E’ in libreria (disponibile anche in e-book) il libro: Slessico familiare. Parole usurate, prospettive aperte.

A distanza di quattro anni dalla pubblicazione del suo ultimo libro di inediti, l’autore milanese ritorna in libreria con un repertorio per i tempi a venire, una cassetta per gli attrezzi per aiutarci a guardare il mondo da un punto di vista diverso da quello del pensiero dominante:

SLESSICO FAMILIARE. PAROLE USURATE, PROSPETTIVE APERTE (Interno4 Edizioni, distribuzione Messaggerie Libri)

Più di 100 parole, come: Atomi, Crescita, Fortezze, Merito, Proprietà, Sinistra, Terra, Trovarsi, vengono analizzate e rivisitate in 14 capitoli come: Territori del patriarcato, Deserti della vita, Natura e Cultura, Uso e riuso. “Le parole della politica – ma anche quelle dell’economia, della psicologia, del giornalismo, dell’accademia, perché tutto ormai è politica – sono logorate dall’uso che ne fa la cultura mainstream, che è da sempre quella delle classi al potere” dice Guido Viale. “Dal patriarcato al capitalismo finanziario, dalla gabbia in cui è stato intrappolato l’individuo contemporaneo ai problemi che l’arrivo di tanti stranieri porta con sé, dal cinismo che anima un’economia che saccheggia il pianeta alle prospettive aperte da un modo alternativo di concepire il nostro rapporto con il vivente e la natura, questo testo invita a rivisitare gli schemi sottostanti a molti dei nostri pensieri. Non è facile, ma si può fare: a patto di voler costruire insieme una prospettiva di vita più sana, più ricca di esperienze, più soddisfacente per tutti”.

Con questo nuovo libro Guido Viale prova a stilare un repertorio per i tempi a venire, cercando di dare nuove prospettive a parole usurate con cui tutti conviviamo ma che meritano nuove interpretazioni, nuova linfa vitale.

Guido Viale è nato a Tokyo nel 1943 e vive a Milano. Laureato in filosofia all’Università di Torino, ha partecipato al movimento degli studenti del ’68 e militato nel gruppo Lotta Continua fino al 1976. Ha lavorato come insegnante, precettore, traduttore, giornalista e ricercatore. Ha svolto studi e ricerche economiche con diverse società e amministrazioni locali e lavorato a progetti di cooperazione internazionale per conto della Banca Mondiale, della Commissione Europea e del Ministero degli Affari Esteri. Ha fatto parte del comitato tecnico scientifico dell’ANPA (oggi ISPRA). Tra le sue pubblicazioni, Il Sessantotto (Mazzotta, 1978), Un mondo usa e getta (Feltrinelli, 1994 e 2000), Tutti in taxi (Feltrinelli,1996), A casa (L’ancora del Mediterraneo, 2000), Governare i rifiuti (Bollati Boringhieri, 2000), Vita e morte dell’automobile (Bollati Boringhieri, 2004), Virtù che cambiano il mondo (Feltrinelli, 2013). In questi anni ha pubblicato la nuova edizione de Il Sessantotto, Prove di un mondo diverso, La conversione ecologica, Rifondare l’Europa insieme a profughi e migranti, con le edizioni NdA Press.

Slessico familiare sarà pubblicato dalle neonate Interno4 Edizioni, casa editrice con sede a Rimini, diretta da Massimo Roccaforte e nata grazie alla collaborazione tra l’Associazione Culturale Interno4 e Goodfellas distribuzione. Interno4 Edizioni raccoglierà e svilupperà il decennale percorso editoriale della casa editrice NdA Press la cui direzione editoriale da Settembre del 2017 non è più curata da Massimo Roccaforte.

“Patriarcato, capitalismo, servilismo e aggressione alla natura si alimentano a vicenda e si devono affrontare e combattere insieme. In questo libro-mosaico si cerca di mostrare perché e come.”

Slessico Familiare di Guido Viale, pp. 184, formato 14cmx21cm, 14,00 euro, Isbn 978-88- 85747-02-9, Interno4 Edizioni, distribuzione Messaggerie Libri, in libreria dal 30 Ottobre 2017.

E’ disponibile il mio nuovo libro: Rifondare l’europa. Insieme a profughi e migranti

L’Europa va ricostruita dalle fondamenta, a partire dalla ridefinizione dei suoi confini.

Quella che c’è ora si sta sfaldando perchè incapace di fronteggiare le tre principali sfide che i suoi popoli devono affrontare: la sfida ambientale, di cui i cambiamenti climatici sono il risvolto più pericoloso; quella economica, che vuol dire reddito, lavoro, casa per tutti e meno diseguaglianze; e quella dei profughi.
Profughi non migranti; gente che preme ai confini d’Europa non alla ricerca di una vita migliore, come in parte succedeva negli scorsi decenni, ma per sfuggire a guerre, stragi, morte per fame e schiavitù.

Sono tre crisi interconnesse che richiedono una sguardo alto sugli orizzonti senza il quale vien meno ogni ragione di sovrapporre un’entità regionale come l’Unione europea a quelle di Stati nazionali ormai palesemente inadeguati.

“è urgente rifondare un’Europa che sia capace non di alzare muri e steccati, ma di comprendere che i cambiamenti sollecitano un modo diverso di superare i confini, per aprirsi ad una cittadinanza inclusiva, per ricreare nuove basi per la cooperazione internazionale.”
don Virginio Colmegna

In distribuzione dal 24 marzo.

Disponibile in tutte le librerie, gli store on line o direttamente dal sito dell’editore: http://www.agenzianfc.com/shop/rifondare-l-europa

Anatomia di una rivoluzione di Giuseppe De Marzo, una mia recensione pubblicata su Il manifesto dell’1 marzo 2013


Anatomia di una rivoluzione» di Giuseppe De Marzo. Un cambio di paradigma per salvare il pianeta.

È una specie di Summa (non Theologica, ma quasi) del pensiero, ma anche della prassi e delle sperimentazioni in corso, cioè dei saperi teorico-pratici altermondialisti.

Una sintesi di tantissimi spunti sviluppati nel corso degli ultimi decenni in tutto il mondo per creare le basi di un radicale «cambio di paradigma» nei meccanismi che regolano il rapporto tra uomo e natura e le tante forme di convivenza del genere umano: un paradigma che oggi è dominato dal pensiero e dalla prassi liberista, che è il volto assunto a livello ormai planetario dal capitalismo nella fase della sua globalizzazione; quello che ha portato il pianeta sull’orlo di un baratro economico, sociale, ambientale e culturale. Leggi tutto “Anatomia di una rivoluzione di Giuseppe De Marzo, una mia recensione pubblicata su Il manifesto dell’1 marzo 2013”