Sommersi e affogati

Mentre due navi cariche di “carne umana”, cioè profughi, chiedevano da giorni che qualcuno in Europa si impegnasse a non restituirli all’inferno a cui erano appena sfuggiti e altri mille loro compagni di sventura erano stati invece appena catturati (a costo di quanti morti e dispersi non si saprà mai) dai predoni libici mascherati da “guardia costiera” – con navi, divise e assistenza tecnica  fornite dall’Italia – nessuno dei capi dei governi europei, riuniti per discutere di nient’altro che di loro, ha sentito il bisogno di rispondere a quell’appello: dovevano affogare o venir restituiti ai Lager gestiti da quello Stato fasullo che essi stessi stanno tenendo in piedi. E a farsi carico del lavoro sporco doveva essere l’Italia, il cui esecrabile governo comunque lavora per loro. Leggi tutto “Sommersi e affogati”

Una politica contro il rancore

Da almeno un decennio è ormai evidente che i profughi che cercano di raggiungere l’Europa dall’Africa o dal Medioriente – una frazione infima di quelli costretti ad abbandonare le loro terre – provengono dai paesi più colpiti dai cambiamenti climatici, dai conseguenti dissesti ambientali, dalle guerre e dai conflitti da questi generati. Ma di questa evidenza non si trova traccia nei discorsi dell’establishment politico europeo: per loro i migranti compaiono solo nel momento in cui si imbarcano o attraversano una frontiera. Ma dove ci stiano trascinando le politiche antimigratorie adottate era già stato scritto in un documento del Pentagono del 2004, riassumibile in questi termini:

“Le prossime guerre saranno combattute per ragioni di sopravvivenza. Milioni di persone moriranno a causa di guerre o carestie, finché gli abitanti del pianeta non saranno stati ridotti a un numero sostenibile. I paesi più ricchi, come gli Stati uniti e l’Europa si trasformeranno in “fortezze virtuali” per impedire l’arrivo di milioni di migranti espulsi dalle loro terre sommerse o non più in grado di produrre cibo per mancanza di acqua. I Governi incapaci di difendere i propri confini verranno spazzati via dal caos e dal terrorismo”. Leggi tutto “Una politica contro il rancore”

La fortezza Europa ringrazia Salvini

“Garantiamo una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”. Così il ministro della Repubblica Salvini, nell’atto di negare l’accesso ai porti italiani a una nave di Sos Mediterranée con a bordo con 629 profughi (non tutti “ragazzi”; ci sono anche 7 donne incinte, 11 bambini e 123 minori non accompagnati). Ora ad accoglierli sarà la Spagna. Ma poi c’è anche il blocco di una seconda nave, la Sea Watch, di altri 800 naufraghi salvati da navi mercantili e di decine di gommoni stracarichi che non troveranno più navi delle Ong a raccoglierli, per le quali si prospettano ulteriori e drammatiche strette.

La “vita serena in Africa” che Salvini offre a quei ragazzi è il ritorno in Libia: dove le donne vengono stuprate in modo seriale, gli uomini venduti come schiavi e tutti e tutte torturate, affamati, ricattate, ammazzati come insetti. Quanto a quella garantita ai “nostri figli”, anche per loro c’è l’emigrazione; certo in condizioni di maggiore sicurezza, ma per andare a fare i lavapiatti dopo una laurea o un diploma. Così si svuotano i paesi “periferici” delle forze migliori – dell’Africa, con politiche coloniali tutt’altro che finite; ma anche dell’Europa, con l’ “austerità” –  purché quelle peggiori continuino a governare. Leggi tutto “La fortezza Europa ringrazia Salvini”

La cassazione licenzia i cinque di Pomigliano

La Corte di cassazione, a nome e per conto dell’amministratore delegato della FCA, ha licenziato in via definitiva, annullando una precedente sentenza di appello che ne imponeva il reintegro sul posto di lavoro, cinque operai di Pomigliano (o, meglio, del reparto confino istituito da FCA nel cosiddetto Centro logistico di Nola): Mimmo Mignano, Antonio Montella, Massimo Napolitano, Marco Cusano e Roberto Fabbricatore, peraltro mai reintegrati nonostante il dispositivo della Corte di appello lo imponesse. Il “reato” che ha portato alla loro condanna definitiva è aver messo in scena davanti alla fabbrica, con una sagoma di cartone, un finto suicidio di Marchionne, per protestare contro i veri suicidi di un’operaia e di un operaio, e il tentato suicidio di diversi altri lavoratori, tutti quanti, come “i cinque di Pomigliano” e molti altri, discriminati da anni – usando come strumento la cassa integrazione – per il loro impegno e le loro lotte contro un regime di fabbrica oppressivo e feroce. Secondo la Corte di cassazione il “nesso causale” tra la discriminazione da cui quei lavoratori suicidi erano stati colpiti e il loro suicidio – sia portato a termine che solo tentato – non è provato, mentre sarebbe invece provata “la compromissione morale” dell’immagine del loro datore di lavoro provocata dalla messinscena del suo suicidio immaginario fatta con una sagoma di cartone. Povero Marchionne! Leggi tutto “La cassazione licenzia i cinque di Pomigliano”

Il razzismo ridà fiato al fascismo e ai governi xenofobi

La ricorrenza del 25 aprile ci impone di aprire una riflessione sul rapporto tra fascismo e razzismo. Fascismo e razzismo non sono la stessa cosa, ma sono parenti. Il razzismo era in auge anche prima dell’avvento del nazifascismo: il colonialismo veniva legittimato con la pretesa superiorità dell’”uomo bianco”. Ma è stato il nazismo, prima, e il fascismo, dopo, indipendentemente uno dall’altro, a fare della “difesa della razza”, poi dell’assoggettamento e infine dello sterminio delle “razze inferiori” le loro bandiere. Leggi tutto “Il razzismo ridà fiato al fascismo e ai governi xenofobi”

Il 68. Contro l’università + Il sessantotto tra rivoluzione e restaurazione edizione illustrata.

E’ disponibile dall’8 Marzo 2018, pubblicato dal mio editore Interno4 Edizioni, l’edizione aggiornata del libro Il sessantotto tra rivoluzione e restaurazione accompaganata in introduzione dal documento dell’occupazione di Palazzo Campana Contro l’università e da quasi 80 pagine a colori con le riproduzioni di manifesti, volantini, ciclostilati, libri, provenienti dall’archivio La lunga Rabbia e che documentano l’eccezionale produzione di materiali del movimento del lungo ’68 italiano.

Dalla scheda di presentazione: Il libro ripercorre le tappe della nascita e dello sviluppo del movimento sessantotto, in Italia e nel mondo, citando fatti luoghi e personaggi che ne furono protagonisti e ne determinarono le scelte, ricostruendone la storia e raccontandone la genesi dalle occupazioni universitarie del 1967 fino al percorso che ne seguì lungo tutto il decennio 1968-1978. Operai e studenti, il Vietnam e la Primavera di Praga, i cancelli di Mirafiori e le università occupate, l’internazionalismo e la strage di Stato. E ancora: Che Guevara, Rudi Dutschke, la Rivoluzione culturale cinese e Piazza delle Tre Culture a Città del Messico. In questo libro scritto da uno dei protagonisti della rivolta italiana e tra i fondatori di Lotta Continua, tutto viene ricostruito affiancando a date e documenti una lucida e militante analisi politica scritta “dentro i fatti”.
Questa nuova edizione contiene: manifesto-articolo dell’occupazione di Palazzo Campana “Contro l’università” scritto da Guido Viale e pubblicato per la prima volta sui Quaderni Piacentini nel 1968. La terza edizione completa e rivista, con nuova introduzione dell’autore, del libro “Il sessantotto tra rivoluzione e restaurazione” pubblicato per la prima volta nel 1978 delle Edizioni Mazzotta. Due interviste a Guido Viale, a cura di Marino Sinibaldi e Giovanna Ferrara, rispettivamente del 2007 e 2017. Ad accompagnare tutti questi scritti un ricco apparato illustrativo curato da Emiliano Sisto (Archivio La lunga rabbia) con la ristampa a colori di oltre cento manifesti, volantini, opuscoli e libri prodotti dal movimento. Tra questi il bellissimo manifesto di Guido Crepax, in formato poster estraibile, realizzato nel 1972 a sostegno della campagna per la verità sulla Strage di Stato di Piazza Fontana.

Come sarà l’Italia in mano ai partiti razzisti?

Come sarà l’Italia in mano a partiti razzisti? Bisogna cominciare a chiederselo. Combattere la solidarietà verso profughi e “stranieri” non la rafforza tra i “nativi”, ma distrugge anche quella: promuove il sospetto, l’invidia, l’insensibilità per le sofferenze altrui, la crudeltà. E affida “pieni poteri” a chi governa: non solo per reprimere e tener lontane le persone sgradite, ma anche per giudicare sgradite tutte quelle che non obbediscono. La società che respinge e perseguita gli stranieri non può che essere autoritaria, intollerante, violenta. La storia del secolo scorso ci ha insegnato che questo è un piano inclinato da cui è sempre più difficile risalire. Leggi tutto “Come sarà l’Italia in mano ai partiti razzisti?”

Razzismo, un piano inclinato sul quale stiamo scivolando

La memoria della Shoah e del Porrajmos, cioè dello sterminio di ebrei, rom e sinti da parte del nazismo – una memoria da coltivare non un giorno solo, ma tutto l’anno – dovrebbe essere per noi una lente attraverso cui esplorare il nostro presente tenendo conto della dinamica del razzismo: sia del suo esito estremo, ma anche dei suoi inizi; perché la Shoah non è cominciata con le camere a gas, ma con il disprezzo, e anche l’invidia, del diverso. Di Shoah e Porrajmos va ricordato e ribadito soprattuuuo che il loro fine non era lo sfruttamento del lavoro schiavo, pur largamente praticato nei tanti campi secondari costruiti accanto ad alcuni di quelli dedicati allo sterminio. Il fine principale era il genocidio, la cancellazione dalla faccia della terra di interi popoli. Non è vero che il popolo tedesco, e poi tutti i popoli dei paesi soggiogati dalle sue truppe, dove rastrellamenti e deportazioni erano state immediatamente attivate, non ne sapessero niente; sapevano tutto o quasi, anche se non lo avevano sotto gli occhi perché non c’erano ancora i mezzi di comunicazione di cui disponiamo oggi. Se gli ebrei italiani “in viaggio” verso Auschwitz sapevano quello che li aspettava – e ne abbiamo testimonianza – lo sapevano anche gli altri. Lo scopo fondamentale del genocidio era renderne tutti complici, seppur, per lo più, indirettamente. Leggi tutto “Razzismo, un piano inclinato sul quale stiamo scivolando”

E’ in libreria (disponibile anche in e-book) il libro: Slessico familiare. Parole usurate, prospettive aperte.

A distanza di quattro anni dalla pubblicazione del suo ultimo libro di inediti, l’autore milanese ritorna in libreria con un repertorio per i tempi a venire, una cassetta per gli attrezzi per aiutarci a guardare il mondo da un punto di vista diverso da quello del pensiero dominante:

SLESSICO FAMILIARE. PAROLE USURATE, PROSPETTIVE APERTE (Interno4 Edizioni, distribuzione Messaggerie Libri)

Più di 100 parole, come: Atomi, Crescita, Fortezze, Merito, Proprietà, Sinistra, Terra, Trovarsi, vengono analizzate e rivisitate in 14 capitoli come: Territori del patriarcato, Deserti della vita, Natura e Cultura, Uso e riuso. “Le parole della politica – ma anche quelle dell’economia, della psicologia, del giornalismo, dell’accademia, perché tutto ormai è politica – sono logorate dall’uso che ne fa la cultura mainstream, che è da sempre quella delle classi al potere” dice Guido Viale. “Dal patriarcato al capitalismo finanziario, dalla gabbia in cui è stato intrappolato l’individuo contemporaneo ai problemi che l’arrivo di tanti stranieri porta con sé, dal cinismo che anima un’economia che saccheggia il pianeta alle prospettive aperte da un modo alternativo di concepire il nostro rapporto con il vivente e la natura, questo testo invita a rivisitare gli schemi sottostanti a molti dei nostri pensieri. Non è facile, ma si può fare: a patto di voler costruire insieme una prospettiva di vita più sana, più ricca di esperienze, più soddisfacente per tutti”.

Con questo nuovo libro Guido Viale prova a stilare un repertorio per i tempi a venire, cercando di dare nuove prospettive a parole usurate con cui tutti conviviamo ma che meritano nuove interpretazioni, nuova linfa vitale.

Guido Viale è nato a Tokyo nel 1943 e vive a Milano. Laureato in filosofia all’Università di Torino, ha partecipato al movimento degli studenti del ’68 e militato nel gruppo Lotta Continua fino al 1976. Ha lavorato come insegnante, precettore, traduttore, giornalista e ricercatore. Ha svolto studi e ricerche economiche con diverse società e amministrazioni locali e lavorato a progetti di cooperazione internazionale per conto della Banca Mondiale, della Commissione Europea e del Ministero degli Affari Esteri. Ha fatto parte del comitato tecnico scientifico dell’ANPA (oggi ISPRA). Tra le sue pubblicazioni, Il Sessantotto (Mazzotta, 1978), Un mondo usa e getta (Feltrinelli, 1994 e 2000), Tutti in taxi (Feltrinelli,1996), A casa (L’ancora del Mediterraneo, 2000), Governare i rifiuti (Bollati Boringhieri, 2000), Vita e morte dell’automobile (Bollati Boringhieri, 2004), Virtù che cambiano il mondo (Feltrinelli, 2013). In questi anni ha pubblicato la nuova edizione de Il Sessantotto, Prove di un mondo diverso, La conversione ecologica, Rifondare l’Europa insieme a profughi e migranti, con le edizioni NdA Press.

Slessico familiare sarà pubblicato dalle neonate Interno4 Edizioni, casa editrice con sede a Rimini, diretta da Massimo Roccaforte e nata grazie alla collaborazione tra l’Associazione Culturale Interno4 e Goodfellas distribuzione. Interno4 Edizioni raccoglierà e svilupperà il decennale percorso editoriale della casa editrice NdA Press la cui direzione editoriale da Settembre del 2017 non è più curata da Massimo Roccaforte.

“Patriarcato, capitalismo, servilismo e aggressione alla natura si alimentano a vicenda e si devono affrontare e combattere insieme. In questo libro-mosaico si cerca di mostrare perché e come.”

Slessico Familiare di Guido Viale, pp. 184, formato 14cmx21cm, 14,00 euro, Isbn 978-88- 85747-02-9, Interno4 Edizioni, distribuzione Messaggerie Libri, in libreria dal 30 Ottobre 2017.