Medici e gli altri, il primo passo (“il manifesto”, 25 maggio 2013)

Che il PD nella fase della sua dissoluzione sarebbe finito, insieme al suo “facilitatore” Napolitano, in bocca a Berlusconi, fino a subirne anche le imposizioni più oscene e umilianti, era prevedibile fin da quando aveva fatto la scelta di sostenere Monti invece di affrontare una verifica elettorale che, prima del logoramento prodotto dal “governo tecnico”, lo vedeva, allora sì, sicuramente vincente. Ciò che gli ultimi due anni hanno messo pienamente in evidenza agli occhi di tutti è che il PD non è un partito di governo. Perché non è, e da tempo, in grado di assumere la responsabilità di governare, se non in compagnia di altre forze che possano essere presentate come “imposte dalle circostanze”. Da quando è scoppiata la crisi il PD sa – lo sa la sua nomenklatura – di non potersi addossare da solo la paternità della “macelleria sociale” imposta dai vincoli del patto di stabilità europeo e, più in generale, dall’assetto economico e sociale di un mondo completamente dominato dalla grande finanza. E non può imboccare scelte alternative a questo vero o presunto “stato di necessità” perché non ha né la cultura né le capacità per farlo. Leggi tutto “Medici e gli altri, il primo passo (“il manifesto”, 25 maggio 2013)”

Una casa comune (articolo pubblicato su il Manifesto del 26 aprile 2013)

Anche se le modalità hanno lasciato tutti basiti, i passaggi che hanno portato alla formazione del nuovo governo, quale che ne sia poi l’esito (finiranno comunque tutti in bocca a Berlusconi, Napolitano compreso), erano in qualche modo scontati. Il PD non avrebbe mai potuto imboccare una strada diversa dopo più di un anno di sostegno senza se e senza ma a Monti, cioè al definitivo trasferimento del governo del paese dal Parlamento (già sostanzialmente esautorato dal porcellum) alla BCE e, per suo tramite, alla finanza, ben rappresentata da Monti e Draghi. Sono due uomini di Goldman Sachs, che “ragionano” alla maniera di Goldman Sachs: non è necessariamente un legame diretto, ma un dato di cultura e di modus operandi che in Europa sono chiari a tutti, ma che in Italia attirano invece l’accusa di schematismo o complottismo. Leggi tutto “Una casa comune (articolo pubblicato su il Manifesto del 26 aprile 2013)”

Francesca Comencini presidente della Repubblica

Propongo di candidare alla Presidenza della Repubblica – e di sostenerne la candidatura con una mobilitazione articolata nelle forme e nelle sedi opportune – Francesca Comencini in quanto espressione del movimento “Se Non Ora Quando?” e per questo persona adatta a rappresentare l’aspirazione di tutte le donne italiane, e anche di un buon numero di maschi, a vedere una donna eletta alla più alta carica dello Stato. Leggi tutto “Francesca Comencini presidente della Repubblica”

Dopo Grillo, e considerata la situazione europea, una mia proposta per uscire dallo stallo attuale.

L’esito delle elezioni ha “tolto il tappo” a un sistema politico bloccato, pietrificato dall’egemonia, condivisa da destra e sinistra, del pensiero unico (e in Italia consolidata, e in parte mascherata, dal dilagante berlusconismo). Ma non è stato Beppe Grillo a far saltare quel tappo; sono stati quelli che lo hanno votato, andando ad aggiungersi o a sovrapporsi al numero, altrettanto ampio, degli astenuti. Non è stato Grillo a intercettare il loro voto; sono stati quegli elettori a “intercettare” Grillo. E che altro potevano fare? Se si fossero astenuti, il sistema politico italiano – centro-destra, centro e centro-sinistra – avrebbe continuato le sue pratiche come se niente fosse, incurante del fatto che ormai solo il 50 per cento degli elettori lo vota. D’altronde negli USA è già così da tempo. Ma è sbagliato confondere gli elettori di Grillo con il movimento cinque stelle o dare troppo peso al loro programma; perché a fare il pieno di voti è stata la rivolta contro il sistema dei partiti e le politiche economiche da questi sostenute. Come è sbagliato sostenere che il movimento cinque stelle non ha un programma: c’è l’ha, ed è più solido e sensato di quello del PD, anche se forse né Grillo né il movimento hanno idee chiare su come realizzarlo (Pizzarotti insegna). Ma gli elettori che lo conoscono sono una minoranza; e quelli che lo condividono, o vi si riconoscono, sono ancor meno. Leggi tutto “Dopo Grillo, e considerata la situazione europea, una mia proposta per uscire dallo stallo attuale.”

Cosa vuol dire governo dei cittadini (pubblicato su il Manifesto, 8 Marzo 2013)

Governo dei “mercati” (che non sono i mercatini di ortofrutta sotto casa, ma la grande finanza internazionale che domina un’economia ormai globalizzata)? O governo dei cittadini (che sono i membri della civitas: cioè, oggi, tutti coloro che vivono nello stesso paese. Un concetto da tener presente – senza impuntarsi sulle parole – quando si parla di “reddito di cittadinanza”: una misura che “rende cittadini”, consegnando a tutti il diritto irrinunciabile a una vita dignitosa)? Leggi tutto “Cosa vuol dire governo dei cittadini (pubblicato su il Manifesto, 8 Marzo 2013)”

L’intervento all’assemblea milanese di cambiaresipuò dell’8 gennaio 2013

Buonasera, parlo a titolo personale. Io sono di ALBA. ALBA è una piccola organizzazione che ammette al suo interno la doppia tessera. Vuol dire, per esempio, che un iscritto a Rifondazione comunista può essere iscritto anche ad Alba, purché ne accetti statuto, codice etico e manifesto istitutivo. Lo dico qui perché se una cosa del genere vale per ALBA, a maggior ragione deve valere, per me, anche per cambiaresipuò. E assurdo quindi, come è stato fatto in queste ultime settimane di forte conflittualità interna a cambiaresipuò, accusarmi di non volere degli iscritti ai partiti dentro cambiaresipuò. Non è un modo corretto di polemizzare. Leggi tutto “L’intervento all’assemblea milanese di cambiaresipuò dell’8 gennaio 2013”

Una proposta per cambiaresipuò

Questo è il testo proposto da Guido Viale al comitato di garanzia che ha preparato l’assemblea di cambiare#sipuò dell’8.1.2013. Il testo non è stato approvato e pertanto non  verrà presentato. Lo si pubblica qui a futura memoria.

 

L’assemblea di cambiare#sipuò-noicisiamo delle province di Milano e Monza Brianza, riunita l’8.1.2013 presso la Camera del Lavoro di Milano prende atto del fatto che sono venute meno le condizioni per la presentazione alle elezioni politiche del 2013 di una lista conforme, per programma e per selezione delle candidature, ai requisiti contenuti nella mozione approvata nella precedente assemblea milanese del 16.12.2012; Leggi tutto “Una proposta per cambiaresipuò”

Lettera ai promotori di cambiaresipuò (inviata il 30 dicembre 2012)

In questi momenti di disorientamento i promotori di cambiaresipuò e quei compagni che in Alba, e da molto prima, si erano spesi per quel progetto sono ora divisi tra il sentimento (pienamente giustificato) di essere stati giocati e un altro (altrettanto giustificato) di essere stati , ed essere ancora, inadeguati. Per questo credo che sia necessario tornare sulle ragioni che ci avevano portato a imboccare quella strada. Leggi tutto “Lettera ai promotori di cambiaresipuò (inviata il 30 dicembre 2012)”

Due ragioni alternative (“il manifesto”, 28 dicembre 2012)

Due sono le ragioni – per me e per altre decine di amici e compagni che ho incontrato negli ultimi mesi, ma verosimilmente anche per decine di migliaia di persone che si sono entusiasmate e poi spese per proporre e sostenere la presentazione di una lista di cittadinanza radicalmente alternativa all’agenda Monti – che ci hanno portato a questo passo, pur consapevoli del fatto che si trattava e si tratta di una scelta rischiosa. Leggi tutto “Due ragioni alternative (“il manifesto”, 28 dicembre 2012)”