Ho scritto per la rivista “Parole chiave” un articolo sul tema del riuso

La Terra non ci appartiene. Siamo noi che apparteniamo alla Terra. Nessuna porzione o pezzo della Terra può appartenere veramente a chicchessia, perché noi nasciamo e moriamo, mentre la Terra esisteva prima di noi e continuerà a esistere – e a lungo – dopo di noi. Quello che abbiamo avuto in eredità da chi è vissuto prima di noi non è innanzitutto la “proprietà” che qualche nostro parente ci ha lasciato, ma la terra nel suo insieme, perché solo quell’insieme ci consente di vivere e riprodurci, anche se qualche porzione di questa Terrà – e magari proprio quella in cui viviamo – è stata già manomessa o rovinata da chi è vissuto prima di noi: e magari fin dai primordi degli insediamenti umani, come è successo con la scomparsa dei grandi mammiferi nell’America Centrale, con la desertificazione del Sahara in seguito all’overgrazing, con la salinizzazione del suolo della Mesopotamia per un eccesso di irrigazione, con il disboscamento di tante pendici montuose trasformate in superfici sterili e franose. E soprattutto, ovviamente, da quando la rivoluzione industriale ha messo al lavoro in misura massiccia i combustibili fossili, con la saturazione dell’atmosfera con gas di serra, con l’inquinamento dell’aria, delle acque e dei suoli con sostanze di sintesi che gli organismi prodotti dall’evoluzione naturale non sono predisposti a metabolizzare e a reinserire in un nuovo ciclo trofico in tempi accettabili, con l’introduzione di potenti e sempre più gigantesche macchine per il movimento terra, in grado di spianare intere montagne e aprire voragini nelle viscere del pianeta, con l’impermeabilizzazione di una quota crescente del suolo per farci correre sopra le nostre automobili, far decollare e atterrare i nostri aerei, depositare a terra milioni di container in attesa di essere trasportati da una parte all’altra del globo. Eccetera. Leggi tutto “Ho scritto per la rivista “Parole chiave” un articolo sul tema del riuso”

Intervista sul tema delle problematiche ambientali (Gruppo Abele, 20 febbraio 2011)

Primo piano

Salvare la terra e insieme noi stessi In occasione della settima campagna di Caterpillar – Radio Rai 2 “M’illumino di meno”, abbiamo intervistato l’economista e scrittore Guido Viale sull’importanza del risparmio energetico e della corretta gestione del ciclo dei rifiuti

La salvaguardia dell’ambiente è un tema ricorrente delle agende politiche nazionali ed internazionali, ma gli obiettivi fissati si scontrano con difficoltà di applicazione, ostacoli politici, prevalenza delle ragioni del profitto su quelli della salute del pianeta. Quella ambientale è una causa persa?

Quella ambientale non può essere una battaglia persa, perché la posta in gioco è la nostra presenza sul pianeta. Se falliremo, la Terra continuerà ad esistere (e probabilmente anche la vita su di essa), ma senza di noi, perché stiamo distruggendo le condizioni ambientali che hanno permesso all’uomo di crescervi, prosperarvi e di approfittare delle ricchezze naturali. Leggi tutto “Intervista sul tema delle problematiche ambientali (Gruppo Abele, 20 febbraio 2011)”

Sul divieto di commercializzazione degli shopper non biodegradabili (GSA Igiene urbana, 19 febbraio 2011)

Da gennaio di quest’anno, quelli non biodegradabili sono (teoricamente) fuori legge. Bisogna sostituirli con sacchetti in biopolimeri o ci sono alternative più pratiche, meno costose e con un impatto ambientale minore. Leggi tutto “Sul divieto di commercializzazione degli shopper non biodegradabili (GSA Igiene urbana, 19 febbraio 2011)”

Il ruolo degli inceneritori nella competizione per la raccolta differenziata

“Se teniamo al 40 per cento la soglia da raggiungere per la differenziata, la termovalorizzazione non la faremo mai…Quindi se è vostra intenzione, maggioranza e opposizione, dovete abbassare la quota della differenziata”. Così, secondo Repubblica del 23 settembre, l’intercettazione di una telefonata tra il ras dei rifiuti dell’Abruzzo Rodolfo Di Zio e l’Assessore regionale all’ambiente, entrambi arrestati ed entrambi in combutta tanto con maggioranza che con l’opposizione della Regione, nonché con la società lombarda Ecodeco – ma anche con il comitato anti-discariche – per costruire nella regione uno o due inceneritori e garantirsi un quantitativo di rifiuti da bruciare sufficiente ad alimentarli. Da notare che il 40 per cento di raccolta differenziata è una prescrizione di legge valida su tutto il territorio nazionale da raggiungere entro l’anno in corso, mentre al 2012 questa percentuale dovrà salire al 65 per cento; anche se per chiedere l’abbassamento della soglia si è già mosso persino l’ANCI, l’associazione dei Comuni italiani: anch’esso preoccupato, evidentemente, che gli inceneritori attivi o in programma nei rispettivi territori di riferimento restino “all’asciutto”.
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Il miracolo campagno di Berlusconi si chiama discarica (“la Repubblica”, 24 ottobre 2010)

I principi di una corretta gestione dei rifiuti sono stati fissati dall’OCSE e da una direttiva dell’allora Comunità europea quasi cinquant’anni fa: primo, ridurre (soprattutto imballaggi e articoli usa e getta; ma anche – con il compostaggio in giardino o sul balcone, che li trasforma in terriccio – gli avanzi di cucina); secondo, riciclare, cioè recuperare in nuovi cicli produttivi i material di cui sono composti i rifiuti: si fa con la raccolta differenziata e le “piattaforme” di recupero, ma anche con una separazione meccanica della frazione indifferenziata e con il compostaggio dei rifiuti organici; terzo, recuperare energia da ciò che non si può riciclare: bruciando le frazioni combustibili residue, in impianti che possono anche non essere inceneritori; e gassificando la frazione organica); quarto, portare in discarica solo ciò che avanza.
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Il fallimento della “ditta” Berlusconi-Bertolaso nella gestione dei rifiuti in Campania (9 ottobre 2010)

Le mamme vulcaniche hanno vinto. Berlusconi, Bertolaso e la loro corte dei miracoli hanno perso. Ha vinto la lotta dura. Cortei e manifestazioni a ripetizione non avevano ottenuto niente; quando sono bruciati i compattatori, Terzigno è balzata al centro dell’attenzione. Un brutto precedente per il Governo; una indicazione ineludibile per chi ha delle rivendicazioni da portare avanti: sperando che poliziotti, autisti e addetti ai servizi non si prestino più a fare da capri espiatori per colpe altrui.
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Emergenza rifiuti in Campania (da “Venerdì” di Repubblica 2010)

Nella gestione dell’emergenza rifiuti in Campania Bertolaso ha messo a punto gli ingredienti che avrebbero caratterizzato la successiva gestione delle emergenze da parte della “cricca. Questi ingredienti sono il sequestro della popolazione “assistita”, la militarizzazione del territorio, la concentrazione del potere e dei fondi nelle mani di una struttura che non risponde a nessuno, la deroga alle leggi vigenti e, soprattutto, la spettacolarizzazione, vantando, con l’aiuto dei media, risultati tanto strabilianti quato fittizi. Leggi tutto “Emergenza rifiuti in Campania (da “Venerdì” di Repubblica 2010)”