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Quanto costa l’apocalisse?

Agosto 12, 2020 – 3:42 pm |

Ho frequentato l’analisi costi benefici (ACB) in misura sufficiente a vedere come si fanno “venir fuori” i risultati desiderati: specie quando, caso molto frequente, a pagarla è il promotore del progetto; ma anche quando l’“ente terzo” che la effettua si dimostra sensibile alle pressioni politiche (cioè, in tutti gli altri casi). Il risultato dipende dalle “assunzioni” (cioè dai fattori che …

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Attualità e politica »

Salvarsi

Marzo 30, 2020 – 11:25 am |

Numerosi indizi, dal rapporto tra inquinamento e diffusione del virus a quello tra spillover e distruzione di habitat selvatici, fino a quello contagio e insalubrità di molti insediamenti umani, inducono a concludere che la comparsa del coronavirus non è che una manifestazione della crisi ecologica e che questapandemia non è che una manifestazione dell’emergenza climatica e ambientale già da tempo in corso. Cesserà – ce lo auguriamo – l’isolamento a cui siamo costretti, ma senza alcuna certezza che non si renda di nuovo necessario di qui a poco per questa o per un’altra ragione. Quello che la crisi climatica e ambientale non eliminerà più per decenni a venire è la necessità di adottare un modo di vivere e convivere radicalmente diverso da quello a cui siamo stati abituati, di cuidobbiamo cominciare di delineare qui e ora i principali tratti.

Il primo compito è soprattutto di carattere culturale e spirituale, ma con ineludibili conseguenze in campo pratico e politico: riconciliarci con la Terra. E’ un tema al centro della critica che tutta l’ecologia integrale (secondo cui giustizia sociale e ambientale sono inseparabili) rivolge da decenni al dominio che il pensiero unico e l’economia hanno imposto ai nostri comportamenti, e che trova un importante riscontro nell’enciclica Laudato sì di papa Francesco, oltre che nel richiamo esercitato da numerose culture indigene di popoli nativi non ancora completamente obliterate dallo “sviluppo”, a misura della radicalità del cambiamento che si impone.

La prima conseguenza di questo cambio di paradigma è l’obbligo di ridurre il nostro impatto sull’ambiente riducendo radicalmente molte produzioni e azzerandone completamente altre: esattamente ciò che ci si impone oggi per ridurre il rischio di contagio; sul lavoro, negli spostamenti, in famiglia, coi vicini.

Per farlo occorre che i diretti interessati, che non sono solo gli addetti di ogni singola azienda, ma tutta la comunità che ne subisce in vario modo l’impatto, recuperino o conquistino un potere decisionale nel definire quali produzioni sono essenziali e quali no: oggi, di fonte al dilagare del contagio; domani, nel far fronte alle manifestazioni della crisi climatica e ambientale.

Ciò richiede che venga garantito comunque un reddito adeguato a chi, transitoriamente o per sempre, non avrà più accesso al lavoro o alle fonti di reddito su cui ha contato finora.

Ma assumere ed esercitare quel potere decisionale è un processo complesso, che richiede la disponibilità di molto tempo, di cui è necessario riappropriarsi ridistribuendo su una platea molto più ampia le attività che sopravviveranno alla eliminazione o riduzione delle produzioni superflue.

La crisi acuita dall’attuale pandemia, ma già in incubazione da tempo, lascerà dietro di sé, in tutto il mondo, un panorama di contrazione e sconnessione di tutte le attività economiche, finanziarie e produttive; inutile cercare di salvare la continuità produttiva di molte imprese condannate comunque al fallimento o alla chiusura. Meglio dedicare gli sforzi a riprogettare quelle vecchie e studiare quelle nuove.

Per affrontare la crisi climatica e ambientale occorre avviare una radicale conversione ecologica nei comportamenti e in campo produttivo: per lo meno negli ambiti principali: energetico, agro-alimentare, mobilità, assetti idrogeologici,edilizia, salute, istruzione e ricerca. Il problema è il come.

L’obiettivo principale è recuperare resilienza rispetto ai vincoli esterni: quelli imposti dalla finanza, dalle catene globali delle forniture, da mercati di sbocco evanescenti. In una parola, ri-territorializzazione della maggior parte delle attività suscettibili di un reimpianto locale.

Gli eurobond sono un palliativo che non elimina la soggezione alla finanza internazionale, ma in tutti i paesi c’è una quota elevata di debito pubblico illegittima o odiosa che non va onorata anche in base al diritto internazionale. La situazione va equilibrata restituendo a ogni comunità locale il controllo della circolazione monetaria che alimenta a propria economia locale e limitando agli scambi internazionali le valute sovranazionali.

Il principale ostacolo alla conversione ecologica è costituito dalle guerre in corso e dall’industria delle armi che le alimenta, costringendo milioni di persone a fuggire dal proprio paese. La principale guerra del futuro, di cui già si intravedono le prime pesanti manifestazioni, è quella contro i migranti, il cui numero è destinato a crescere con l’avanzare della crisi ambientale. Continuare nelle politiche di respingimento non fa che aggravare le cause della crisi attuale e futura. Accoglienza e inclusione sono quindi condizioni irrinunciabili che possono contribuire anche a promuovere politiche volontarie di ritorno per la rigenerazione dei territori e delle comunità da cui profughi e migranti sono stati costretti a fuggire.

La conversione ecologica è indisgiungibile dal conflitto con molti degli interessi costituiti che dà concretezza e credibilità alle proposte di un green new deal e può mobilitare una parte consistente dei cittadini di tutti i paesi dell’UE per imporre ai rispettivi governi una vera svolta per tutta l’Europa.

Ha ragione papa Francesco

Marzo 30, 2020 – 11:20 am |

Ha ragione papa Francesco: siamo tutti sulla stessa barca. Forse qualche anno fa su quella barca c’erano solo gli sfruttati: a remare; gli sfruttatori stavano a terra, al sicuro. Ma ora, con la crisi climatica e ambientale e la pandemia, in quel mare in burrasca ci siamo tutti. Alcuni continuano a remare, anche più forte di prima, per traghettarci sull’altra …

Rilancio della lettera aperta del 21 Marzo 2020, proposta dall’associazione laudato sì, per bloccare tutte le attività non essenziali.

Marzo 25, 2020 – 3:40 pm |

Sabato 21 marzo ho sottoscritto la lettera aperta lanciata da alcuni membri dell’associazione Laudato sì per dare voce e sostenere la giusta rivendicazione di sospendere l’attività, portata avanti da molti lavoratori – alcuni dei quali già scesi in sciopero – costretti a lavorare fianco a fianco in aziende e processi produttivi non indispensabili e a ritrovarsi ammassati nei mezzi di …

Il virus viaggia in automobile

Marzo 24, 2020 – 6:43 pm |

Il mercato europeo dell’auto è crollato a febbraio e si è quasi azzerato a marzo, né si sa quando e se si riprenderà. Intanto, una dopo l’altra, le fabbriche del settore fermano l’attività, dopo aver costretto per oltre un mese gli operai a lavorare in condizioni di alto rischio per produrre auto e componenti senza mercato che intaseranno per …

Il tempo è ora

Marzo 18, 2020 – 10:13 am |

Molti si aspettano che, se e quando l’emergenza covid-19 sarà finita, la gente si precipiti nei negozi, dai concessionari e nelle agenzie per un’abbuffata di beni e spese superflue di cui si è dovuta privare per tanto tempo. Ma temono che l’insicurezza creata da questa incursione dell’imprevisto nelle nostre vite la trattenga da quei comportamenti, che sono indispensabili per “sostenere …

Il dopo comincia ora

Marzo 16, 2020 – 10:37 am |

Il covid-19 aggredisce i polmoni, blocca il respiro, uccide soffocando, chiude in casa quelli che non stanno ancora male. I suoi epicentri (la pianura Padana, la provincia dell’Hubei, il NordReno-Westfalia) sembrano essere territori con la massima concentrazione di inquinanti nell’aria, dove la gente ha respirato male per anni. Sono quelli che ora le foto dai satelliti ci mostrano liberati dalla …

Prepariamoci alla normalità

Marzo 9, 2020 – 3:20 pm |

Quando si ritornerà alla normalità? Ma la normalità è questa: quella delle misure dell’emergenza coronavirus. Quella che invece abbiamo conosciuta negli ultimi decenni (e anche prima) non era “normalità”, ma una immane deviazione da come sarebbero dovute andare le cose.

Nell’emergenza coronavirus ci sono cose inaccettabili se dovessero durare, che dobbiamo adoperarci per aggirare o superare al più presto (senza mettere …

Ai confini dell’orrore

Marzo 5, 2020 – 3:06 pm |

L’Europa, scrivono i giornali mainstream, non può reggere l’afflusso di un altro milione di profughi come quello del 2015. Ma nessuno si chiede perché la Turchia (un’economia emergente, ma in piena crisi) dovrebbe invece poter reggere quello di 3,5 milioni? Perché è, e solo perché è – questa è la risposta – una dittatura mascherata da democrazia autoritaria. Una dittatura …

Niente sarà più come prima

Marzo 2, 2020 – 4:24 pm |

La mobilitazione martellante e scomposta di politici e media contro il coronavirus ricorda Pierino e il lupo: che cosa mai si potrà fare per comunicare una vera emergenza, quando la crisi climatica alle porte comincerà a mordere veramente sulle nostre vite (come già sta facendo su quelle di milioni di altri esseri umani), ora che tutti vedono che il lupo …

Fate l’amore non fate la guerra

Febbraio 24, 2020 – 12:30 pm |

“Fate l’amore non la guerra”: un motto che aveva accompagnato molti di noi, quelli ormai entrati nella terza o quarta età, negli anni della nostra adolescenza e in quelli dell’ingresso nella lotta politica e nel ruolo sociale che ci eravamo scelto. La guerra contro cui ci battevamo era quella in Vietnam – allora, e ancora adesso, esempio di come una …

La conversione ecologica è un processo sociale

Febbraio 20, 2020 – 1:40 pm |

La terza assemblea nazionale di Fridays for Future Italia si terrà a Sassari il 14 e 15 marzo. Di fronte alla crisi climatica e ambientale che si manifesta in forme sempre più acute e alla finestra temporale sempre più stretta che ci separa dalla irreversibilità, la denuncia di Greta Thunberg ha trovato finora riscontro quasi solo tra una avanguardia di …