Decrescita o conversione ecologica? (“il manifesto”, 7 settembre 2012)

Lettera a il manifesto:

Sono due i motivi per i quali compro ogni mattina “Il manifesto”: per tenere in vita il giornale e perché è uno dei pochi luoghi ove sia possibile leggere analisi e proposte per una riforma della società e dell’economia più eque ed ecologicamente compatibili. E fra i tanti interventi che compaiono su questi argomenti, mi trovo spesso ad apprezzare e condividere quelli di Guido Viale. L’ultimo suo intervento, in ordine di tempo, l’ho letto sabato I settembre, dal titolo: “L’Ilva si controlla dal basso”. È su questo suo intervento che mi voglio soffermare perché, pur condividendo la sua tesi di fondo (il controllo dal basso) mi ritrovo a dissentire sulla sua reiterata tesi di critica alla decrescita, assimilata alla categoria della “visione bucolica dello sviluppo”. Leggi tutto “Decrescita o conversione ecologica? (“il manifesto”, 7 settembre 2012)”

Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)

di Paolo Calabrò

Lo stato di “incertezza stabile” di fronte al quale ci troviamo non consente di ipotizzare alcun piano di risanamento. Manca la capacità di elaborare un pensiero strategico

GuidoViale, leader nel ’68 della protesta studentesca ed ex-dirigente di Lotta continua, è membro del Comitato tecnico-scientifico dell’ Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente (Ispra). Collabora con Repubblica e il manifesto. Blog personale: www.guido.viale.it. A lui abbiamo chiesto una valutazione sulla attuale situazione economica italiana ed europea. Leggi tutto “Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)”

Nuovo soggetto politico. Un programma minimo ma ambizioso (“il manifesto”, 21 aprile 2012)

Il «Manifesto per un soggetto politico nuovo» lascia volutamente scoperta la questione del programma perché ne affida l’elaborazione al processo di partecipazione democratica che intende innescare tanto all’interno del «soggetto nuovo» quanto nelle sedi di democrazia sia partecipata che rappresentativa che cerca di promuovere o rinnovare. Tuttavia, poiché «non c’è più tempo» per gli indugi, il problema va affrontato parallelamente al processo di costruzione delle nuove istanze, tenendo presente che l’elaborazione di un programma è un importante momento di autoformazione e di educazione alla cittadinanza. E, quindi, di superamento della dicotomia dirigenti/diretti e anche – forse – di quella privato/politico; ma è anche uno strumento di promozione, di generalizzazione e di collegamento delle lotte che sono all’origine, manifesta o latente, della domanda politica a cui il «Manifesto» intende dare risposta. Bene hanno fatto quindi Lucarelli e Mattei a dare inizio al dibattito sul programma (il manifesto del 17.04). Aggiungo questo mio contributo. Non ci troviamo di fronte a una «tabula rasa»: possiamo contare su una molteplicità di esperienze, di conflitti e di buone pratiche che hanno bisogno soprattutto di aver voce in un contesto più generale: cosa che finora è stata loro negata. Ma i nodi da sciogliere, o da non eludere, tra coloro che si riconoscono o si riconosceranno nel processo che il «Manifesto» intende promuovere sono molti.  Leggi tutto “Nuovo soggetto politico. Un programma minimo ma ambizioso (“il manifesto”, 21 aprile 2012)”

L’intervento al forum “La via d’uscita”, Firenze, 9 dicembre 2011

Riporto di seguito la scaletta che mi ero preparato per fare il mio intervento all’incontro di Firenze sulla via di uscita, precisando che non tutte le cose che sono scritte qui sono riuscito a dirle, per mancanza di tempo e per mia insufficienza oratoria

In una riunione che vuole avere una dimensione operativa (cercare una via d’uscita dalla crisi) la scelta più importante è che i problemi vengano affrontati in una dimensione globale, planetaria, e non solo nazionale. La crisi greca è stata affrontata come crisi nazionale; poi lo è stata anche quella italiana (e quella di tutti i paesi PIGS); ma ben presto si è visto che non erano tali: sono crisi che non si possono risolvere, e nemmeno affrontare, a livello nazionale, anche se questo è il compito che Monti si è dato, su imput di Draghi; e che ha dato a tutti noi.
La Grecia, sottoposta al trattamento “nazionale” imposto dalla governance europea non ha più alcuna possibilità di risollevarsi. L’Italia ha imboccato la stessa strada, e se continua a seguirla è destinata alla stessa fine. Per questo è sbagliato l’invito a “baciare il rospo”, chiunque sia; non solo perché è proprio un rospo; e le misure che ha adottato sono non solo inique ma soprattutto inutili. Ma perché la crisi del debito va affrontata per lo meno a livello europeo; e a questo livello non c’è nessun progetto all’altezza dei problemi. Manca in assoluto la consapevolezza dell’ordine di priorità dei problemi, che è anche quella che ci può permettere di affrontarli. Leggi tutto “L’intervento al forum “La via d’uscita”, Firenze, 9 dicembre 2011″