Una classe dirigente inetta, incolta, arrogante, asservita sta portando alla rovina l’Europa e con essa le principali conquiste che il movimento operaio e la cultura democratica avevano realizzato nel corso di un secolo di lotte: contrattazione collettiva, “pieno impiego”, diritti sindacali, sanità, pensione, istruzione, ricerca e cultura come diritti universali: promossi per il bene di tutti e non nel solo interesse di chi li paga o ne beneficia. La combinazione e l’emersione contemporanea di tante manchevolezze nelle nostre classi dirigenti è riconducibile all’adesione di tutte, per molti esplicita e per gli altri sottintesa (in base all’assunto che “non c’è alternativa”) alla teoria liberista che affida il governo della società al mercato; anzi, ai “mercati”: sempre meno identificati come un sistema di relazioni tra soggetti indipendenti e sempre più come un insieme di potenze imperscrutabili nelle cui mani è riposto il destino del mondo. Leggi tutto “Una nuova economia per una nuova Europa (“il manifesto”, 25 luglio 2012)”
L’alternativa all’austerità (“il manifesto”, 12 luglio 2012)
A otto mesi dall’insediamento del governo Monti bisognerebbe chiedersi: l’economia italiana sta meglio o peggio? E sta meglio o peggio la democrazia ad essa legata a doppio filo? Quanto a occupazione, redditi popolari e del lavoro, servizi sociali stiamo sicuramente peggio; ma siamo ripagati in termini di migliori prospettive? Abbiamo subito un decreto “salvaitalia”, ma, usando gli indicatori di chi ci governa, spread e rapporti debito/PIL e deficit/PIL, il paese non si è allontanato di un centimetro dal baratro. Abbiamo subito due decreti per la “crescita” – il terzo è in arrivo – che hanno massacrato servizi, pensioni e lavoratori del privato e del pubblico impiego; ma, a parte le cifre a suo tempo sparate dal Premier “tecnico” (le ricordo: PIL +11% per cento; salari +12; consumi +8; occupazione +8; investimenti +18), ci stiamo avvicinando – per usare la sua metafora – più alla Grecia che alla Germania. O forse anche la Germania sta avvicinandosi a noi. Leggi tutto “L’alternativa all’austerità (“il manifesto”, 12 luglio 2012)”
Il grande bluff europeo (“il manifesto”, 4 luglio 2012)
A Bruxelles l’Europa non è certo uscita dal coma in cui l’ha gettata la crisi dell’euro. Né le risorse economiche, né – e meno che mai – quelle politiche messe in campo sono adeguate per resistere a una speculazione in buona parte promossa da quelle stesse banche e istituzioni finanziarie che tengono sotto scacco la moneta unica, ma che ne sono anche le principali beneficiarie. I governi degli Stati membri, sia quelli forti che quelli deboli, sono di fronte a un’alternativa secca: o salvare banche, finanza e assetto istituzionale dei cosiddetti “mercati”; o salvare i diritti: quelli del lavoro, quello al lavoro e al reddito, quelli alla sicurezza, all’esercizio della cittadinanza, alla dignità della persona. Leggi tutto “Il grande bluff europeo (“il manifesto”, 4 luglio 2012)”
Le tre parole chiave del programma di A.L.B.A
Ogni giorno nel nostro paese assistiamo a un peggioramento delle condizioni materiali di vita, come di quelle di miliardi di altri esseri umani nel mondo. Ogni giorno la crisi miete le sue vittime, consuma diritti, alimenta conflitti, distrugge speranze, cancella futuro. Dal 2007 la crisi finanziaria prima e quella economica poi stanno sgretolando ciò che rimane della democrazia, mettendo in evidenza l’assenza di una governance globale che sappia indicare la strada per uscirne. Anche a livello europeo il quadro è drammatico. Un Europa costruita su rigide basi monetarie e non fondata sui diritti e sulla politica è entrata in crisi. La diarchia dei governi tedesco e francese allontana i popoli dall’integrazione mettendoli gli uni contro gli altri mentre sostiene banche e grandi interessi finanziari e commerciali. Proprio questi ultimi sono coloro che hanno scatenato la crisi finanziaria e che oggi dopo aver drenato soldi dal sistema pubblico sono al punto di far fallire un paese sovrano: la Grecia. La situazione greca è l’emblema del processo di spoliazione dei diritti, di distruzione dell’economie locali e nazionali, di ogni statuto dei lavoratori, di ogni concetto di res pubblica e di beni comuni, svenduti con le privatizzazioni e le liberalizzazioni. Siamo davanti allo stesso tempo alla crisi della rappresentanza ed a quella della sovranità. La finanza internazionale ricatta interi paesi e liquida la democrazia. Leggi tutto “Le tre parole chiave del programma di A.L.B.A”
Intervento al dibattito “Beni comuni: che fare?” (Sherwood festival, 18 giugno 2012)
Più di trecento persone hanno partecipato lunedì 18 giugno al primo dei dibattiti previsti all’interno del programma di Sherwood Festival, quello intitolato “Beni comuni, che fare?”.
Un tema di straordinaria attualità, diventato ormai un’importantissima parola d’ordine per molteplici movimenti che, dalle realtà locali fino al livello globale, si battono intorno al controllo della proprietà e alla gestione di risorse, beni e servizi, dal territorio e l’ambiente ai saperi.

Al dibattito coordinato da Vilma Mazza hanno partecipato, oltre a Guido Viale, Beppe Caccia, Marco Bersani, Antonio Musella e Giuliana Beltrame.
Questo è il video dell’intervento di Guido Viale.
La bancarotta dei tecnici (articolo inedito, 4 giugno 2012)
Come poteva prevedere qualsiasi persona di buon senso, purché onestamente informata, il decreto “Salvaitalia” non ha salvato né salverà l’Italia, ma la sta portando al disastro; il decreto “Crescitalia” non l’ha fatta né la farà crescere; il decreto “semplificazione” ha complicato la vita a tutti (basta pensare al calcolo dell’Imu). In compenso la nuova normativa sulle pensioni ha allontanato per tutti e tutte l’età del pensionamento, lasciando alcune centinaia di lavoratori senza stipendio né pensione e togliendo altrettante opportunità di lavoro ai giovani che ne cercano uno; la legge sul mercato del lavoro distruggerà le poche garanzie di cui ancora godevano i lavoratori occupati, senza niente dare ai precari e devastando il sistema degli ammortizzatori sociali; e questo mentre la disoccupazione ufficiale è sopra l’11 per cento, quella reale sopra il 17, quella dei giovani sopra il 36 (e gli ultimi 600mila nuovi disoccupati li ha fatti proprio il Governo Monti). Per concludere, la “riforma” dell’art. 81 della Costituzione ha messo fuori legge Keynes e la migliore scienza economica del ‘900 (gli spiccheranno contro anche un mandato di cattura?), privando non solo i cittadini italiani, ma anche il loro governo, del più importante strumento di gestione della politica economica. Ora i partiti che sostengono il governo Monti stanno manomettendo anche le regole fondamentali del costituzionalismo: la separazione tra potere legislativo e potere esecutivo. A che cosa dobbiamo tutto ciò? Leggi tutto “La bancarotta dei tecnici (articolo inedito, 4 giugno 2012)”
Intervento alla rassegna I Dialoghi di Trani
Sabato 16 giugno alle ore 18 il programma della rassegna letteraria e culturale I Dialoghi di Trani, ospitata all’interno del Castello Svevo della città pugliese dal 14 al 17 giugno, propone un’interessante tavola rotonda dal titolo “La crisi sulla pelle”.
Intervengono Massimo Brutti, Giovanni Vecchi, Guido Viale, Giorgio Zanchini.
Il motore economico sembra spostarsi fuori dall’Occidente in un’area emergente, quella del BRIC, all’interno della quale l’India e la Cina registrano una forte crescita del Pil. È in corso una trasformazione epocale del capitalismo? È ancora possibile per l’Eurozona una crescita diversa e comune? Come si misura la ricchezza di una Nazione? Una globale crisi economica travolge i tradizionali parametri di riferimento che determinavano la solidità di un paese: Pil, debito pubblico, indici di borsa, le pagelle delle Agenzie di rating, tirannide finanziaria, tutto sembra tramare contro la vivibilità dell’homo sociale rispetto all’homo economicus che si dibatte angustiato dalla domanda: crescere per uscire dalla crisi o decrescere per ritornare felice? E davanti lo spettro del “default”.
A seguire un reading di Marluna teatro.
Intervista di Maurita Cardone per “Quale Energia”, maggio 2012
Le politiche su energia e mobilità del governo Monti favoriscono i combustibili fossili e non migliorano le condizioni di vita della popolazione. Secondo Guido Viale, economista ed esperto di ecologia, bisogna sostituire l’obiettivo del profitto, implicito nella green economy, con un modello che metta al centro sostenibilità e benessere.
Sono tanti i fronti su cui la politica di Monti delude e la società civile cerca delle alternative. QualEnergia.it ha intervistato l’economista Guido Viale, per fare il punto sulle scelte dell’attuale Governo e immaginare un’altra strategia.
Leggi tutto “Intervista di Maurita Cardone per “Quale Energia”, maggio 2012″
La sostenibile leggerezza della riconversione (“Quale energia”, n.2 aprile-maggio 2012)
L’orizzonte esistenziale delle nostre vite è dominato dalla crisi ambientale: non solo dai mutamenti climatici, che rappresentano ovviamente la minaccia maggiore; ma anche dalla scarsità di acqua e suolo fertile (non a causa della loro limitatezza naturale, ma dell’inquinamento e della devastazione a cui sono sottoposti); dalla distruzione irreversibile della biodiversità; dall’esaurimento del petrolio e degli altri idrocarburi (che sono anch’essi “risorse naturali”, anche se utilizzate prevalentemente per devastare la natura); dall’esaurimento di molte altre risorse, sia geologiche che biologiche e alimentari (il nostro “pane quotidiano”); dall’inquinamento degli habitat umani che riduce progressivamente la qualità della vita e delle relazioni interpersonali. A molte di queste minacce c’è chi pensa di poter fare argine con l’innovazione: nuovi materiali; nuovi processi; nuove tecnologie. È un’illusione: anche se fosse possibile affrontare così una o alcune delle grandi questioni ambientali, è la loro interconnessione in un sistema unico e complesso a imporre un approccio globale. Parlare di crescita economica, qualsiasi cosa si intenda con questa espressione, senza fare riferimento a questo quadro, è un discorso vuoto. Leggi tutto “La sostenibile leggerezza della riconversione (“Quale energia”, n.2 aprile-maggio 2012)”
Videointervista realizzata a Modena da Libera.tv
Libera.tv di Modena ha intervistato Guido Viale, giornalista e scrittore esperto di problematiche economiche ambientali, nonché Promotore dell’Alleanza Lavoro Beni comuni, Ambiente (ALBA).
L’intervista è stata realizzata a Modena il 25 maggio nell’ambito dell’iniziativa “Crisi come uscirne, prove di utopie concrete” promossa dalla rete Lilliput, Casa per la Pace, Laboratori Multimediali Alkemia e dal circolo territoriale de Il Manifesto.