Ecco cosa sarebbe successo se nel referendum di Mirafiori avessero vinto i no (“il manifesto”, 19 febbraio 2011)

Nessuno si è chiesto che cosa sarebbe successo se a Mirafiori avessero vinto i no.

Non è una domanda peregrina; in fin dei conti i sì hanno vinto per pochi voti. Se avessero vinto i no, Marchionne, i sindacati gialli (Cisl, Uil, Fismic e compagnia) e Sacconi (in rappresentanza di un governo che non esiste più) avrebbero subito uno smacco ancora maggiore; ma nei fatti non sarebbe successo niente di diverso da quello che accadrà. Con la vittoria dei sì gli operai andranno in CIG per almeno un anno. Quando, e se, Mirafiori riaprirà, la situazione in Italia e nel mondo potrebbe essere molto cambiata. Nel frattempo verranno costituite, a Pomigliano, a Mirafiori, e poi in tutti gli altri stabilimenti Fiat, tante nuove società (all’inglese, NewCo) che assumeranno con contratti individuali e vincolanti gli operai che serviranno. Alla Zastava (l’impianto serbo della Fiat) ne stanno scartando tantissimi. Leggi tutto “Ecco cosa sarebbe successo se nel referendum di Mirafiori avessero vinto i no (“il manifesto”, 19 febbraio 2011)”

Il lavoro bene comune (“il manifesto”, 1 dicembre 2010)

L’effetto congiunto della globalizzazione, della crisi economica e dei cambiamenti climatici (tre processi interdipendenti) mette a rischio se non la sopravvivenza del nostro pianeta, certamente quella dell’umana convivenza. Stiamo entrando in un’epoca di grandi sconvolgimenti: ambientali, economici, geopolitici. Possono aprire la strada a immani catastrofi, al moltiplicarsi delle guerre, all’affermarsi di regimi sempre più autoritari, all’aggravarsi delle condizioni di vita di miliardi di esseri umani. Ma grandi sconvolgimenti comportano anche grandi cambiamenti: dentro i quali c’è spazio per prospettive che fino a pochi anni fa potevano sembrare utopiche. Per questo occorre tornare a pensare alla grande; osare imboccare vie nuove; confidando che quello che vogliamo noi stanno cercando di farlo, in condizioni e con modalità anche molto diverse, milioni e forse miliardi di altri come noi; e che le nostre strade potranno incontrarsi. Leggi tutto “Il lavoro bene comune (“il manifesto”, 1 dicembre 2010)”

Tre commenti alle mie proposte sulla riconversione ambientale (“il manifesto” dicembre 2010)

Il neoambientalismo italiano, di Alberto Asor Rosa

In un suo recente articolo (il manifesto, 7 novembre) Guido Viale ci invita a «cambiare dal basso». Provo a mettermi il più direttamente possibile sulla sua lunghezza d’onda. Da più di quattro anni dirigo, coordino, assisto (la varietà delle prestazioni dipende dai gusti e dalle circostanze) una singolare organizzazione, che si è denominata: Rete dei Comitati per la difesa del territorio (da due anni divenuta anche Associazione, regolarmente «registrata» come tale). Sulla singolarità di tale organizzazione conviene soffermarsi un momento, perché ne deriva tutto il resto del ragionamento. Leggi tutto “Tre commenti alle mie proposte sulla riconversione ambientale (“il manifesto” dicembre 2010)”

Una recensione del libro di Marco Panara, “La malattia dell’Occidente” Laterza

Marco Panara, editorialista economico di Repubblica, ha pubblicato un libro sul rapporto tra il “valore del lavoro”, la crisi economica e la difficile ripresa dei paesi sviluppati (La malattia dell’Occidente, Laterza, pp. 151, € 16).
Leggi tutto “Una recensione del libro di Marco Panara, “La malattia dell’Occidente” Laterza”

Il ruolo degli inceneritori nella competizione per la raccolta differenziata

“Se teniamo al 40 per cento la soglia da raggiungere per la differenziata, la termovalorizzazione non la faremo mai…Quindi se è vostra intenzione, maggioranza e opposizione, dovete abbassare la quota della differenziata”. Così, secondo Repubblica del 23 settembre, l’intercettazione di una telefonata tra il ras dei rifiuti dell’Abruzzo Rodolfo Di Zio e l’Assessore regionale all’ambiente, entrambi arrestati ed entrambi in combutta tanto con maggioranza che con l’opposizione della Regione, nonché con la società lombarda Ecodeco – ma anche con il comitato anti-discariche – per costruire nella regione uno o due inceneritori e garantirsi un quantitativo di rifiuti da bruciare sufficiente ad alimentarli. Da notare che il 40 per cento di raccolta differenziata è una prescrizione di legge valida su tutto il territorio nazionale da raggiungere entro l’anno in corso, mentre al 2012 questa percentuale dovrà salire al 65 per cento; anche se per chiedere l’abbassamento della soglia si è già mosso persino l’ANCI, l’associazione dei Comuni italiani: anch’esso preoccupato, evidentemente, che gli inceneritori attivi o in programma nei rispettivi territori di riferimento restino “all’asciutto”.
Leggi tutto “Il ruolo degli inceneritori nella competizione per la raccolta differenziata”

La mia posizione sul dibattito all’interno dei Movimenti (13 ottobre 2010)

CONVERSIONE AMBIENTALE: QUALE RUOLO PER IL GOVERNO LOCALE?

Per chi guarda alla crisi in corso dal punto di vista di un mondo diverso alcune questioni già ampiamente dibattute in altre sedi possono essere date per scontate. Innanzitutto, se c’è o ci sarà una “ripresa” dalla crisi – il che è ancora da vedere – non sarà gran che; dei tre principali indicatori con cui si misura l’andamento economico (PIL, profitti e occupazione), la ripresa potrà riguardare il Pil di alcuni paesi, i profitti di una parte, e una parte soltanto, delle imprese; ma sicuramente non riguarderà l’occupazione e i redditi da lavoro. Meno che mai possiamo pensare di andare incontro a una nuova fase di espansione economica, come quella dei cosiddetti “Trenta gloriosi” (1945-1975); per lo meno nella parte del mondo che ci riguarda. Investimenti e profitti sono ormai irreversibilmente disgiunti da occupazione e migliori condizioni di lavoro. Leggi tutto “La mia posizione sul dibattito all’interno dei Movimenti (13 ottobre 2010)”

Il miracolo campagno di Berlusconi si chiama discarica (“la Repubblica”, 24 ottobre 2010)

I principi di una corretta gestione dei rifiuti sono stati fissati dall’OCSE e da una direttiva dell’allora Comunità europea quasi cinquant’anni fa: primo, ridurre (soprattutto imballaggi e articoli usa e getta; ma anche – con il compostaggio in giardino o sul balcone, che li trasforma in terriccio – gli avanzi di cucina); secondo, riciclare, cioè recuperare in nuovi cicli produttivi i material di cui sono composti i rifiuti: si fa con la raccolta differenziata e le “piattaforme” di recupero, ma anche con una separazione meccanica della frazione indifferenziata e con il compostaggio dei rifiuti organici; terzo, recuperare energia da ciò che non si può riciclare: bruciando le frazioni combustibili residue, in impianti che possono anche non essere inceneritori; e gassificando la frazione organica); quarto, portare in discarica solo ciò che avanza.
Leggi tutto “Il miracolo campagno di Berlusconi si chiama discarica (“la Repubblica”, 24 ottobre 2010)”

Un articolo (a richiesta) sulle dichiarazioni di Marchionne a “Che tempo che fa” (26 ottobre 2010)

Per oltre quattro anni Sergio Marchionne è stato uno dei manager più discreti d’Italia: comunicava con il resto del paese attraverso i bilanci dell’azienda, gli interventi in consiglio di amministrazione e i suoi maglioncini. Da qualche tempo ha cominciato a fare delle clamorose uscite in pubblico.
Leggi tutto “Un articolo (a richiesta) sulle dichiarazioni di Marchionne a “Che tempo che fa” (26 ottobre 2010)”

In risposta a una domanda spiritosa di Rossana Rossanda (28 ottobre 2010)

“Perché – chiede Rossana Rossanda sul manifesto di venerdì scorso – Guido Viale non propone di chiudere la Fiat?”

Perché la Fiat, quella di Termini Imerese, l’ha già chiusa Marchionne; e quella di Pomigliano la chiuderà presto, se gli operai, senza diritti, senza pause e senza giornate libere da passare in famiglia, non gli produrranno 240mila veicoli all’anno invece dei poco più di mille attuali (cosa altamente probabile); o anche se non riuscirà a venderli tutti (cosa ancora più probabile).
Leggi tutto “In risposta a una domanda spiritosa di Rossana Rossanda (28 ottobre 2010)”

Sulla riterritorializzazione del processo economico (“il manifesto”, 24 ottobre 2010)

La riconversione ecologica del sistema produttivo e del modello di consumo dominanti è un’utopia, come sostiene Asor Rosa in un articolo sul manifesto del 14.10 Sì, è un’utopia concreta; nel senso che aveva dato a questo termine Alex Langer. E’ cioè un progetto praticabile, ma al tempo stesso radicalmente alternativo allo stato di cose esistente. E’ praticabile per due motivi. Il primo è che non ci sono alternative: prima o poi – più prima che poi: pochi decenni e, in alcuni casi, pochi anni – il pianeta Terra entrerà in uno stato di sofferenza irreversibile, dove continuare con l’attuale regime produttivo sarà comunque impossibile.
Leggi tutto “Sulla riterritorializzazione del processo economico (“il manifesto”, 24 ottobre 2010)”