La parola alle nostre Conferenze di produzione (“il manifesto”, 11 marzo 2012)

Immaginiamo il prof. Monti travestito da studente (ovviamente fuori corso) che si presenta a un esame di economia alla Bocconi, di cui è stato anche Rettore; e che alla domanda: “Quando si presenta un’analisi costi benefici?” risponde “Dopo l’approvazione del progetto”. Bocciato (sia Monti che il progetto) senza se e senza ma. Eppure è proprio questo che ha sostenuto Monti, vestito (e non travestito) da Presidente del Consiglio. Ma non è la sola insensatezza che ha detto sul Tav: c’è anche la promessa di viaggiare da Milano a Parigi in 4 ore (cioè, ad almeno 400 km/h tra Torino e Lione compresi i 57 e più chilometri di galleria); e l’improvvisa trasformazione in “low-cost” (a basso costo) dell’opera: grazie al rinvio sine die dei lavori per le tratte fuori galleria (ma chi ha detto che la Commissione Europea sia disposta a cofinanziare un affare simile?). Con questi assi nella manica il Governo Monti ha annunciato una grande campagna di informazione (e di repressione) sul Tav. Complimenti! Leggi tutto “La parola alle nostre Conferenze di produzione (“il manifesto”, 11 marzo 2012)”

L’uscita di Fiat da Confindustria (il foglio, 5 ottobre 2011)

La Fiat che esce da Confindustria è come il sorcio che abbandona la nave che affonda. Il sorcio è Marchionne, che pensa di aver trovato un vascello più sicuro in Chrysler, le cui vendite viaggiano a gonfie vele negli Stati uniti, anche se in un mare agitato, dove la più piccola delle big three (che però produce auto smisuratamente grandi e voraci) continua a rischiare la fine del vaso di coccio. In questo trasbordo il sorcio si porta dietro il know how motoristico della Fiat (uno dei più robusti del mondo, costato al contribuente italiano, nel corso degli anni – e ancora ora, con la CI – miliardi di euro). E, mentre chiude tre grandi stabilimenti (CNH di Imola, Termini Imerese e Irisbus) lascia qui, insieme alla patacca del piano “Fabbrica Italia”, la girandola dei prodotti che dovrebbero riempire gli stabilimenti ormai vuoti: un monovolume; anzi, no, due suv da montare con pezzi provenienti da Detroit e da rivendere – su e giù per l’Atlantico – negli Usa; anzi no, una city-car, ovvero la nuova “topolino”; anzi no, un suv targato Jeep, da vendere in Europa (dove Fiat non ha né esperienza né rete per piazzare questo mostro metallico). D’altronde il marchio non va bene né qui né in Brasile (già fiore all’occhiello di Marchionne, quando spiegava che i suoi guai sono solo italiani). Leggi tutto “L’uscita di Fiat da Confindustria (il foglio, 5 ottobre 2011)”

Sul razzismo (il manifesto, 10 maggio 2011)

Volevano liberare il territorio patrio, e quello delle nazioni conquistate – il loro Lebensraum – dalla presenza degli ebrei; per impedire che gli contaminassero razza e costumi; ma non pensavano ancora allo sterminio. Prima avevano cercato di chiuderli nei ghetti: ma “loro” erano troppi e ancora troppo visibili. E si erano resi conto che con i pogrom – famoso è quello della notte dei cristalli – non avrebbero mai risolto il “loro” problema. Poi avevano pensato di deportarli in un paese lontano, in Madagascar; ma era troppo difficile, soprattutto in tempo di guerra. Allora hanno cominciato a ucciderli dove li avevano appena rastrellati, fucilandoli sull’orlo delle fosse comuni che gli avevano fatto scavare. Ma lo spettacolo era sconvolgente e gli schizzi di sangue gli macchiavano le divise. Alla fine hanno inventato le camere a gas e i campi di sterminio: un sistema “asettico”, dove hanno convogliato per sopprimerli sei milioni di ebrei. E’ la storia della Shoah. Leggi tutto “Sul razzismo (il manifesto, 10 maggio 2011)”

Il servilismo (il manifesto, 30 aprile 2011)

La piaga che affligge il paese è il servilismo. Non è una piaga esclusivamente nostrana; è diffusa in tutto il mondo, e per ragioni strutturali che poco hanno a che fare con i “valori” propugnati da chi lo pratica. Ma in nessun paese è così pervasiva, consolidata e ostentata come da noi. Non è un fenomeno esclusivo del nostro tempo; è vecchio come il mondo. Gli antichi Greci disprezzavano gli schiavi – prigionieri catturati in guerra o comprati e venduti – perché avevano preferito servire invece di morire. Il feudalesimo – un regime da non rimpiangere, per molti versi riproposto da alcuni tratti della nostra epoca – era fondato su un patto personale che implicava l’asservimento a tutti i livelli gerarchici. Ma quella fedeltà era regolata da un codice che impegnava tanto il signore che il vassallo. Oggi invece il servilismo è “nomade”: si offre e materializza di volta in volta a seconda delle convenienze: la compravendita di deputati con cui l’Italia si governa e fa mostra di sé al resto del mondo ne è una delle manifestazioni più esplicite. Leggi tutto “Il servilismo (il manifesto, 30 aprile 2011)”

Sull’importanza della difesa e della rivendicazione della dignità (il manifesto, 5 marzo 2011)

(il testo è leggermente diverso da quello comparso sul manifesto, che non ha tenuto conto delle ultime correzioni)

Da molti incontri e dibattiti a cui mi è capitato di partecipare ho ricavato l’impressione che venga sottovalutata la rilevanza di un tema “pre-politico”, che ha avuto un enorme peso nelle mobilitazioni degli ultimi mesi e che può averne uno ancora maggiore nella costruzione di un fronte di lotta unitario. Le manifestazioni delle donne del 13 febbraio sono state indette in nome della dignità del loro genere. Questo ha permesso a molti altri temi più “politici” di emergere e farsi strada dentro questo contenitore generale: la denuncia del precariato, della disoccupazione esplicita e implicita (il cosiddetto “lavoro scoraggiato”), della disparità retributiva, del “soffitto di cristallo” nelle carriere, della mancanza di servizi sociali, della permanenza di un intollerabile squilibrio nella distribuzione dei carichi domestici, della coazione alla clausura serale per evitare violenze e molestie per strada (ne dimentico sicuramente molti altri). Da solo, nessuno di questi temi avrebbe avuto la capacità – e infatti non l’ha avuta – di imporsi all’attenzione pubblica con la forza che ha avuto il 13 febbraio, di guadagnare la piazza, di dare alle donne consapevolezza delle loro possibilità e delle loro ragioni. La rivendicazione della dignità ha aperto a tutte un varco gigantesco. Leggi tutto “Sull’importanza della difesa e della rivendicazione della dignità (il manifesto, 5 marzo 2011)”

Presentazione de “La conversione ecologica” a Milano

Presentazione de “La conversione ecologica” di Guido Viale (NdA Press), con Danilo De Biasio, direttore di Radio Popolare, e Pietro Raitano, direttore della rivista Altreconomia.

La registrazione è avvenuta a Milano l’11 aprile 2011, presso la Feltrinelli di piazza Duomo.

La conversione ecologica di Guido Viale mette a fuoco alcuni punti di una strategia di riconversione ambientale: i settori da sostenere, le forze sociali da coinvolgere, le strade di una compiuta democrazia partecipata.