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Ci vuole una grande crisi adolescenziale

Aprile 11, 2022 – 7:48 pm |

L’adolescenza è l’età dell’angoscia: ci si chiede qual è il senso della vita – non tanto della vita in generale, della vita degli altri, ma della propria. Che cosa ci faccio io qui? Una domanda che costituisce il lato creativo dell’esistenza umana, ma una risposta definitiva non c’è. Spesso, quella domanda, si cerca di dimenticarla: le distrazioni non mancano (e …

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Attualità e politica »

La conversione ecologica alla prova dei fatti

Gennaio 24, 2022 – 11:11 pm |

Il fallimento delle misure di contenimento del covid, tutte fondate sulle presunte virtù taumaturgiche di un vaccino, senza un vero potenziamento di ospedali, medicina territoriale, staff medico, formazione, aggiornamento, piani di prevenzione, distanziamento – cioè, più aule, insegnanti, trasporti, revisione degli orari urbani e quant’altro, tutte cose necessarie anche in vista dell’avanzare della crisi climatica – mette in luce la totale assenza della conversione ecologica dall’orizzonte delle politiche in tutti i paesi del mondo. Un orizzonte ineludibile per qualsiasi misura venga presa, ma che esige innanzitutto una riduzione drastica dei consumi superflui. Ma è ora di cominciare a passare dalle enunciazioni di principio e dalle sperimentazioni di nicchia alle strutture che stanno al centro dell’organizzazione sociale e produttiva. Non ha senso calcolare il fabbisogno di energia, di mobilità, di ricettività, o di acciaio, cemento e tante altre materie prime – e meno che mai di petrolio, gas e carbone; o di acqua – in base alla proiezione dei consumi passati: così si va alla catastrofe: che ne imporrà una ben più drastica riduzione: e non per scelte fatte in modo programmato, ma per improvvisi crolli delle catene di fornitura, degli sbocchi di mercato, dell’agibilità di molti territori: per eventi metereologici estremi o per predazione ambientale o per la moltiplicazione di guerre e conflitti. Che ce ne faremo degli impianti a gas in costruzione o in progetto, se il gas cesserà di arrivare, o il suo prezzo o le sue emissioni saranno insostenibili? Ma, per fare un altro esempio significativo, che ce ne faremo delle automobili, se le loro fabbriche sottraggono materiali rari alla conversione energetica e i loro consumi sottraggono energia a produzioni indispensabili e agli usi quotidiani? E se, senza più un’auto a testa, gli investimenti evitati sul trasporto condiviso ci impediranno di muoverci e viaggiare?
Quello dell’auto sarà tra i primi settori a venir sottoposto alla prova dei fatti: come per il covid, si pensava che bastasse aspettare che passasse “la nottata” e poi il mercato avrebbe ripreso a “correre”. Ma non è così. L’auto come consumo di massa è in crisi: il costo di acquisto e mantenimento sta diventando inarrivabile per molti. Altri aspettano che arrivi l’auto elettrica. Ma congestione e inquinamento urbani sono ormai insostenibili e l’auto elettrica – se mai arriverà – non li elimina. Le materie rare per la produzione di massa di veicoli elettrici saranno per noi introvabili. Certo, la Cina ha già un grande parco elettrico, ma quella flotta viaggia ancora a carbone… In Italia – anello debole della filiera, stremato dalla sequenza Fiat-FCA-Stellantis – le fabbriche dell’automotive sembrano destinate a cadere una dopo l’altra come birilli. Resiste – anzi, si rafforza, con il varo del progetto Silk-Faw – solo il settore del lusso: prova evidente che il mondo di domani, anche se ridipinto con la transizione energetica, è riservato ai ricchi (e gli altri, a piedi!) e che quella transizione è fatta per loro e per i pochi lavoratori al servizio dei loro capricci (e gli altri, a casa! O sulla strada). Invocare incentivi per la conversione all’auto elettrica, come fanno i sindacati, è un regalo ai marchi, tutti esteri, in grado di avvantaggiarsene e a coloro che se la potranno permettere: come con il 110 per cento, riservato a chi ha una villetta o una seconda casa, escludendo chi vive in condomini dove mettere d’accordo tutti senza un intervento delle autorità locali è impossibile.
Che fare allora? Nell’assemblea della Gkn dedicata alla riconversione dell’impianto i rappresentanti dei lavoratori hanno sottolineato la necessità di puntare su un diverso modello di mobilità, pur consapevoli del fatto che la produzione di semiassi – la loro – non è che un frammento di una delle filiere più complesse e disperse del mondo. Ma la mobilità sostenibile non è fatta solo di impianti, forniture e mercati già pronti. Gli sbocchi dei veicoli adatti a una mobilità condivisa sono molto più ridotti – anche se essa richiede molto più personale per farla funzionare – ma rendono necessarie alleanze, accordi o addirittura associazioni di imprese con gli enti responsabili del trasporto urbano e periurbano di persone e merci. Obiettivo che si può prospettare solo allargando e moltiplicando quella convergenza tra lavoratori in lotta e cittadinanze, associazioni e amministrazioni locali su cui il collettivo della Gkn ha dimostrato di saper ben lavorare. E su cui le maestranze dell’impianto Enel di Torre Valdaliga – ma, certo, in un contesto meno complesso, e con un lavoro che risale più indietro nel tempo – sembrano aver conseguito un primo importante risultato. Ma la strada è ancora lunga e, senza lotte, iniziative e progetti “dal basso”, l’attesa di un piano nazionale di riconversione che venga dal Governo è pura illusione.

Covid, una prova generale sprecata

Gennaio 12, 2022 – 4:51 pm |

E’ ormai un’armata Brancaleone quella che dovrebbe traghettarci nella transizione ecologica. Il Governo Draghi? Forse è il peggiore di tutti quelli che l’hanno preceduto, se non altro perché di fronte alle aspettative che ne hanno promosso e accompagnato il varo, il tonfo è ancora più evidente.Come se a due anni dallo scoppio della pandemia che Draghi era stato chiamato a …

Note per un cambio di rotta

Gennaio 11, 2022 – 9:50 am |

La critica sociale, cioè la critica del “sociale”, della struttura dei rapporti tra individui, gruppi, classi e nazioni, si è andata in larga parte sviluppando nel corso del tempo – a partire, forse, dall’avvento della “modernità”, ma soprattutto a partire dal ’68, che ha fatto dei rapporti sociali l’orizzonte e il pilastro teorici e pratici della sua “identità” – come …

A che punto è la notte?

Dicembre 15, 2021 – 11:52 am |

A che punto è la notte? Due notizie, comparse su pagine diverse dei giornali dell’11.12, ma tra loro connesse, ce lo fanno capire. Una serie di uragani ha investito il Kentucky e quattro Stati adiacenti, con venti a 350 km l’ora, polverizzando una fabbrica con dentro i suoi operai e devastando diverse città, mentre a pochi Stati di distanza (Nord …

Quali no vax?

Novembre 29, 2021 – 6:41 pm |

Si moltiplicano in molti paesi le manifestazioni, anche violente, contro le misure di contenimento del covid19: mascherina, distanziamento, lockdown, obbligo vaccinale o Green pass (che di fatto è la stessa cosa). Non se ne può ignorare il significato politico (se lo hanno) o culturale e antropologico, che c’è e meno che mai trattarle con sufficienza.

Sono in tanti; poche altre manifestazioni arrivano a quei …

Abbandonare il paradigma della crescita a favore di quello della cura

Novembre 23, 2021 – 2:10 pm |

Se una cosa ci insegna la crisi climatica e ambientale è la necessità di abbandonare per sempre l’obiettivo della crescita economica. Ma come? Il contrario della crescita non è la decrescita, che è un effetto collaterale (in gran parte benefico), ma la cura. La crescita è un processo quantitativo – è l’aumento del Pil; di tutti i Pil – e non bada a che cosa, …

A Civitavecchia nasce una nuova coalizione sociale

Novembre 17, 2021 – 2:22 pm |

La mobilitazione in corso a Civitavecchia a favore di una transizione integrale da un impianto di termogenerazione alimentato a carbone, che deve comunque essere dismesso, a un impianto interamente alimentato da fonti rinnovabili – in particolare, da generatori eolici flottanti ancorati a diversi chilometri dalla costa, è ormai nota a molti, ma merita alcune considerazioni per inquadrarne meglio il significato.

La …

Apocalypse now

Novembre 13, 2021 – 1:14 pm |

Apocalisse vuol dire rivelazione. Quale rivelazione ci riserva l’apocalisse ormai in corso? Decine di migliaia di profughi si ammassano ai confini dell’Europa, degli Stati uniti e dell’Australia: alcuni per sfuggire a guerre e bombardamenti; altri costretti dall’impossibilità di sopravvivere nelle loro terre devastate; molti spinti dal desiderio di sfuggire a un ambiente senza futuro (come fanno migliaia di giovani italiani …

Clima e ambiente, Draghi paladino europeo del bla, bla, bla

Ottobre 4, 2021 – 6:47 pm |

Avete presente la fuga disordinata e catastrofica da Kabul degli occidentali e dei loro collaboratori di fronte all’avanzata dei talebani? Non si erano preparati, nonostante tutti sapessero che gli accordi di Doha non sarebbero stati rispettati. E si sono messi in salvo – non tutti – grazie alla logistica dell’esercito USA, sconfitto in guerra ma ancora operativo da 10mila e …

Come preparasi alla conversione ecologica

Settembre 28, 2021 – 11:02 am |

Sleepy Mario (Draghi), su impulso di Sleepy Joe (Biden), si è svegliato accorgendosi finalmente della crisi climatica. Non ne sa nulla; non ne ha mai parlato nel corso della sua carriera; non ci mai neppure pensato. Per adempiere ai doveri che lo hanno fatto amministratore dei programmi NextGenerationEU e Fitfor55 (un sacco di soldi. Ma anche un sacco di cose …

Transizione ecologica dal basso, di Cingolani facciamone a meno

Settembre 15, 2021 – 6:00 pm |

Quando sentiamo dire dai nostri ministri, per di più da uno addetto alla transizione ecologica, che questa finirà in “un bagno di sangue”, la prima cosa da chiedersi – che lui non si chiede – è che cosa succederà invece se non la si porta a termine nel tempo più breve possibile. Cominciato ad averne qualche assaggio già ora: oltre …