Il Governo della Bulgaria ha reso noto di non avere più alcun interesse all’ingresso nell’Unione Europea, per lo meno fino a che questa non avrà risolto i suoi problemi. Niente forse come questa dichiarazione ci dà la misura di quanto il sogno di un’Europa unita, promosso dai suoi padri fondatori e condiviso da milioni di cittadini di tutto il continente, ad Est come a Ovest, sia stato tradito, avvilito e calpestato da chi oggi tiene in mano le redini dell’Unione. Non che le politiche della Comunità, poi Unione, Europea siano mai state tali da accendere l’entusiasmo dei suoi cittadini; ma la crisi scoppiata nel 2008, che ha visto le politiche europee ridursi a una corsa affannosa prima per salvare le banche responsabili del dissesto, e poi per “rassicurare” i cosiddetti mercati, cioè gli speculatori che ingrassano sui debiti pubblici dei paesi membri – si tratta sempre degli stessi soggetti, protagonisti del potere senza legge della finanza internazionale – hanno portato le istituzioni dell’Unione a una resa dei conti. Mentre i governi si trastullano con gli spread in una serie di riunioni inconcludenti che ne evidenziano incapacità, o impotenza, ma sostanzialmente la resa ai poteri della finanza internazionale, la coesione sociale della compagine europea – di cui l’economia non è che una manifestazione, e neanche la principale – ha ormai imboccato la strada della dissoluzione. Leggi tutto “I danni di una classe dirigente disastrosa (“il manifesto”, 5 settembre 2012)”
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Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)
di Paolo Calabrò
GuidoViale, leader nel ’68 della protesta studentesca ed ex-dirigente di Lotta continua, è membro del Comitato tecnico-scientifico dell’ Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente (Ispra). Collabora con Repubblica e il manifesto. Blog personale: www.guido.viale.it. A lui abbiamo chiesto una valutazione sulla attuale situazione economica italiana ed europea. Leggi tutto “Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)”
Risposta a un lettore de “il manifesto”: Il futuro è già qui
Ho letto l’ultimo articolo di Viale sul Manifesto del 25-07-12 e con mio grande dispiacere ho notato che ha riconfermato la sua abitudine a proporre azioni politiche che guardano al lontano futuro e mai al presente (oggi, domani, subito).
Io sono stato, fino a poco tempo fa, un estimatore del pensiero di Viale. Condivido il discorso sull’ambiente e la riconversione ecologica, ma non può ignorare la necessità di dare risposte, ora, su ciò che accade. L’ unione europea e l’euro stanno saltando e la proposta che riformula è quella solita di una costruzione della società futura. Leggi tutto “Risposta a un lettore de “il manifesto”: Il futuro è già qui”
L’Europa divisa in due (il manifesto, 6 dicembre 2011)
L’Europa, intesa come Unione europea, è divisa in due: non tanto tra nazioni deboli e stabili, popoli viziosi e virtuosi, porci e porcari (PIGS e guardiani); bensì tra “piani alti” e piani bassi. A tracciare questa linea di demarcazione è la Banca centrale europea che governa e custodisce la valuta in cui sono espressi i debiti pubblici e privati. Ai piani alti ci sono “i mercati”: una massa sterminata di denaro e “simildenaro” (valute, bond, certificati di credito, derivati, futures) la cui consistenza è stimata da dieci a venti volte il PIL mondiale; che può spostare (esentasse) in poche ore tanto denaro quanto tutte le banche centrali del mondo – quelle autorizzate a farlo – non ne riescono a creare in un anno. Ai piani bassi ci sono i cittadini dell’Unione, sempre più simili, nella loro condizione di impotenza e di dipendenza dai diktat della finanza, agli altri sei miliardi e mezzo di esseri umani che popolano il pianeta. Leggi tutto “L’Europa divisa in due (il manifesto, 6 dicembre 2011)”