Concentrata sulle dimissioni di Monti e sulla arridiscesa in camposanto (ovviamente in senso metaforico) di Berlusconi, la stampa nazionale ha dato poco rilievo a una notizia che invece ne meritava assai di più. Per la seconda volta nel giro di un anno o poco più lo Stato greco è fallito: cioè ha ristrutturato il suo debito con una manovra che altrove si chiama default, e che consiste nella decisione di rimborsare solo in minima parte un debito in scadenza; una specie di “concordato preventivo”. Tutto su indicazione della Troika (BCE, FMI e Commissione europea), del Governo tedesco e di tutti gli altri Stati che in questi tre anni hanno imposto alla Grecia, alla sua economia e alla sua popolazione, di andare i malora. Se quella ristrutturazione fosse stata fatta tre anni fa, allo stesso costo, l’economia greca sarebbe ancora in piedi e l’euro e l’Unione europea non ne avrebbero subito i contraccolpi che hanno spinto l’intero continente (Germania compresa: anche lì la crisi è alle porte) verso il cosiddetto double dip: cioè una ricaduta nella crisi molto peggiore della prima. Ma chi sono i responsabili di questa situazione? Sapientoni come Trichet, Draghi e Monti che vivono solo di spread e denaro e non sanno niente del sangue che scorre nelle vene e nei corpi della gente che governano; o, meglio, che amministrano. Nessuno di loro aveva previsto la crisi: né la prima né la seconda. E Monti, dopo il primo memorandum della Troika che aveva messo la Grecia alle corde, sosteneva che quel paese aveva finalmente imboccato la strada della ripresa. Così, diventato Presidente del Consiglio, ha lavorato e ancora lavora per fare imboccare all’Italia la stessa strada; sostenendo, naturalmente, che sta salvando il paese. Leggi tutto “Il secondo default della Grecia (“il manifesto”, 13 dicembre 2012)”
Autore: Guido Viale
Nazionalizzare: non basta la parola (“il manifesto”, 4 dicembre 2012)
Alla fine le parole fatidiche sono state pronunciate. “Confisca” (Passera e Cremaschi) e “requisizione” (De Benedetti e Leon), riferite all’Ilva di Taranto o forse a tutto il gruppo Riva; e “nazionalizzazione” (Hollande: riferita al gruppo Mittal, che vuole dismettere uno dei più antichi altoforni della Francia, con tutti i suoi operai: ma solo una parte dell’impianto, per impedire a un eventuale compratore di poterlo utilizzare per fargli concorrenza: con tanti saluti per le sorti e la vita dei lavoratori. “È l’economia, stupido!” direbbe qualcuno). Ma era comunque da trent’anni che non si sentivano più quelle parole. Al loro posto si parlava e si parla solo di “privatizzazioni” o – ma è solo un modo per mascherare la sostanza della prima – di “liberalizzazioni”. E non se ne parla solo; le hanno fatte e continuano a farle; salvo poi nazionalizzare, senza dirlo, le banche per salvarle dal crack. Ma solo temporaneamente, per poi restituire subito tutto ai legittimi speculatori che continuano a controllarle. Leggi tutto “Nazionalizzare: non basta la parola (“il manifesto”, 4 dicembre 2012)”
Euro, da sogno a incubo (“il manifesto”, 27 novembre 2012)
I veri europeisti sono coloro che sostengono che non si può procedere verso un’Europa dei popoli se non si ha innanzitutto il coraggio, e poi la forza, di imporre una revisione radicale di tutto l’assetto finanziario su cui si è retta finora la sua costruzione. Ma bisogna che le forze sociali che lo vogliono veramente si uniscano in un movimento comune. Leggi tutto “Euro, da sogno a incubo (“il manifesto”, 27 novembre 2012)”
La Conversione Ecologica della Lombardia: il 24 novembre a Milano
Sabato 24 novembre la nuova ShaKe Libreria Interno4 di Milano ospiterà alle ore 18,00 un incontro sul tema “La Conversione Ecologica della Lombardia”.
A partire dal libro La conversione ecologica (NdA Press) l’autore Guido Viale e Andrea Di Stefano (direttore della rivista Valori, candidato alle primarie del centrosinistra per la Presidenza della Regione Lombardia) discutono di lavoro, sociale e conversione ecologica in vista delle elezioni per la Presidenza della Regione Lombardia.
Modera l’incontro Paolo Hutter (giornalista, direttore di Eco dalle Città).
A seguire buffet a cura di Milanima.
Informazioni:
ShaKe Libreria Interno4
Vicolo Calusca 10/F, Milano
tel. 02-58317306
www.shake.it
www.ndanet.it
SEN e patto di stabilità, un freno alla transizione energetica (“Qualenergia”, novembre 2011)
di Giulia Meneghello
Qualenergia.it intervista l’economista Guido Viale sulla Strategia Energetica Nazionale. Il suo giudizio è negativo perché il documento del Governo punta soprattutto sul rilancio delle fonti fossili. A impedire gli investimenti pubblici nei settori delle energie pulite c’è anche il cappio al collo del patto di stabilità e del fiscal compact. Leggi tutto “SEN e patto di stabilità, un freno alla transizione energetica (“Qualenergia”, novembre 2011)”
Carta d’Intenti, un bel compitino senza contenuti (da Controlacrisi.org, 20 ottobre 2012)
di Vittorio Bonanni
Ex dirigente di Lotta Continua, giornalista, scrittore ed economista che sostiene con forza una riconversione industriale che faccia finalmente i conti con la questione ambientale, ora anche esponente dell’associazione A.l.b.a. (Alleanza lavoro beni comune ambiente), Guido Viale è uno degli intellettuali di sinistra più originali. Avendo le caratteristiche che abbiamo appena descritto non poteva certo manifestare grande entusiasmo di fronte alla genericità dei punti di “Italia. BeneComune”, Carta d’Intenti sottoscritta dal Pd, da Sel e dal Psi. «Si tratta di un bellissimo compitino – dice Viale – oggi si usa dire “compito a casa”, che prende dieci per la scrittura e zero come programma, come contenuto, perché non c’è scritto assolutamente niente di quello che si deve fare e come. In particolare le ultime righe, dove si parla dell’osservanza degli accordi internazionali a meno di una rinegoziazione che non viene comunque proposta ma solo ipotizzata, annullano tutto quello che è scritto precedentemente. Perché gli accordi internazionali vogliono dire due guerre nelle quali siamo impegnati o ci stiamo per impegnare; il già adottato pareggio di bilancio in Costituzione e il fiscal compact da adottare che sono di per sé sufficienti ad azzerare qualsiasi prospettiva di risamento economico ed occupazionale dell’Italia. Oltre alle misure razziste per limitare l’arrivo degli immigrati e dei richiedenti asilo che contraddicono in maniera frontale la recente assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’Unione Europea per il semplice fatto che noi abbiamo una guerra in corso contro la gente che cerca di entrare in Europa». Leggi tutto “Carta d’Intenti, un bel compitino senza contenuti (da Controlacrisi.org, 20 ottobre 2012)”
Sulla conversione ecologica, Convegno nazionale di Alba (Torino, 6-7 ottobre 2012)
La conversione ecologica, nella sua duplice dimensione, soggettiva (o se vogliamo, culturale e morale) e oggettiva (cioè relativa al che cosa, come, per chi e dove produrre) è elemento di immediata connessione tra il tema del lavoro, in tutte le sue manifestazioni – dal supersfruttamento alla disoccupazione, dal problema delle tutele giuridiche, contrattuali ed economiche al lavoro di cura non retribuito – e l’obiettivo generale della giustizia ambientale e sociale. Leggi tutto “Sulla conversione ecologica, Convegno nazionale di Alba (Torino, 6-7 ottobre 2012)”
Affamare la bestia (“il manifesto”, 19 ottobre 2012)
“Affama la bestia” è lo slogan con cui Ronald Reagan aveva inaugurato il trentennio di liberismo di cui oggi stiamo pagando le conseguenze. La “bestia” per Reagan era il governo: che – è un altro suo celebre detto – “non è la soluzione ma il problema”. La bestia da affamare è in realtà la democrazia, l’autogoverno, la possibilità per i cittadini e i lavoratori di decidere il proprio destino. Il programma è di mettere tutto in mano ai privati, che si appropriano così delle funzioni di governo e le gestiscono in base alle leggi del profitto. Quel programma è stato ora tradotto dall’UE e dai governi dell’eurozona in due strumenti micidiali: il pareggio di bilancio e il fiscal compact. Con queste due misure in Italia verranno prelevati ogni anno dalle tasse, cioè dai bilanci di chi le paga, quasi 100 miliardi di interessi e altri 45-50 di ratei, per versarli ai detentori del debito: in larga parte banche e assicurazioni sull’orlo del fallimento per operazioni avventate e altri grandi speculatori nazionali ed esteri, e solo in minima parte singoli risparmiatori. Leggi tutto “Affamare la bestia (“il manifesto”, 19 ottobre 2012)”
Per l’elaborazione di un documento sul lavoro per il nodo Alba di Milano
Alla luce della crisi ambientale, sociale e poi economica e finanziaria con cui si è aperto il nuovo secolo il lavoro si presenta in una molteplicità di sfaccettature (più che il lavoro, i lavori) che è difficile ridurre ad unità sia nell’analisi che, a maggior ragione, nelle rivendicazioni e nell’elaborazione programmatica. Volendo semplificare, abbiamo di fronte per lo meno cinque grandi categorie di attività e di condizioni esistenziali – e un numero anche maggiore di problematiche – a cui ricondurre il concetto di lavoro.
Leggi tutto “Per l’elaborazione di un documento sul lavoro per il nodo Alba di Milano”
Guido Viale e la “conversione ecologica” (Ambiente Emilia-Romagna, 2012)
Contributo della Redazione di Ambiente Emilia-Romagna
Guido Viale, economista, giornalista e studioso di tematiche ambientali è da poco uscito in libreria con “La conversione ecologica”. Cerchiamo di approfondire con lui le prospettive e le caratteristiche di questo scenario. Scenari di sviluppo diversi da quelli odierni si stanno rendendo necessari già da qualche decennio: oggi più che mai la situazione si fa critica e i cambiamenti diventano urgenti. Ne “La conversione ecologica” Guido Viale sviscera spunti e opportunità, ostacoli e “assurdità” dell’economia attuale, locale e non solo, individuando elementi da valorizzare, politiche da attuare, e strumenti, come l’automobile, ai quali rinunciare già fin da ora. E indicando alcuni passi concreti e provocatori dai quali partire: ad esempio smettere di fare educazione ambientale. Leggi tutto “Guido Viale e la “conversione ecologica” (Ambiente Emilia-Romagna, 2012)”
