Se non ora, quando? (tratto da “il manifesto”, 4 gennaio 2012)

L’Italia ha imboccato la stessa strada della Grecia. L’unica possibilità che abbiamo per un’alternativa è quella di condizionare il governo con la mobilitazione sociale. L’importante è cominciare. Al più presto
Il decreto “Salvaitalia” non salverà l’Italia e il decreto “Crescitalia” non la farà crescere. Sembra – quest’ultimo – il nome di un formaggio. Il sobrio Monti ha ereditato da Tremonti il gusto di sostituire espressioni consolatorie alla dura osticità delle cose; com’era la famigerata “Robinhood tax”, nome che Tremonti aveva dato a due o tre cose diverse e mai realizzate; o «i conti sono stati messi in sicurezza» (e non lo sono): giaculatoria che Monti ha ripreso tal quale dal precedente ministro. Leggi tutto “Se non ora, quando? (tratto da “il manifesto”, 4 gennaio 2012)”

Il debito pubblico italiano è insostenibile (“il manifesto”, 28 dicembre 2011)

Il debito pubblico italiano non è sostenibile. Vale 1900 miliardi di euro e costa 85 miliardi all’anno di interessi, che l’anno prossimo saranno probabilmente di più: 90-100;  a cui dal 2015 si aggiungeranno (ma nessuno ne parla) altri 45-50 miliardi all’anno, previsti dal patto di stabilità europeo, per riportare progressivamente i debiti pubblici dell’eurozona al 60 per cento dei PIL. Ma questa è solo la parte nota del nostro debito pubblico; ce ne è un’altra “nascosta”, che forse vale quasi altrettanto e che emergerà poco per volta, mano a mano che verranno a scadenza impegni che lo Stato o qualche Ente pubblico hanno assunto per conto di operatori privati sotto le mentite spoglie di una finanza di progetto. Il TAV (treno ad alta velocità) è l’esempio e il modello più clamoroso di questo sistema; comporta per la finanza pubblica – finora; ma non è finita qui. E Passera ci si è messo di impegno – un onere nascosto di circa 100 miliardi di euro. Ma secondo Ivan Cicconi dietro le circa 20mila Spa messe in piedi dalle diverse amministrazioni locali si nasconde un numero indeterminato di “finanze di progetto”, i cui oneri verranno alla luce poco per volta nei prossimi anni. Doppia insostenibilità. Colpa della “Politica”? Certamente. Ma soprattutto colpa delle “privatizzazioni”, che non sono un’alternativa agli sperperi della Politica, ma il loro potenziamento a beneficio della finanza privata e di profittatori di ogni risma. La vera alternativa alla cattiva politica è la trasparenza e il controllo dal basso della spesa e dei servizi pubblici: la loro riconquista come “beni comuni”. Leggi tutto “Il debito pubblico italiano è insostenibile (“il manifesto”, 28 dicembre 2011)”

“Sbagliato partire dall’articolo 18 per rilanciare l’Italia, cinque i settori su cui puntare” (tratta da “tiscali.it”)

di Michael Pontrelli
Sulla difesa dell’articolo 18 “la Camusso ha ragione”. Ridurre i diritti dei lavoratori in nome della crescita” è una bugia” perché “per almeno un decennio l’Italia è destinata a non crescere”. Per affrontare la nuova fase di stagnazione “bisogna riconvertire l’economia “ puntando sui nuovi settori della green economy. Guido Viale, economista e membro del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, ribalta i termini della discussione economica in corso e propone per il nostro Paese un modello di sviluppo che nella sola Germania “ha già creato oltre 300.000 mila posti di lavoro”.
Nelle ultime ore al centro del dibattito politico economico è la riforma del mercato del lavoro. La Camusso ha ragione quando afferma che “la difesa dell’articolo 18 è un fatto di civiltà”? 
“Assolutamente sì, senza se e senza ma”. Leggi tutto ““Sbagliato partire dall’articolo 18 per rilanciare l’Italia, cinque i settori su cui puntare” (tratta da “tiscali.it”)”

L’intervento al forum “La via d’uscita”, Firenze, 9 dicembre 2011

Riporto di seguito la scaletta che mi ero preparato per fare il mio intervento all’incontro di Firenze sulla via di uscita, precisando che non tutte le cose che sono scritte qui sono riuscito a dirle, per mancanza di tempo e per mia insufficienza oratoria

In una riunione che vuole avere una dimensione operativa (cercare una via d’uscita dalla crisi) la scelta più importante è che i problemi vengano affrontati in una dimensione globale, planetaria, e non solo nazionale. La crisi greca è stata affrontata come crisi nazionale; poi lo è stata anche quella italiana (e quella di tutti i paesi PIGS); ma ben presto si è visto che non erano tali: sono crisi che non si possono risolvere, e nemmeno affrontare, a livello nazionale, anche se questo è il compito che Monti si è dato, su imput di Draghi; e che ha dato a tutti noi.
La Grecia, sottoposta al trattamento “nazionale” imposto dalla governance europea non ha più alcuna possibilità di risollevarsi. L’Italia ha imboccato la stessa strada, e se continua a seguirla è destinata alla stessa fine. Per questo è sbagliato l’invito a “baciare il rospo”, chiunque sia; non solo perché è proprio un rospo; e le misure che ha adottato sono non solo inique ma soprattutto inutili. Ma perché la crisi del debito va affrontata per lo meno a livello europeo; e a questo livello non c’è nessun progetto all’altezza dei problemi. Manca in assoluto la consapevolezza dell’ordine di priorità dei problemi, che è anche quella che ci può permettere di affrontarli. Leggi tutto “L’intervento al forum “La via d’uscita”, Firenze, 9 dicembre 2011″

L’Europa divisa in due (il manifesto, 6 dicembre 2011)

L’Europa, intesa come Unione europea, è divisa in due: non tanto tra nazioni deboli e stabili, popoli viziosi e virtuosi, porci e porcari (PIGS e guardiani); bensì tra “piani alti” e piani bassi. A tracciare questa linea di demarcazione è la Banca centrale europea che governa e custodisce la valuta in cui sono espressi i debiti pubblici e privati. Ai piani alti ci sono “i mercati”: una massa sterminata di denaro e “simildenaro” (valute, bond, certificati di credito, derivati, futures) la cui consistenza è stimata da dieci a venti volte il PIL mondiale; che può spostare (esentasse) in poche ore tanto denaro quanto tutte le banche centrali del mondo – quelle autorizzate a farlo – non ne riescono a creare in un anno. Ai piani bassi ci sono i cittadini dell’Unione, sempre più simili, nella loro condizione di impotenza e di dipendenza dai diktat della finanza, agli altri sei miliardi e mezzo di esseri umani che popolano il pianeta. Leggi tutto “L’Europa divisa in due (il manifesto, 6 dicembre 2011)”

Conferenza sulla crisi globale a Pavia

Student* in Crisi ha organizzato nell’accampada magna sotterranea una conferenza d’approfondimento sulla crisi globale.

Al termine del corteo del 17 novembre studenti medi e universitari hanno occupato l’aula dell’ateneo per farne un luogo di reale elaborazione e democrazia partecipativa.

Questo è il video della serata.
Leggi tutto “Conferenza sulla crisi globale a Pavia”

“Per me ogni problema politico è demandato alla conflittualità”. Intervista del mensile umbro “Altra pagina” (novembre 2011)

“Italia a posto entro tre mesi” strillava l’ex ministro Brunetta in una intervista al Giornale del 10 agosto scorso. E Berlusconi, solo qualche giorno prima di dimettersi, aveva garantito che nel paese non c’era alcuna crisi in atto, tanto è vero che «i ristoranti sono sempre pieni». Balle stratosferiche di questa portata ci sono state raccontate per anni. E mentre l’Italia stava sprofondando, la grande informazione continuava a propinarci storie di “olgettine”, di improbabili nipoti di Mubarak e di performance sessuali del nostro presidente del consiglio. Il risveglio, dopo questo lungo letargo della ragione, è stato terribile. I cittadini hanno scoperto con sgomento misto a incredulità che il paese è entrato in recessione (il Pil non cresce) e che ora rischia seriamente la bancarotta. E che forse neanche un governo di tecnici al quale in tanti, a destra come a sinistra, si aggrappano, possa salvarci dal disastro.

Abbiamo parlato della difficile e complessa situazione in cui ci troviamo con Guido Viale, economista esperto di questioni ambientali. Leggi tutto ““Per me ogni problema politico è demandato alla conflittualità”. Intervista del mensile umbro “Altra pagina” (novembre 2011)”

Subito un audit sul debito pubblico italiano (il manifesto, 29 novembre 2011)

Agli storici del futuro (se il genere umano sopravviverà alla crisi climatica e la civiltà al disastro economico) il trentennio appena trascorso apparirà finalmente per quello che è stato: un periodo di obnubilamento, di “dittatura dell’ignoranza”, di egemonia di un “pensiero unico” liberista sintetizzato dai detti dei due suoi principali esponenti: “la società non esiste. Esistono solo gli individui”, cioè i soggetti dello scambio, cioè il mercato (Margaret Thatcher); e “il governo non è la soluzione ma il problema”, cioè, comandi il mercato! (Ronald Reagan). Leggi tutto “Subito un audit sul debito pubblico italiano (il manifesto, 29 novembre 2011)”

Presentazione de “La conversione ecologica” a Milano

Mercoledì 30 novembre 2011, dalle ore 17.30

Nell’ambito delle iniziative che ci siamo proposti di portare avanti per promuovere gli effetti dei cinque referendum consultivi, tutti orientati a perseguire obiettivi di maggiore sostenibilità per Milano, abbiamo pensato di cogliere l’occasione del libro di Guido Viale “La Conversione Ecologica – there is no alternative”, Rimini, NdA Press, 2011 per discuterne con gli assessori Pierfrancesco Majorino, delegato alle Politiche sociali e Cultura della salute e Pierfrancesco Maran, Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde e Luca Stanzione in rappresentanza dell’assessore Cristina Tajani che non ha potuto confermare la propria partecipazione. Leggi tutto “Presentazione de “La conversione ecologica” a Milano”