Ho scritto per la rivista “Parole chiave” un articolo sul tema del riuso

La Terra non ci appartiene. Siamo noi che apparteniamo alla Terra. Nessuna porzione o pezzo della Terra può appartenere veramente a chicchessia, perché noi nasciamo e moriamo, mentre la Terra esisteva prima di noi e continuerà a esistere – e a lungo – dopo di noi. Quello che abbiamo avuto in eredità da chi è vissuto prima di noi non è innanzitutto la “proprietà” che qualche nostro parente ci ha lasciato, ma la terra nel suo insieme, perché solo quell’insieme ci consente di vivere e riprodurci, anche se qualche porzione di questa Terrà – e magari proprio quella in cui viviamo – è stata già manomessa o rovinata da chi è vissuto prima di noi: e magari fin dai primordi degli insediamenti umani, come è successo con la scomparsa dei grandi mammiferi nell’America Centrale, con la desertificazione del Sahara in seguito all’overgrazing, con la salinizzazione del suolo della Mesopotamia per un eccesso di irrigazione, con il disboscamento di tante pendici montuose trasformate in superfici sterili e franose. E soprattutto, ovviamente, da quando la rivoluzione industriale ha messo al lavoro in misura massiccia i combustibili fossili, con la saturazione dell’atmosfera con gas di serra, con l’inquinamento dell’aria, delle acque e dei suoli con sostanze di sintesi che gli organismi prodotti dall’evoluzione naturale non sono predisposti a metabolizzare e a reinserire in un nuovo ciclo trofico in tempi accettabili, con l’introduzione di potenti e sempre più gigantesche macchine per il movimento terra, in grado di spianare intere montagne e aprire voragini nelle viscere del pianeta, con l’impermeabilizzazione di una quota crescente del suolo per farci correre sopra le nostre automobili, far decollare e atterrare i nostri aerei, depositare a terra milioni di container in attesa di essere trasportati da una parte all’altra del globo. Eccetera. Leggi tutto “Ho scritto per la rivista “Parole chiave” un articolo sul tema del riuso”

Tre commenti alle mie proposte sulla riconversione ambientale (“il manifesto” dicembre 2010)

Il neoambientalismo italiano, di Alberto Asor Rosa

In un suo recente articolo (il manifesto, 7 novembre) Guido Viale ci invita a «cambiare dal basso». Provo a mettermi il più direttamente possibile sulla sua lunghezza d’onda. Da più di quattro anni dirigo, coordino, assisto (la varietà delle prestazioni dipende dai gusti e dalle circostanze) una singolare organizzazione, che si è denominata: Rete dei Comitati per la difesa del territorio (da due anni divenuta anche Associazione, regolarmente «registrata» come tale). Sulla singolarità di tale organizzazione conviene soffermarsi un momento, perché ne deriva tutto il resto del ragionamento. Leggi tutto “Tre commenti alle mie proposte sulla riconversione ambientale (“il manifesto” dicembre 2010)”

Il ruolo degli inceneritori nella competizione per la raccolta differenziata

“Se teniamo al 40 per cento la soglia da raggiungere per la differenziata, la termovalorizzazione non la faremo mai…Quindi se è vostra intenzione, maggioranza e opposizione, dovete abbassare la quota della differenziata”. Così, secondo Repubblica del 23 settembre, l’intercettazione di una telefonata tra il ras dei rifiuti dell’Abruzzo Rodolfo Di Zio e l’Assessore regionale all’ambiente, entrambi arrestati ed entrambi in combutta tanto con maggioranza che con l’opposizione della Regione, nonché con la società lombarda Ecodeco – ma anche con il comitato anti-discariche – per costruire nella regione uno o due inceneritori e garantirsi un quantitativo di rifiuti da bruciare sufficiente ad alimentarli. Da notare che il 40 per cento di raccolta differenziata è una prescrizione di legge valida su tutto il territorio nazionale da raggiungere entro l’anno in corso, mentre al 2012 questa percentuale dovrà salire al 65 per cento; anche se per chiedere l’abbassamento della soglia si è già mosso persino l’ANCI, l’associazione dei Comuni italiani: anch’esso preoccupato, evidentemente, che gli inceneritori attivi o in programma nei rispettivi territori di riferimento restino “all’asciutto”.
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Sulla riterritorializzazione del processo economico (“il manifesto”, 24 ottobre 2010)

La riconversione ecologica del sistema produttivo e del modello di consumo dominanti è un’utopia, come sostiene Asor Rosa in un articolo sul manifesto del 14.10 Sì, è un’utopia concreta; nel senso che aveva dato a questo termine Alex Langer. E’ cioè un progetto praticabile, ma al tempo stesso radicalmente alternativo allo stato di cose esistente. E’ praticabile per due motivi. Il primo è che non ci sono alternative: prima o poi – più prima che poi: pochi decenni e, in alcuni casi, pochi anni – il pianeta Terra entrerà in uno stato di sofferenza irreversibile, dove continuare con l’attuale regime produttivo sarà comunque impossibile.
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Emergenza rifiuti in Campania (da “Venerdì” di Repubblica 2010)

Nella gestione dell’emergenza rifiuti in Campania Bertolaso ha messo a punto gli ingredienti che avrebbero caratterizzato la successiva gestione delle emergenze da parte della “cricca. Questi ingredienti sono il sequestro della popolazione “assistita”, la militarizzazione del territorio, la concentrazione del potere e dei fondi nelle mani di una struttura che non risponde a nessuno, la deroga alle leggi vigenti e, soprattutto, la spettacolarizzazione, vantando, con l’aiuto dei media, risultati tanto strabilianti quato fittizi. Leggi tutto “Emergenza rifiuti in Campania (da “Venerdì” di Repubblica 2010)”

Prefazione al libro di Cohn Bendit, “Osare di più” (Edizioni dell’asino)

In questo libretto, che raccoglie alcuni dei suoi più recenti interventi legati al lancio della lista Europe Écologie, come in tutta la sua ormai lunga biografia politica e culturale – a partire dalla sua partecipazione al gruppo 22 marzo, che era stato il fattore di innesco del maggio francese più di 40 anni fa, e passando per la costituzione del gruppo francofortese Revoltionär Kampf e poi alla promozione del partito dei Verdi della Repubblica federale tedesca – Daniel Cohn-Bendit unisce passione, intelligenza e impegno. Leggi tutto “Prefazione al libro di Cohn Bendit, “Osare di più” (Edizioni dell’asino)”