Ristrutturare il debito (“il manifesto”, 25 giugno 2013)

Ci siamo assuefatti a convivere con un meccanismo economico e finanziario che ci conduce inesorabilmente a una progressiva distruzione del tessuto produttivo del paese e delle istituzioni fondanti della democrazia: in questo quadro la perdita di imprese, posti di lavoro, know-how e mercati in corso è irreversibile, come lo è la progressiva abolizione dei poteri degli elettori, del Parlamento e, soprattutto, degli Enti locali: cioè dei Comuni, che sono le istituzioni del nostro ordinamento giuridico più vicine ai cittadini. Leggi tutto “Ristrutturare il debito (“il manifesto”, 25 giugno 2013)”

I No Tav di Gezi Park (“Left”, 15 giugno 2013)

Non era passato un giorno dalla trasmissione, a Ballarò, di un filmato sul rinnovamento urbanistico di Istanbul (un terzo ponte sul Bosforo, un tunnel che lo attraversa sotto il mare, un nuovo canale che lo duplica, case di lusso, alberghi a cinque stelle, immensi centri commerciali) e di un duetto tra Giovanni Floris e Alessandro Sallusti che deprecavano che in Turchia le cose si potessero fare “in sei mesi” mentre in Italia non si riesce a fare una galleria tra Torino e Lione da ventitré anni per l’ideologia retrograda degli abitanti della valle di Susa, quando è scoppiata la rivolta di Gezi Park: tantissima gente, soprattutto giovani, abitanti della nuova Istanbul, che al grido “No a una città come Dubai”‘, si oppongono al taglio degli alberi del parco e alla demolizione del vecchio bazar per costruire al suo posto un immenso centro commerciale e un grande hotel. Sembra che le Grandi Opere non siano più popolari neanche là. Leggi tutto “I No Tav di Gezi Park (“Left”, 15 giugno 2013)”

Dell’acciao e del pane (sull’Ilva di Taranto)

5 giugno 2013 – ore 03:04
Dell’acciaio e del pane
Nella redazione del Foglio si sono visti, per discutere di Ilva e non solo, Guido Viale, editorialista del manifesto, Umberto Minopoli, membro dell’Assemblea parlamentare del Pd, e il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara. Ecco cosa ne è venuto fuori. Leggi tutto “Dell’acciao e del pane (sull’Ilva di Taranto)”

Introduzione al libro “Indumenti usati: una problematica globale per agire eticamente”

“Dalla culla alla tomba”: questo slogan, ripreso dalla definizione di un welfare integrale, concepito per garantire condizioni di sicurezza a tutti i cittadini e per tutte le età della loro vita, è stato anche, per anni, il paradigma della forma più avanzata di product stewardship; vale a dire di attenzione per tutta le fasi della vita utile di un prodotto. Questa attenzione ha dato vita a una metodologia, la LCA (Life Cycle Assessment) tesa a misurare l’impatto ambientale di un prodotto incrociando consumi di materia e di energia ed emissioni di inquinanti imputabili a ciascun prodotto, all’interno di tipologie ben definite, con le diverse fasi del suo ciclo di vita; fasi raggruppate in quattro categorie fondamentali: produzione, distribuzione, consumo e smaltimento. Leggi tutto “Introduzione al libro “Indumenti usati: una problematica globale per agire eticamente””

Dall’Europa “no” ai nuovi inceneritori (“Venerdì di Repubblica”, 24 maggio 2013)

Nel pieno della crisi Napoli continua a esportare in Olanda una parte dei suoi rifiuti solidi urbani (RSU). Ne esporta sempre meno: circa 500 tonnellate al giorno; un flusso che potrebbe e dovrebbe arrestarsi a fine anno. Paga, per queste “spedizioni” circa 110 euro a tonnellata fob (trasporto compreso); meno di quanto sborsa alla Provincia tra selezione meccanica, inceneritore di Acerra e invio del rimanente verso le discariche della Puglia e di altre regioni del centro-nord, per “smaltire” la parte rimanente della frazione indifferenziata (più di 160 €/t). Leggi tutto “Dall’Europa “no” ai nuovi inceneritori (“Venerdì di Repubblica”, 24 maggio 2013)”

Medici e gli altri, il primo passo (“il manifesto”, 25 maggio 2013)

Che il PD nella fase della sua dissoluzione sarebbe finito, insieme al suo “facilitatore” Napolitano, in bocca a Berlusconi, fino a subirne anche le imposizioni più oscene e umilianti, era prevedibile fin da quando aveva fatto la scelta di sostenere Monti invece di affrontare una verifica elettorale che, prima del logoramento prodotto dal “governo tecnico”, lo vedeva, allora sì, sicuramente vincente. Ciò che gli ultimi due anni hanno messo pienamente in evidenza agli occhi di tutti è che il PD non è un partito di governo. Perché non è, e da tempo, in grado di assumere la responsabilità di governare, se non in compagnia di altre forze che possano essere presentate come “imposte dalle circostanze”. Da quando è scoppiata la crisi il PD sa – lo sa la sua nomenklatura – di non potersi addossare da solo la paternità della “macelleria sociale” imposta dai vincoli del patto di stabilità europeo e, più in generale, dall’assetto economico e sociale di un mondo completamente dominato dalla grande finanza. E non può imboccare scelte alternative a questo vero o presunto “stato di necessità” perché non ha né la cultura né le capacità per farlo. Leggi tutto “Medici e gli altri, il primo passo (“il manifesto”, 25 maggio 2013)”

Lavoro e conoscenza (“Left”, maggio 2013)

Conoscenza e lavoro sono essenziali per affrontare le tre principali dimensioni della crisi: ambientale, sociale ed economica.

Il tema della conoscenza va sottratto all’ambito ristretto della sua istituzionalizzazione nella scuola, nell’Università e nella ricerca – un confinamento che è stata la premessa del loro smantellamento – perché essa è anche e soprattutto un insieme di saperi diffusi e non valorizzati di cui tutti siamo in possesso grazie all’esperienza, ai nostri interessi, alla nostra vita quotidiana. Leggi tutto “Lavoro e conoscenza (“Left”, maggio 2013)”

Una casa comune (articolo pubblicato su il Manifesto del 26 aprile 2013)

Anche se le modalità hanno lasciato tutti basiti, i passaggi che hanno portato alla formazione del nuovo governo, quale che ne sia poi l’esito (finiranno comunque tutti in bocca a Berlusconi, Napolitano compreso), erano in qualche modo scontati. Il PD non avrebbe mai potuto imboccare una strada diversa dopo più di un anno di sostegno senza se e senza ma a Monti, cioè al definitivo trasferimento del governo del paese dal Parlamento (già sostanzialmente esautorato dal porcellum) alla BCE e, per suo tramite, alla finanza, ben rappresentata da Monti e Draghi. Sono due uomini di Goldman Sachs, che “ragionano” alla maniera di Goldman Sachs: non è necessariamente un legame diretto, ma un dato di cultura e di modus operandi che in Europa sono chiari a tutti, ma che in Italia attirano invece l’accusa di schematismo o complottismo. Leggi tutto “Una casa comune (articolo pubblicato su il Manifesto del 26 aprile 2013)”

“Le catene del debito che uccidono i Comuni” pubblicato su il Manifesto del 20 aprile 2013

Oggi, se non si mette al centro di ogni ragionamento, discorso o iniziativa l’ampiezza, la profondità e la gravità della crisi che stiamo attraversando in Italia, in Europa e nel mondo, si rischia di essere assimilati alla “casta”, al mondo della politica così come ormai viene percepita dalla stragrande maggioranza della popolazione: un mondo che si occupa solo di se stesso e non delle sofferenze dei governati. E’ un rischio che già comincia a erodere il consenso raccolto dal movimento cinque stelle, che peraltro sembra culturalmente poco attrezzato per affrontare il tema in modo radicale. Leggi tutto ““Le catene del debito che uccidono i Comuni” pubblicato su il Manifesto del 20 aprile 2013″