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Come preparasi alla conversione ecologica

Settembre 28, 2021 – 11:02 am |

Sleepy Mario (Draghi), su impulso di Sleepy Joe (Biden), si è svegliato accorgendosi finalmente della crisi climatica. Non ne sa nulla; non ne ha mai parlato nel corso della sua carriera; non ci mai neppure pensato. Per adempiere ai doveri che lo hanno fatto amministratore dei programmi NextGenerationEU e Fitfor55 (un sacco di soldi. Ma anche un sacco di cose …

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Attualità e politica »

Il ritorno di Greta

Luglio 12, 2021 – 2:47 pm |

Greta Thumberg è tornata a dare il meglio di sé al vertice austriaco sul mondo promosso da Arnold Schwarzenegger, con Frau Merkel, Antonio Guterres ed altri. Rivolgendosi ancora una volta a tutti i potenti del mondo, ma per farsi ascoltare da tutti coloro che potenti non sono, ha spiattellato che nei sei anni che ci separano dal vertice di Parigi, politici, finanzieri e grandi industriali (la crème di Davos) ci hanno riempiti di parole, ma non hanno fatto niente per avvicinarci agli obiettivi di decarbonizzazione fissati. Anzi, hanno fatto, stanno facendo e si apprestano a fare esattamente l’opposto: la loro “lotta per il clima” serve solo a mascherare e giustificare la continuazione di una politica fondata sui fossili, cercando nuove occasioni di business.

Questa accusa coglie in pieno anche il PNRR italiano, il suo padre, il RRF della Commissione europea, e la sua madre, il programma NextgenerationEU, che altro non sono che armi di distrazione di massa, finalizzate a bloccare l’attenzione – e il confronto, dove c’è – intorno a misure e progetti assolutamente inconsistenti, se non controproducenti, mentre il pianeta va a fuoco. A fuoco: nello stesso giorno in cui si registravano a Vancouver 50 °C, il Parlamento italiano ha votato, alla Camera, il ponte sullo stretto di Messina (da finanziare non con il PNRR, bensì con un fondo, detto “fondone”, che Draghi ha fatto aggiungere, a debito, ai fondi, anch’essi a debito, del PNRR, per “non lasciare indietro nessuno”: in questo caso le lobby del cemento). D’altronde, non è stato forse il Senato italiano, forte delle sue competenze, a votare, anni fa, che il cambiamento climatico non esiste?

Tra le parole senza fatti o, meglio, con fatti che le contraddicono, di cui parla Greta, spicca l’istituzione in Italia di un Ministero della Transizione ecologica. Ora, se transizione ecologica significa – e non può significare altro; se no, verso che cosa mai si transita? – un cambiamento radicale, a partire dall’abbandono del presupposto su cui si basa tutto lo stato di cose attuale, cioè il mito fasullo e letale della “crescita” (che altro non è che accumulazione del capitale), è evidente che essa non può non coinvolgere profondamente comportamenti, stili di vita e assetti sociali di tutta la popolazione; oltre, ovviamente, alla determinazione di che cosa, con che cosa, per chi e come si produce. Il primo compito di un Ministero della Transizione ecologica (e del Governo che ne fa proprie le finalità) avrebbe dovuto essere, quindi, il lancio di una grande campagna di informazione: sul perché di questa svolta, sui rischi che corrono il pianeta, il paese e la vita di ciascuno; e la conseguente apertura di un confronto generale (non era certo tale la kermesse organizzata a suo tempo dal secondo Governo Conte a villa Pamphili), coinvolgendo tutte le istanze della “società civile” – associazioni, comitati, sindacati, scuole e Università, centri di ricerca, mondo della cultura – sulle alternative che ci troviamo di fronte: sia a livello planetario che a livello locale; ciascuno a fare i conti nel proprio territorio con la realtà in cui è inserito e in cui può operare. Le dimensioni del problema sono d’altronde tali che non si può sperare di ottenere dei risultati – se si vogliono veramente ottenere – che procedendo così. E se il governo non lo fa, la prima conseguenza da trarre è che di promuovere quel confronto dobbiamo farci carico noi. Chi? Tutti, dove e come si può. Mettendo al centro non la crescita ma la cura delle persone, del vivente e della Terra.

Ma invece di una campagna di informazione e di un grande confronto ci siamo ritrovati le continue esternazioni del ministro Cingolani, peraltro in frequente contraddizione tra loro, ma che, sostanzialmente, mirano a rassicurare che non c’è da cambiare gran che: il gas sostituirà – un po’ per volta – il petrolio come “combustibile di transizione” (verso che?), costruendo nuovi impianti e pipeline la cui vita utile va ben al di là del 2050, anno in cui il gas dovrebbe scomparire; l’idrogeno verde deve aspettare (non è ancora maturo); con le rinnovabili non c’è fretta, tanto arriverà la fusione nucleare, o anche la fissione in “piccoli impianti” distribuiti sul territorio; la dieta proteica è essenziale, quindi largo agli allevamenti industriali; l’agricoltura sostenibile si fa con l’agrofotovoltaico (pannelli in alto e ortaggi sotto), ecc.

Ma se il ministro della Transizione sembra sensibile soprattutto alla lobby del gas (Eni ed Enel), il PNRR, nel suo insieme, destina il giusto tributo anche a quella del cemento e delle Grandi opere: il piano pullula di autostrade, aeroporti e treni ad Alta velocità, chiamati infrastrutture, tutti finanziati a spese del trasporto locale (compreso il TAV Torino-Lione, ricompreso nel PNRR, senza nominarlo, nelle vesti del fallito Ten-T).

E qui, anche senza entrare nei dettagli (che peraltro il PNRR evita accuratamente), la prima e fondamentale domanda da fare, se si aprisse, come si dovrà aprire, ma da basso, un dibattito sulla transizione ecologica è: ma serve un treno ad alta velocità, o un ponte di quattro chilometri, per collegare regioni devastate dagli incendi, dove, di questo passo, si dovrà reggere a temperature di 50°C come a Vancouver (che è molto più a nord), per fare arrivare dei turisti su spiagge ormai sommerse dall’innalzamento del livello del mare? O serve portare altro gas in Italia cercando di seppellirne le emissioni sottoterra, in una regione già sconvolta da un terremoto di dubbia origine, lasciando in eredità alle future generazioni, ma forse anche a questa, una bomba di CO2 sotto pressione, pronta ad aprirsi un varco verso la superficie per restituire all’atmosfera tutta la CO2 fittiziamente sottrattale? Ma domande come queste chi ci governa se le è mai fatte?

Manutenzione e riparazione

Luglio 7, 2021 – 3:29 pm |

Da almeno cento anni l’accumulazione del capitale, quello che ora si chiama “crescita” e che sta al centro delle preoccupazioni di economisti, politici, manager e imprenditori, si regge sui mercati di sostituzione nel campo dei beni cosiddetti “durevoli”: non tanto l’acquisto di cose nuove – si ha già quasi tutto l’essenziale, e anche di più – ma l’acquisto di nuovi …

Il futuro dell’auto (una riflessione)

Maggio 18, 2021 – 1:22 pm |

Il ‘900 è stato il secolo dell’automobile. L’era dell’auto è iniziata con l’invenzione del motore a scoppio, un propulsore che ha permesso di liberarsi dal peso della macchina a vapore e dal vincolo di binari o di linee elettriche dedicate; e trova la sua conclusione negli sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) che grazie alla condivisione del veicolo …

Rieducare, retribuire, risarcire

Maggio 7, 2021 – 5:56 pm |

L’arresto di alcuni latitanti italiani rifugiati in Francia da decenni e protetti dal “lodo Mitterrand” non è che un’applicazione della legge, attribuendo però alla pena una finalità “retributiva” del tutto estranea alla Costituzione, che le attribuisce solo finalità rieducative (quelle che, come ha scritto Adriano Sofri, la permanenza in Francia aveva ampiamente realizzato). Che la pena debba avere anche finalità …

Quale anticapitalismo?

Aprile 9, 2021 – 6:29 pm |

Molte compagne e compagni (di strada?) insistono nel qualificare le loro idee, prassi e lotte come “anticapitaliste” senza mai chiedersi veramente che cosa significhi. Per molti è sottinteso che al di là del capitalismo non può esserci che un esito obbligato: il comunismo o il socialismo; che il capitalismo non sia che un bozzolo entro cui cresce una larva pronta …

Dal lavoro alla cura

Marzo 24, 2021 – 6:22 pm |

La pandemia che ha investito tutto il pianeta e costretto metà dei suoi abitanti – quelli che una casa ce l’hanno – a rinchiudersi nelle proprie abitazioni ha reso evidente la faglia che separa le attività nelle quali sono impegnati tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici: da un lato ci sono attività al servizio del benessere o del miglioramento …

Non si esce dall’era fossile con il metano

Marzo 19, 2021 – 5:41 pm |

L’Italia ha assunto l’impegno di fuoriuscire dal carbone entro il 2025. Ma tutto lascia presumere che il phase-out verrà perseguito spacciando per decarbonizzazione la sostituzione dei fossili più inquinanti con il metano. Il gas è tutt’ora in cima ai piani strategici di ENI, che punta a sostenere il suo business con il sequestro del carbonio (CCS): una tecnologia insicura, contraria …

Alla prova dell’emergenza climatica e ambientale

Febbraio 11, 2021 – 3:36 pm |

Che cosa pensa Mario Draghi della emergenza climatica e ambientale? Essendo una persona informata è verosimile che sappia che gli allarmi lanciati da Greta Thunberg ai potenti della Terra (lui compreso) non sono un delirio adolescenziale, ma sono supportati dal parere e dalle ricerche di praticamente tutti i climatologi del mondo. Ciononostante, Draghi continua a comportarsi come se quegli allarmi …

Sulla conversione ecologica

Ottobre 25, 2020 – 2:41 pm |

È sbagliato oltreché impossibile separare ambiente e società; sono due cose inestricabilmente connesse. Per questo, le misure di tutela dell’ambiente sono al tempo stesso misure di tutela della convivenza, in particolare della parte della popolazione maggiormente colpita dalla crisi ambientale: si chiama conversione ecologica.

Il tempo a nostra disposizione prima che la crisi climatica raggiunga il suo tipping point (l’irreversibilità) sta scadendo. …

Francesco alla resa dei conti

Ottobre 13, 2020 – 10:47 pm |

Non sono le lotte di potere all’interno del Vaticano a mettere in forse l’autorità di Papa Francesco, ma il suo tentativo di prospettare una svolta radicale per mettere l’umanità al riparo dalla crisi climatica e ambientale che incombe sulle nostre vite. L’enciclica Laudato sì aveva aperto un orizzonte di comprensione e di senso fondato sull’interconnessione e la continuità tra l’essere …

Quanto costa l’apocalisse?

Agosto 12, 2020 – 3:42 pm |

Ho frequentato l’analisi costi benefici (ACB) in misura sufficiente a vedere come si fanno “venir fuori” i risultati desiderati: specie quando, caso molto frequente, a pagarla è il promotore del progetto; ma anche quando l’“ente terzo” che la effettua si dimostra sensibile alle pressioni politiche (cioè, in tutti gli altri casi). Il risultato dipende dalle “assunzioni” (cioè dai fattori che …