Anche i quattro milioni di precari italiani, come i due milioni di disoccupati, e i milioni di lavoratori “scoraggiati” di cui le statistiche nemmeno tengono conto, anzi, soprattutto loro – e non solo i lavoratori delle aziende in crisi o votate a entrare in crisi in un prossimo futuro – hanno bisogno di una grande conversione ecologica. Leggi tutto “Precari e conversione ecologica (il manifesto, 18 aprile 2011)”
Intervista su “La conversione ecologica” (18 aprile 2011)
Il suo ultimo libro si chiama La conversione ecologica e ha un sottotitolo che colpisce: Non c’è alternativa. Possiamo riassumere in poche parole la tesi centrale del su libro?
La tesi centrale di questo libro, che non è un saggio unitario, ma una raccolta di testi, ovviamente rivisti, pubblicati nel corso del tempo e in occasione e organi di stampa differente può riassumersi in poche parole: la crisi n corso non è solo finanziaria o economica; è soprattutto occupazionale e ambientale e non è possibile rimediare ai guasti crescenti che crea nel tessuto sociale di tutti i paesi del mondo se non imboccando la strada di una radicale trasformazione in senso ecologico, cioè ambientalmente e socialmente compatibile, di tutto l’apparato produttivo e dei modelli di consumo che lo sorreggono. A questa prospettiva non c’è alternativa, se non un esito catastrofico per tutti. Leggi tutto “Intervista su “La conversione ecologica” (18 aprile 2011)”
“Repubblica” ha pubblicato una mia breve nota sulle origini dell’ambientalismo
I tagli purtroppo l’hanno massacrata. Qui la ripropongo nella sua forma originale.
All’origine di quell’amalgama che è oggi l’ambientalismo si possono individuare diversi filoni con paternità e sviluppi differenti.
Il primo è l’ecologismo in senso stretto: un approccio alla natura che individua nell’interconnessione tra le diverse specie che popolano un territorio le condizioni della loro esistenza, della loro evoluzione, della loro diffusione: tre fattori che in ogni ecosistema concorrono a costituire equilibri che non devono essere alterati troppo rapidamente. La “capacità di carico” di un ecosistema è un limite oltre i quali la diffusione di una determinata specie si arresta perché compromette le basi della sua sopravvivenza. Questo vale anche per il “carico” che la specie umana impone all’ambiente. Pioniere di questo approccio, con una forte impronta etica, era stato il naturalista statunitense Aldo Leopold (1887-1948). Leggi tutto ““Repubblica” ha pubblicato una mia breve nota sulle origini dell’ambientalismo”
L’Apocalisse è già qui (il manifesto, 17 marzo 2011)
Apocalisse significa rivelazione. Che cosa ci rivela l’apocalisse scatenata dal maremoto che ha colpito la costa nordorientale del Giappone?
Non o non solo – come sostengono più o meno tutti i media ufficiali – che la sicurezza (totale) non è mai raggiungibile e che anche la tecnologia, l’infrastruttura e l’organizzazione di un paese moderno ed efficiente non bastano a contenere i danni provocati dall’infinita potenza di una natura che si risveglia. Il fatto è, invece, che tecnologia, infrastrutture e organizzazione a volte – e per lo più – moltiplicano quei danni, com’è successo in Giappone, dove la cattiva gestione di una, o molte, centrali nucleari si è andata ad aggiungere ai danni dello tsunami. Leggi tutto “L’Apocalisse è già qui (il manifesto, 17 marzo 2011)”
Ho scritto per la rivista “Parole chiave” un articolo sul tema del riuso
La Terra non ci appartiene. Siamo noi che apparteniamo alla Terra. Nessuna porzione o pezzo della Terra può appartenere veramente a chicchessia, perché noi nasciamo e moriamo, mentre la Terra esisteva prima di noi e continuerà a esistere – e a lungo – dopo di noi. Quello che abbiamo avuto in eredità da chi è vissuto prima di noi non è innanzitutto la “proprietà” che qualche nostro parente ci ha lasciato, ma la terra nel suo insieme, perché solo quell’insieme ci consente di vivere e riprodurci, anche se qualche porzione di questa Terrà – e magari proprio quella in cui viviamo – è stata già manomessa o rovinata da chi è vissuto prima di noi: e magari fin dai primordi degli insediamenti umani, come è successo con la scomparsa dei grandi mammiferi nell’America Centrale, con la desertificazione del Sahara in seguito all’overgrazing, con la salinizzazione del suolo della Mesopotamia per un eccesso di irrigazione, con il disboscamento di tante pendici montuose trasformate in superfici sterili e franose. E soprattutto, ovviamente, da quando la rivoluzione industriale ha messo al lavoro in misura massiccia i combustibili fossili, con la saturazione dell’atmosfera con gas di serra, con l’inquinamento dell’aria, delle acque e dei suoli con sostanze di sintesi che gli organismi prodotti dall’evoluzione naturale non sono predisposti a metabolizzare e a reinserire in un nuovo ciclo trofico in tempi accettabili, con l’introduzione di potenti e sempre più gigantesche macchine per il movimento terra, in grado di spianare intere montagne e aprire voragini nelle viscere del pianeta, con l’impermeabilizzazione di una quota crescente del suolo per farci correre sopra le nostre automobili, far decollare e atterrare i nostri aerei, depositare a terra milioni di container in attesa di essere trasportati da una parte all’altra del globo. Eccetera. Leggi tutto “Ho scritto per la rivista “Parole chiave” un articolo sul tema del riuso”
Sull’importanza della difesa e della rivendicazione della dignità (il manifesto, 5 marzo 2011)
(il testo è leggermente diverso da quello comparso sul manifesto, che non ha tenuto conto delle ultime correzioni)
Da molti incontri e dibattiti a cui mi è capitato di partecipare ho ricavato l’impressione che venga sottovalutata la rilevanza di un tema “pre-politico”, che ha avuto un enorme peso nelle mobilitazioni degli ultimi mesi e che può averne uno ancora maggiore nella costruzione di un fronte di lotta unitario. Le manifestazioni delle donne del 13 febbraio sono state indette in nome della dignità del loro genere. Questo ha permesso a molti altri temi più “politici” di emergere e farsi strada dentro questo contenitore generale: la denuncia del precariato, della disoccupazione esplicita e implicita (il cosiddetto “lavoro scoraggiato”), della disparità retributiva, del “soffitto di cristallo” nelle carriere, della mancanza di servizi sociali, della permanenza di un intollerabile squilibrio nella distribuzione dei carichi domestici, della coazione alla clausura serale per evitare violenze e molestie per strada (ne dimentico sicuramente molti altri). Da solo, nessuno di questi temi avrebbe avuto la capacità – e infatti non l’ha avuta – di imporsi all’attenzione pubblica con la forza che ha avuto il 13 febbraio, di guadagnare la piazza, di dare alle donne consapevolezza delle loro possibilità e delle loro ragioni. La rivendicazione della dignità ha aperto a tutte un varco gigantesco. Leggi tutto “Sull’importanza della difesa e della rivendicazione della dignità (il manifesto, 5 marzo 2011)”
Inserisco la scaletta del mio intervento alla settimana della politica (Università di Torino) sul tema crimine e ambiente (5 marzo 2011)
Non sono un giurista: ho quindi molte difficoltà nel praticare un campo non mio. Ma è inevitabile: aspetto contributi. Parto dalla distinzione tra CRIMINE e REATO.
Il REATO è definito da una legge di diritto positivo attraverso specifiche fattispecie e sanzionato. In Italia si lamenta l’insufficienza delle declaratorie e delle sanzioni, tanto che i reati ambientali non sono contemplati in quanto tali nel codice penale. Leggi tutto “Inserisco la scaletta del mio intervento alla settimana della politica (Università di Torino) sul tema crimine e ambiente (5 marzo 2011)”
Intervista sul tema delle problematiche ambientali (Gruppo Abele, 20 febbraio 2011)
Primo piano
Salvare la terra e insieme noi stessi In occasione della settima campagna di Caterpillar – Radio Rai 2 “M’illumino di meno”, abbiamo intervistato l’economista e scrittore Guido Viale sull’importanza del risparmio energetico e della corretta gestione del ciclo dei rifiuti
La salvaguardia dell’ambiente è un tema ricorrente delle agende politiche nazionali ed internazionali, ma gli obiettivi fissati si scontrano con difficoltà di applicazione, ostacoli politici, prevalenza delle ragioni del profitto su quelli della salute del pianeta. Quella ambientale è una causa persa?
Quella ambientale non può essere una battaglia persa, perché la posta in gioco è la nostra presenza sul pianeta. Se falliremo, la Terra continuerà ad esistere (e probabilmente anche la vita su di essa), ma senza di noi, perché stiamo distruggendo le condizioni ambientali che hanno permesso all’uomo di crescervi, prosperarvi e di approfittare delle ricchezze naturali. Leggi tutto “Intervista sul tema delle problematiche ambientali (Gruppo Abele, 20 febbraio 2011)”
Sul nuovo feudalesio aziendale instaurato dall'”accordo” di Mirafiori (il manifesto, 19 febbraio 2011)
L’accordo sottoscritto a Mirafiori da tutti i sindacati tranne la Fiom e passato al vaglio di un referendum con un ristretto margine di voti, espressi sotto il ricatto di perdere per sempre il lavoro, rischia di ripiombare il paese in un vero e proprio “feudalesimo aziendale”.
Quell’accordo, che ogni lavoratore dovrà poi sottoscrivere individualmente se vuole essere riassunto dalla nuova società (NewCo) che nascerà alle Carrozzerie di Mirafiori, prevede una gravissima limitazione del diritto di sciopero e l’abolizione della rappresentanza elettiva a favore di una gestione dei contenziosi affidata ai sindacati firmatari. Ma senza alcun miglioramento delle condizioni di lavoro o della sicurezza dell’occupazione. Leggi tutto “Sul nuovo feudalesio aziendale instaurato dall’”accordo” di Mirafiori (il manifesto, 19 febbraio 2011)”
Sul divieto di commercializzazione degli shopper non biodegradabili (GSA Igiene urbana, 19 febbraio 2011)
Da gennaio di quest’anno, quelli non biodegradabili sono (teoricamente) fuori legge. Bisogna sostituirli con sacchetti in biopolimeri o ci sono alternative più pratiche, meno costose e con un impatto ambientale minore. Leggi tutto “Sul divieto di commercializzazione degli shopper non biodegradabili (GSA Igiene urbana, 19 febbraio 2011)”