brucia e che per salvarlo e salvarsi, ciascuno e soprattutto chi è già in lotta per difendere il proprio diritto a un’esistenza dignitosa, deve farsi partecipe anche della progettazione e della messa in opera di una produzione, di un’economia e di una società completamente diverse.

Chi imporrà la conversione?

Agosto 4, 2021 – 5:55 pm |

La lotta dei lavoratori della GKN di Campi Bisenzio contro il loro licenziamento comunicatogli via whatsapp mette non solo loro, ma tutti coloro che hanno subito o stanno subendo un trattamento analogo allo scoccare della fine del blocco dei licenziamenti e, ancor più, tutti coloro, molto più numerosi, che troveranno i cancelli della loro fabbrica chiusi al rientro dalle ferie, …

Quale transizione?

Luglio 26, 2021 – 11:50 pm |

La crisi climatica e quella ambientale (ma gli incendi e le alluvioni afferiscono all’una o all’altra? O non sono forse manifestazioni dello stesso processo?) hanno trovato finalmente accesso ai giornali e ai servizi radio e TV, anche se vengono tenute alla larga dalle prime pagine e dalle aperture, che continuano a occuparsi soprattutto di covid.

L’Europa – dicono – è …

Quell’uomo è antiquato

Luglio 23, 2021 – 6:26 pm |

Mario Draghi, è il più perfetto rappresentante di una generazione antiquata di banchieri, politici, manager, baroni universitari e giornalisti che non è in grado di fare i conti con la crisi ambientale e climatica ormai in pieno corso. Non ci ha mai veramente pensato; aveva altro da fare. E oggi non ha la minima idea di come affrontarla.

Draghi è abituato …

L’auto, cartina al tornasole di un’economia insostenibile

Luglio 19, 2021 – 12:13 pm |

La mobilità, spostarsi da un posto all’altro, fa parte dell’essenza stessa della specie umana: che si è diffusa in tutti i continenti attraverso le migrazioni originarie, mentre altri spostamenti di massa sono stati effettuati da eserciti invasori, come nelle crociate, o da eserciti con al seguito interi popoli come nelle invasioni barbariche; o con deportazioni verso colonie di popolamento, compresa …

Il ritorno di Greta

Luglio 12, 2021 – 2:47 pm |

Greta Thumberg è tornata a dare il meglio di sé al vertice austriaco sul mondo promosso da Arnold Schwarzenegger, con Frau Merkel, Antonio Guterres ed altri. Rivolgendosi ancora una volta a tutti i potenti del mondo, ma per farsi ascoltare da tutti coloro che potenti non sono, ha spiattellato che nei sei anni che ci separano dal vertice di Parigi, …

Manutenzione e riparazione

Luglio 7, 2021 – 3:29 pm |

Da almeno cento anni l’accumulazione del capitale, quello che ora si chiama “crescita” e che sta al centro delle preoccupazioni di economisti, politici, manager e imprenditori, si regge sui mercati di sostituzione nel campo dei beni cosiddetti “durevoli”: non tanto l’acquisto di cose nuove – si ha già quasi tutto l’essenziale, e anche di più – ma l’acquisto di nuovi …

Il futuro dell’auto (una riflessione)

Maggio 18, 2021 – 1:22 pm |

Il ‘900 è stato il secolo dell’automobile. L’era dell’auto è iniziata con l’invenzione del motore a scoppio, un propulsore che ha permesso di liberarsi dal peso della macchina a vapore e dal vincolo di binari o di linee elettriche dedicate; e trova la sua conclusione negli sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) che grazie alla condivisione del veicolo …

Rieducare, retribuire, risarcire

Maggio 7, 2021 – 5:56 pm |

L’arresto di alcuni latitanti italiani rifugiati in Francia da decenni e protetti dal “lodo Mitterrand” non è che un’applicazione della legge, attribuendo però alla pena una finalità “retributiva” del tutto estranea alla Costituzione, che le attribuisce solo finalità rieducative (quelle che, come ha scritto Adriano Sofri, la permanenza in Francia aveva ampiamente realizzato). Che la pena debba avere anche finalità …

Quale anticapitalismo?

Aprile 9, 2021 – 6:29 pm |

Molte compagne e compagni (di strada?) insistono nel qualificare le loro idee, prassi e lotte come “anticapitaliste” senza mai chiedersi veramente che cosa significhi. Per molti è sottinteso che al di là del capitalismo non può esserci che un esito obbligato: il comunismo o il socialismo; che il capitalismo non sia che un bozzolo entro cui cresce una larva pronta …

Dal lavoro alla cura

Marzo 24, 2021 – 6:22 pm |

La pandemia che ha investito tutto il pianeta e costretto metà dei suoi abitanti – quelli che una casa ce l’hanno – a rinchiudersi nelle proprie abitazioni ha reso evidente la faglia che separa le attività nelle quali sono impegnati tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici: da un lato ci sono attività al servizio del benessere o del miglioramento …