“Affama la bestia” è lo slogan con cui Ronald Reagan aveva inaugurato il trentennio di liberismo di cui oggi stiamo pagando le conseguenze. La “bestia” per Reagan era il governo: che – è un altro suo celebre detto – “non è la soluzione ma il problema”. La bestia da affamare è in realtà la democrazia, l’autogoverno, la possibilità per i cittadini e i lavoratori di decidere il proprio destino. Il programma è di mettere tutto in mano ai privati, che si appropriano così delle funzioni di governo e le gestiscono in base alle leggi del profitto. Quel programma è stato ora tradotto dall’UE e dai governi dell’eurozona in due strumenti micidiali: il pareggio di bilancio e il fiscal compact. Con queste due misure in Italia verranno prelevati ogni anno dalle tasse, cioè dai bilanci di chi le paga, quasi 100 miliardi di interessi e altri 45-50 di ratei, per versarli ai detentori del debito: in larga parte banche e assicurazioni sull’orlo del fallimento per operazioni avventate e altri grandi speculatori nazionali ed esteri, e solo in minima parte singoli risparmiatori. Leggi tutto “Affamare la bestia (“il manifesto”, 19 ottobre 2012)”
Per l’elaborazione di un documento sul lavoro per il nodo Alba di Milano
Alla luce della crisi ambientale, sociale e poi economica e finanziaria con cui si è aperto il nuovo secolo il lavoro si presenta in una molteplicità di sfaccettature (più che il lavoro, i lavori) che è difficile ridurre ad unità sia nell’analisi che, a maggior ragione, nelle rivendicazioni e nell’elaborazione programmatica. Volendo semplificare, abbiamo di fronte per lo meno cinque grandi categorie di attività e di condizioni esistenziali – e un numero anche maggiore di problematiche – a cui ricondurre il concetto di lavoro.
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Guido Viale e la “conversione ecologica” (Ambiente Emilia-Romagna, 2012)
Contributo della Redazione di Ambiente Emilia-Romagna
Guido Viale, economista, giornalista e studioso di tematiche ambientali è da poco uscito in libreria con “La conversione ecologica”. Cerchiamo di approfondire con lui le prospettive e le caratteristiche di questo scenario. Scenari di sviluppo diversi da quelli odierni si stanno rendendo necessari già da qualche decennio: oggi più che mai la situazione si fa critica e i cambiamenti diventano urgenti. Ne “La conversione ecologica” Guido Viale sviscera spunti e opportunità, ostacoli e “assurdità” dell’economia attuale, locale e non solo, individuando elementi da valorizzare, politiche da attuare, e strumenti, come l’automobile, ai quali rinunciare già fin da ora. E indicando alcuni passi concreti e provocatori dai quali partire: ad esempio smettere di fare educazione ambientale. Leggi tutto “Guido Viale e la “conversione ecologica” (Ambiente Emilia-Romagna, 2012)”
Decrescita o conversione ecologica? (“il manifesto”, 7 settembre 2012)
Lettera a il manifesto:
Sono due i motivi per i quali compro ogni mattina “Il manifesto”: per tenere in vita il giornale e perché è uno dei pochi luoghi ove sia possibile leggere analisi e proposte per una riforma della società e dell’economia più eque ed ecologicamente compatibili. E fra i tanti interventi che compaiono su questi argomenti, mi trovo spesso ad apprezzare e condividere quelli di Guido Viale. L’ultimo suo intervento, in ordine di tempo, l’ho letto sabato I settembre, dal titolo: “L’Ilva si controlla dal basso”. È su questo suo intervento che mi voglio soffermare perché, pur condividendo la sua tesi di fondo (il controllo dal basso) mi ritrovo a dissentire sulla sua reiterata tesi di critica alla decrescita, assimilata alla categoria della “visione bucolica dello sviluppo”. Leggi tutto “Decrescita o conversione ecologica? (“il manifesto”, 7 settembre 2012)”
I danni di una classe dirigente disastrosa (“il manifesto”, 5 settembre 2012)
Il Governo della Bulgaria ha reso noto di non avere più alcun interesse all’ingresso nell’Unione Europea, per lo meno fino a che questa non avrà risolto i suoi problemi. Niente forse come questa dichiarazione ci dà la misura di quanto il sogno di un’Europa unita, promosso dai suoi padri fondatori e condiviso da milioni di cittadini di tutto il continente, ad Est come a Ovest, sia stato tradito, avvilito e calpestato da chi oggi tiene in mano le redini dell’Unione. Non che le politiche della Comunità, poi Unione, Europea siano mai state tali da accendere l’entusiasmo dei suoi cittadini; ma la crisi scoppiata nel 2008, che ha visto le politiche europee ridursi a una corsa affannosa prima per salvare le banche responsabili del dissesto, e poi per “rassicurare” i cosiddetti mercati, cioè gli speculatori che ingrassano sui debiti pubblici dei paesi membri – si tratta sempre degli stessi soggetti, protagonisti del potere senza legge della finanza internazionale – hanno portato le istituzioni dell’Unione a una resa dei conti. Mentre i governi si trastullano con gli spread in una serie di riunioni inconcludenti che ne evidenziano incapacità, o impotenza, ma sostanzialmente la resa ai poteri della finanza internazionale, la coesione sociale della compagine europea – di cui l’economia non è che una manifestazione, e neanche la principale – ha ormai imboccato la strada della dissoluzione. Leggi tutto “I danni di una classe dirigente disastrosa (“il manifesto”, 5 settembre 2012)”
L’Ilva si controlla dal basso (“il manifesto”, 1 settembre 2012)
L’Ilva (già Italsider) di Taranto inquina e uccide da cinquant’anni la città e i suoi abitanti, insieme a diversi altri impianti che ne occupano il territorio. Tuttavia, nonostante numerosi tentativi, in corso da anni, di portare la situazione all’attenzione dell’opinione pubblica, Taranto è diventata un “caso nazionale” solo ora: innanzitutto per l’impegno di un magistrato coraggioso che ha scelto di obbedire alla legge e non ai padroni della città; ma soprattutto per l’iniziativa del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, che ha rotto la cappa di omertà nei confronti delle malefatte dell’azienda che le forze politiche – e gran parte di quelle sindacali – avevano steso da anni sulla fabbrica e sulla città: in uno stile “sovietico” che calza a pennello a un territorio cui è stato assegnato il destino di “città dell’acciaio”; e null’altro. Leggi tutto “L’Ilva si controlla dal basso (“il manifesto”, 1 settembre 2012)”
L’aut aut di Monti (“Il manifesto”, 20 agosto 2012)
È L’ECONOMIA, STUPIDO!
“It’s the economy, stupid!”: era stato questo lo slogan vincente di Bill Clinton nella campagna presidenziale contro George Bush (senior) vent’anni fa. Forse oggi è il caso di riprendere quelle stesse parole contro il ragionier Monti, illustre economista di fama mondiale, che non riesce a spiegarsi come mai, avendo “messo i conti in ordine”, lo spread dell’Italia continua a essere il doppio o il triplo di quello di altri paesi quasi altrettanto indebitati e senza quell’avanzo primario (la differenza tra entrate e spese dello Stato, destinata al pagamento degli interessi) che nessun altro in Europa può vantare. Leggi tutto “L’aut aut di Monti (“Il manifesto”, 20 agosto 2012)”
Prove di una città diversa (Taranto 20/08/2012)
Il video dell’intervento finale di Guido Viale sul tema della conversione ecologica a “Prove di una città diversa”, l’incontro pubblico promosso dal Comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto lo scorso 20 agosto.
Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)
di Paolo Calabrò
GuidoViale, leader nel ’68 della protesta studentesca ed ex-dirigente di Lotta continua, è membro del Comitato tecnico-scientifico dell’ Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente (Ispra). Collabora con Repubblica e il manifesto. Blog personale: www.guido.viale.it. A lui abbiamo chiesto una valutazione sulla attuale situazione economica italiana ed europea. Leggi tutto “Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)”
Risposta a un lettore de “il manifesto”: Il futuro è già qui
Ho letto l’ultimo articolo di Viale sul Manifesto del 25-07-12 e con mio grande dispiacere ho notato che ha riconfermato la sua abitudine a proporre azioni politiche che guardano al lontano futuro e mai al presente (oggi, domani, subito).
Io sono stato, fino a poco tempo fa, un estimatore del pensiero di Viale. Condivido il discorso sull’ambiente e la riconversione ecologica, ma non può ignorare la necessità di dare risposte, ora, su ciò che accade. L’ unione europea e l’euro stanno saltando e la proposta che riformula è quella solita di una costruzione della società futura. Leggi tutto “Risposta a un lettore de “il manifesto”: Il futuro è già qui”