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Una guerra per procura

Ottobre 14, 2019 – 1:48 pm |

La guerra di Erdogan contro il Rojava è fatta per deportare  una grande parte dei profughi siriani che l’Europa non vuole accogliere in un territorio trasformato in un enorme campo di concentramento a cielo aperto; dopo averne scacciato le popolazioni, curde e non solo, che lo abitano e lo hanno difeso con tutti i mezzi. È dunque inutile girarci attorno: …

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Attualità e politica »

Razzismo e crisi climatica

Agosto 22, 2019 – 2:40 pm |

“Un decennio perduto. Tra il 2020 e il 2030 i policy-maker mondiali sottovalutano clamorosamente i rischi del climate change, perdendo l’ultima occasione per mobilitare tutte le risorse tecnologiche ed economiche disponibili verso un unico obiettivo: costruire un’economia a zero emissioni cercando di abbattere i livelli di CO2, per avere una possibilità realistica di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei due gradi”. Questo è l’incipit di un articolo del sole24ore del 27 giugno che riassume uno studio scientifico del National Center for Climate Restoration australiano dal titolo “Existential climate-related security risk”. Quell’articolo sostiene che continuando con l’attuale trend, entro poche decine di anni verranno meno le condizioni della sopravvivenza sulla Terra della specie umana, o per lo meno del suo attuale livello di “civiltà”.

A una persona normale che legge quell’articolo la prima cosa che viene in mente è: come mai le altre 40 pagine dello stesso giornale sono dedicate solo al business as usual e neanche una alle misure per prevenire la catastrofe? Ma lo stesso accade su tutti gli altri giornali del paese: l’allarme c’è, ed è mortale, ma “chissenefrega”. La sensazione, anzi, la certezza che se ne ricava è che la nostra classe dirigente sia impazzita, o abbia perso la capacità di governare i processi di cui pure riconosce l’esistenza. In fin dei conti ilsole24ore è l’organo della Confindustria, cioè della classe imprenditoriale; Repubblica e il Corriere, che hanno linee editoriali analoghe, sono house organ del partito del Pil, che ha in mente un unico obiettivo, la “crescita”; degli altri giornali, o canali TV, meglio non parlare.

Solo queste incoscienza e inconsistenza assolute (peraltro condivise, anche se in forme meno acute, da gran parte delle “classi dirigenti” dell’Europa e del mondo) possono dar ragione di processi per altro verso inspiegabili: per esempio, come mai tutta l’Italia che “conta” – partiti, governi, sindacati, industriali, media, economisti – si sia coalizzata e accanita, senza nemmeno rendersi conto di quanto sia ridicola la loro furia, intorno a un buco nelle Alpi di 57 chilometri, pagato (come riporta il Fatto) quasi interamente dall’Italia (i contributi della Commissione europea non sono un regalo, ma una parte di spettanza italiana di fondi che il nostro paese versa all’Unione), anche se corre per lo più in territorio francese, se allo scadere della concessione apparterrà alla Francia che ne riscuoterà il pedaggio e che nel frattempo incasserà anche l’iva pagata dall’Italia (la società che lo realizza è di diritto francese) su lavori eseguiti in gran parte a ditte estere; ma dentro cui non correrà mai quel treno ad altra stupidità (TAS) Torino-Lione, perché, come a tutti i progetti senza capo né coda, mancherà capo e coda: il collegamento con Torino (che non è in bilancio) e con Lione, che la Francia “prenderà in considerazione” solo dopo il 2038: quando il caos climatico sarà ormai irreversibile e di merci tra l’Italia e la Francia, e viceversa,  forse non ne viaggeranno più. Un particolare che anche l’analisi costi-benefici del prof. Ponti non prende in considerazione. Per questo la lotta contro il TAV deve continuare: è il paradigma della lotta contro tutto ciò che sta all’origine dei cambiamenti climatici. Sono così, infatti, tutti o quasi i grandi progetti – Olimpiadi, TAP, nuove autostrade, trivelle – a cui viene affidata la crescita, in un periodo in cui dovrebbe essere chiaro che si deve correre ai ripari.

A ragionare in modo sensato sembra essere solo una parte (per ora) delle nuove generazioni, quella raccolta intorno a Greta Thumberg e al movimento Fridays for Future; che dice una cosa molto semplice: “Ci state ammazzando! Nel mondo che cercate di far girare sempre allo stesso modo per noi non c’è più posto. Se son vere le cose che affermano gli scienziati del clima – e sono vere, e lo vediamo ogni giorno – siete tutti degli emeriti criminali”. 

Certo, accanto a chi continua a sbeffeggiare Greta e i suoi adepti è in atto anche una corsa di molti “Grandi della Terra” a darle ragione, a invitarla qui e là, a proclamare l’emergenza climatica e ambientale. Purché questo non metta in questione i progetti di cui vive il sistema e il trantran della vita di tutti. Così, è persino più razionale il comportamento di chi nega l’evidenza del cambiamento climatico, perché nulla cambi, che quello di chi la riconosce, purché non cambi nulla.

Ora i giovani, e non solo loro, sono scesi in campo; e si faranno risentire in tutto il mondo tra il 20 e il 27 settembre con un nuovo grande climate strike, in uno scontro frontale – sono in gioco le vite di miliardi di esseri umani – con lo stato di cose presenti e chi si adopera per perpetuarlo. Prendiamo atto che questa è la lotta fondamentale che terrà tutti impegnati nei prossimi anni: da una parte o dall’altra, perché l’area dell’indifferenza è destinata a dissolversi. Tutte le altre lotte, sacrosante e legittime, per il salario, l’occupazione, la casa, il welfare, la scuola, il diritto di migrare, e i loro protagonisti attuali e futuri, dovranno collocarsi sotto questo ombrello. E non per tutti sarà facile, perché le contraddizioni emergeranno con forza e gli accostamenti meccanici tra una causa e l’altra – come si fa spesso nel redigere frettolosi programmi politici o elettorali – non funzionano. Nella ricerca di una mediazione tra la lotta per il clima e quella per la giustizia sociale il rapporto con il territorio, con le nostre radici nella Terra, avrà un ruolo fondamentale, come ci insegnano l’enciclica Laudato sì e il prossimo sinodo sull’Amazzonia.

Consapevoli e incoscenti

Agosto 22, 2019 – 2:38 pm |

“Un decennio
perduto. Tra il 2020 e il 2030 i policy-maker mondiali sottovalutano clamorosamente i
rischi del climate change, perdendo l’ultima occasione per mobilitare
tutte le risorse tecnologiche ed economiche disponibili verso un unico
obiettivo: costruire un’economia a zero emissioni cercando di abbattere i
livelli di CO2, per avere una possibilità realistica di mantenere il
riscaldamento globale ben al di sotto dei due gradi”. Questo è …

Il sinodo dell’amazzonia

Agosto 2, 2019 – 12:22 pm |

Nell’ottobre del 2017 papa Francesco aveva annunciato la convocazione di un sinodo episcopale (è una riunione di vescovi; in questo caso sia cattolici che riformati) sull’Amazzonia. Quel sinodo si terrà a Roma dal 6 al 27 ottobre di quest’anno. Due documenti preparatori, redatti dai vescovi dell’Amazzonia sotto la guida di papa Francesco – Instrumentum laboris (IL) e Nuovi Cammini per …

Cambiare il clima o cambiare il sistema?

Luglio 29, 2019 – 1:13 pm |

Change the system not the climate: questo slogan diffuso in tutto il mondo basta a spiegare perché le destre, i conservatori, le persone contente della loro condizione sono quasi tutti negazionisti climatici. Temono un cambiamento del sistema che potrebbe far perdere il loro potere o minacciare il loro grande o piccolo benessere. Non è solo ignoranza del fatto che la …

Il Partito del Pil

Luglio 26, 2019 – 3:31 pm |

In Italia c’è un regime: il cosiddetto “Partito del Pil” (si è auto-denominato così lui stesso) che unisce quasi tutti i partiti, da Lega e Fratelli d’Italia a Pd e Forza Italia, con una consistente presenza di esponenti dei 5Stelle – l’ala governativa – più tutta Confindustria, gran parte dei vertici sindacali, un bel po’ di gerarchie cattoliche, tutti i …

Chi ha paura dei migranti?

Luglio 17, 2019 – 6:17 pm |

Bisogna spazzare via un alibi. Chi ha paura degli immigrati? Forse qualcuno degli abitanti di quartieri che si trovano ai margini della società e che riversano sulla presenza degli immigrati una insicurezza che caratterizza comunque la loro condizione anche nei confronti di chi immigrato non è, perché quella che provano è in realtà la paura di un ambiente che è …

Milano e le olimpiadi: non è tutt’oro quel che luccica

Luglio 15, 2019 – 3:11 pm |

Perché le Olimpiadi sono cruciali rispetto all’emergenza climatica indetta dal Comune di Milano? Lo ha spiegato, involontariamente, l’assessore Granelli nell’incontro che si è tenuto mercoledì scorso alla Casa della Carità. Queste Olimpiadi, per Milano, sono una replica dell’Expo (un grande successo; per l’assessore) e insieme concorrono a definire “il modello Milano”, a farne “una città degli eventi”. Expo e Olimpiadi …

L’era di Greta

Luglio 12, 2019 – 11:53 am |

Dobbiamo cominciare a contare gli anni a partire da prima e dopo Greta. Non che Greta Thunberg sia morta; è più viva che mai e speriamo che continui ad accompagnarci e guidarci nel nostro viaggio contro il cambiamento climatico, fino a una vera svolta. E nemmeno è necessario sostituire una nuova numerazione a quella di prima e dopo Cristo: va …

Olimpiadi ed emergenza climatica

Luglio 8, 2019 – 11:21 am |

C’era da rimaner basiti di fronte alle fotografie di una troupe scompostamente in festa per l’assegnazione delle prossime olimpiadi invernali (2026) alla città di Milano. Ad esse il sindaco Beppe Sala ha voluto aggiungere il suo ritratto tra due sci in una Milano da quaranta gradi all’ombra. Ma queste sono le stesse persone che meno di un mese fa hanno …

Uno scontro di civiltà

Luglio 8, 2019 – 11:17 am |

Carola Rackete è
una donna coraggiosa e solidale che sfida l’arresto per restituire la vita ai
naufraghi che è andata a salvare. Matteo Salvini è un uomo vigliacco e cinico,
che si è sottratto al processo che lo vedeva imputato, per continuare a
destinare a morte e tortura i profughi sulla cui dannazione ha costruito la sua
carriera. Ai piedi di Salvini si è radunato …

Che cosa significa emergenza climatica?

Giugno 25, 2019 – 8:05 pm |

Che cosa significa dichiarare l’Emergenza climatica, come hanno fatto i Parlamenti di Regno Unito e Irlanda (ma non quello italiano) e centinaia di comuni in tutto il mondo, tra cui Milano e, a seguire, Napoli? Nei fatti, niente. Dopo quella dichiarazione tutto prosegue come prima e i responsabili possono lavarsene le mani. Quella dichiarazione legittima però ogni richiesta fondata di …