Guido Viale e la “conversione ecologica” (Ambiente Emilia-Romagna, 2012)

Contributo della Redazione di Ambiente Emilia-Romagna

Guido Viale, economista, giornalista e studioso di tematiche ambientali è da poco uscito in libreria con “La conversione ecologica”.  Cerchiamo di approfondire con lui le prospettive e le caratteristiche di questo scenario. Scenari di sviluppo diversi da quelli odierni si stanno rendendo necessari già da qualche decennio: oggi più che mai la situazione si fa critica e i cambiamenti diventano urgenti. Ne “La conversione ecologica” Guido Viale sviscera spunti e opportunità, ostacoli e “assurdità” dell’economia attuale, locale e non solo, individuando elementi da valorizzare, politiche da attuare, e strumenti, come l’automobile, ai quali rinunciare già fin da ora. E indicando alcuni passi concreti e provocatori dai quali partire: ad esempio smettere di fare educazione ambientale. Leggi tutto “Guido Viale e la “conversione ecologica” (Ambiente Emilia-Romagna, 2012)”

Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)

di Paolo Calabrò

Lo stato di “incertezza stabile” di fronte al quale ci troviamo non consente di ipotizzare alcun piano di risanamento. Manca la capacità di elaborare un pensiero strategico

GuidoViale, leader nel ’68 della protesta studentesca ed ex-dirigente di Lotta continua, è membro del Comitato tecnico-scientifico dell’ Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente (Ispra). Collabora con Repubblica e il manifesto. Blog personale: www.guido.viale.it. A lui abbiamo chiesto una valutazione sulla attuale situazione economica italiana ed europea. Leggi tutto “Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)”

Il grande bluff europeo (“il manifesto”, 4 luglio 2012)

A Bruxelles l’Europa non è certo uscita dal coma in cui l’ha gettata la crisi dell’euro. Né le risorse economiche, né – e meno che mai – quelle politiche messe in campo sono adeguate per resistere a una speculazione in buona parte promossa da quelle stesse banche e istituzioni finanziarie che tengono sotto scacco la moneta unica, ma che ne sono anche le principali beneficiarie. I governi degli Stati membri, sia quelli forti che quelli deboli, sono di fronte a un’alternativa secca: o salvare banche, finanza e assetto istituzionale dei cosiddetti “mercati”; o salvare i diritti: quelli del lavoro, quello al lavoro e al reddito, quelli alla sicurezza, all’esercizio della cittadinanza, alla dignità della persona. Leggi tutto “Il grande bluff europeo (“il manifesto”, 4 luglio 2012)”

Le tre parole chiave del programma di A.L.B.A

Ogni giorno nel nostro paese assistiamo a un peggioramento delle condizioni materiali di vita, come di quelle di miliardi di altri esseri umani nel mondo. Ogni giorno la crisi miete le sue vittime, consuma diritti, alimenta conflitti, distrugge speranze, cancella futuro. Dal 2007 la crisi finanziaria prima e quella economica poi stanno sgretolando ciò che rimane della democrazia, mettendo in evidenza l’assenza di una governance globale che sappia indicare la strada per uscirne. Anche a livello europeo il quadro è drammatico. Un Europa costruita su rigide basi monetarie e non fondata sui diritti e sulla politica è entrata in crisi. La diarchia dei governi tedesco e francese allontana i popoli dall’integrazione mettendoli gli uni contro gli altri mentre sostiene banche e grandi interessi finanziari e commerciali. Proprio questi ultimi sono coloro che hanno scatenato la crisi finanziaria e che oggi dopo aver drenato soldi dal sistema pubblico sono al punto di far fallire un paese sovrano: la Grecia. La situazione greca è l’emblema del processo di spoliazione dei diritti, di distruzione dell’economie locali e nazionali, di ogni statuto dei lavoratori, di ogni concetto di res pubblica e di beni comuni, svenduti con le privatizzazioni e le liberalizzazioni. Siamo davanti allo stesso tempo alla crisi della rappresentanza ed a quella della sovranità. La finanza internazionale ricatta interi paesi e liquida la democrazia. Leggi tutto “Le tre parole chiave del programma di A.L.B.A”

Intervento alla rassegna I Dialoghi di Trani

Sabato 16 giugno alle ore 18 il programma della rassegna letteraria e culturale I Dialoghi di Trani, ospitata all’interno del Castello Svevo della città pugliese dal 14 al 17 giugno, propone un’interessante tavola rotonda dal titolo “La crisi sulla pelle”.
Intervengono Massimo Brutti, Giovanni Vecchi, Guido Viale, Giorgio Zanchini.

Il motore economico sembra spostarsi fuori dall’Occidente in un’area emergente, quella del BRIC, all’interno della quale l’India e la Cina registrano una forte crescita del Pil. È in corso una trasformazione epocale del capitalismo? È ancora possibile per l’Eurozona una crescita diversa e comune? Come si misura la ricchezza di una Nazione? Una globale crisi economica travolge i tradizionali parametri di riferimento che determinavano la solidità di un paese: Pil, debito pubblico, indici di borsa, le pagelle delle Agenzie di rating, tirannide finanziaria, tutto sembra tramare contro la vivibilità dell’homo sociale rispetto all’homo economicus che si dibatte angustiato dalla domanda: crescere per uscire dalla crisi o decrescere per ritornare felice? E davanti lo spettro del “default”.

A seguire un reading di Marluna teatro.

 

Intervista di Maurita Cardone per “Quale Energia”, maggio 2012

Le politiche su energia e mobilità del governo Monti favoriscono i combustibili fossili e non migliorano le condizioni di vita della popolazione. Secondo Guido Viale, economista ed esperto di ecologia, bisogna sostituire l’obiettivo del profitto, implicito nella green economy, con un modello che metta al centro sostenibilità e benessere.
Sono tanti i fronti su cui la politica di Monti delude e la società civile cerca delle alternative. QualEnergia.it ha intervistato l’economista Guido Viale, per fare il punto sulle scelte dell’attuale Governo e immaginare un’altra strategia.

Leggi tutto “Intervista di Maurita Cardone per “Quale Energia”, maggio 2012″

La sostenibile leggerezza della riconversione (“Quale energia”, n.2 aprile-maggio 2012)

 L’orizzonte esistenziale delle nostre vite è dominato dalla crisi ambientale: non solo dai mutamenti climatici, che rappresentano ovviamente la minaccia maggiore; ma anche dalla scarsità di acqua e suolo fertile (non a causa della loro limitatezza naturale, ma dell’inquinamento e della devastazione a cui sono sottoposti); dalla distruzione irreversibile della biodiversità; dall’esaurimento del petrolio e degli altri idrocarburi (che sono anch’essi “risorse naturali”, anche se utilizzate prevalentemente per devastare la natura); dall’esaurimento di molte altre risorse, sia geologiche che biologiche e alimentari (il nostro “pane quotidiano”); dall’inquinamento degli habitat umani che riduce progressivamente la qualità della vita e delle relazioni interpersonali. A molte di queste minacce c’è chi pensa di poter fare argine con l’innovazione: nuovi materiali; nuovi processi; nuove tecnologie. È un’illusione: anche se fosse possibile affrontare così una o alcune delle grandi questioni ambientali, è la loro interconnessione in un sistema unico e complesso a imporre un approccio globale. Parlare di crescita economica, qualsiasi cosa si intenda con questa espressione, senza fare riferimento a questo quadro, è un discorso vuoto. Leggi tutto “La sostenibile leggerezza della riconversione (“Quale energia”, n.2 aprile-maggio 2012)”

Videointervista realizzata a Modena da Libera.tv

Libera.tv di Modena ha intervistato Guido Viale, giornalista e scrittore esperto di problematiche economiche ambientali, nonché Promotore dell’Alleanza Lavoro Beni comuni, Ambiente (ALBA).
L’intervista è stata realizzata a Modena il 25 maggio nell’ambito dell’iniziativa “Crisi come uscirne, prove di utopie concrete” promossa dalla rete Lilliput, Casa per la Pace, Laboratori Multimediali Alkemia e dal circolo territoriale de Il Manifesto.

Nuovo soggetto politico. Un programma minimo ma ambizioso (“il manifesto”, 21 aprile 2012)

Il «Manifesto per un soggetto politico nuovo» lascia volutamente scoperta la questione del programma perché ne affida l’elaborazione al processo di partecipazione democratica che intende innescare tanto all’interno del «soggetto nuovo» quanto nelle sedi di democrazia sia partecipata che rappresentativa che cerca di promuovere o rinnovare. Tuttavia, poiché «non c’è più tempo» per gli indugi, il problema va affrontato parallelamente al processo di costruzione delle nuove istanze, tenendo presente che l’elaborazione di un programma è un importante momento di autoformazione e di educazione alla cittadinanza. E, quindi, di superamento della dicotomia dirigenti/diretti e anche – forse – di quella privato/politico; ma è anche uno strumento di promozione, di generalizzazione e di collegamento delle lotte che sono all’origine, manifesta o latente, della domanda politica a cui il «Manifesto» intende dare risposta. Bene hanno fatto quindi Lucarelli e Mattei a dare inizio al dibattito sul programma (il manifesto del 17.04). Aggiungo questo mio contributo. Non ci troviamo di fronte a una «tabula rasa»: possiamo contare su una molteplicità di esperienze, di conflitti e di buone pratiche che hanno bisogno soprattutto di aver voce in un contesto più generale: cosa che finora è stata loro negata. Ma i nodi da sciogliere, o da non eludere, tra coloro che si riconoscono o si riconosceranno nel processo che il «Manifesto» intende promuovere sono molti.  Leggi tutto “Nuovo soggetto politico. Un programma minimo ma ambizioso (“il manifesto”, 21 aprile 2012)”