I danni di una classe dirigente disastrosa (“il manifesto”, 5 settembre 2012)

Il Governo della Bulgaria ha reso noto di non avere più alcun interesse all’ingresso nell’Unione Europea, per lo meno fino a che questa non avrà risolto i suoi problemi. Niente forse come questa dichiarazione ci dà la misura di quanto il sogno di un’Europa unita, promosso dai suoi padri fondatori e condiviso da milioni di cittadini di tutto il continente, ad Est come a Ovest, sia stato tradito, avvilito e calpestato da chi oggi tiene in mano le redini dell’Unione. Non che le politiche della Comunità, poi Unione, Europea siano mai state tali da accendere l’entusiasmo dei suoi cittadini; ma la crisi scoppiata nel 2008, che ha visto le politiche europee ridursi a una corsa affannosa prima per salvare le banche responsabili del dissesto, e poi per “rassicurare” i cosiddetti mercati, cioè gli speculatori che ingrassano sui debiti pubblici dei paesi membri – si tratta sempre degli stessi soggetti, protagonisti del potere senza legge della finanza internazionale – hanno portato le istituzioni dell’Unione a una resa dei conti. Mentre i governi si trastullano con gli spread in una serie di riunioni inconcludenti che ne evidenziano incapacità, o impotenza, ma sostanzialmente la resa ai poteri della finanza internazionale, la coesione sociale della compagine europea – di cui l’economia non è che una manifestazione, e neanche la principale – ha ormai imboccato la strada della dissoluzione. Leggi tutto “I danni di una classe dirigente disastrosa (“il manifesto”, 5 settembre 2012)”

Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)

di Paolo Calabrò

Lo stato di “incertezza stabile” di fronte al quale ci troviamo non consente di ipotizzare alcun piano di risanamento. Manca la capacità di elaborare un pensiero strategico

GuidoViale, leader nel ’68 della protesta studentesca ed ex-dirigente di Lotta continua, è membro del Comitato tecnico-scientifico dell’ Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente (Ispra). Collabora con Repubblica e il manifesto. Blog personale: www.guido.viale.it. A lui abbiamo chiesto una valutazione sulla attuale situazione economica italiana ed europea. Leggi tutto “Sull’orlo del baratro (“L’altra pagina”, luglio-agosto 2012)”

Risposta a un lettore de “il manifesto”: Il futuro è già qui

Ho letto l’ultimo articolo di Viale sul Manifesto del 25-07-12 e con mio grande dispiacere ho notato che ha riconfermato la sua abitudine a proporre azioni politiche che guardano al lontano futuro e mai al presente (oggi, domani, subito).

Io sono stato, fino a poco tempo fa, un estimatore del pensiero di Viale. Condivido il discorso sull’ambiente e la riconversione ecologica, ma non può ignorare la necessità di dare risposte, ora, su ciò che accade. L’ unione europea e l’euro stanno saltando e la proposta che riformula è quella solita di una costruzione della società futura. Leggi tutto “Risposta a un lettore de “il manifesto”: Il futuro è già qui”

L’Europa divisa in due (il manifesto, 6 dicembre 2011)

L’Europa, intesa come Unione europea, è divisa in due: non tanto tra nazioni deboli e stabili, popoli viziosi e virtuosi, porci e porcari (PIGS e guardiani); bensì tra “piani alti” e piani bassi. A tracciare questa linea di demarcazione è la Banca centrale europea che governa e custodisce la valuta in cui sono espressi i debiti pubblici e privati. Ai piani alti ci sono “i mercati”: una massa sterminata di denaro e “simildenaro” (valute, bond, certificati di credito, derivati, futures) la cui consistenza è stimata da dieci a venti volte il PIL mondiale; che può spostare (esentasse) in poche ore tanto denaro quanto tutte le banche centrali del mondo – quelle autorizzate a farlo – non ne riescono a creare in un anno. Ai piani bassi ci sono i cittadini dell’Unione, sempre più simili, nella loro condizione di impotenza e di dipendenza dai diktat della finanza, agli altri sei miliardi e mezzo di esseri umani che popolano il pianeta. Leggi tutto “L’Europa divisa in due (il manifesto, 6 dicembre 2011)”