Accogliere i profughi per salvare l’europa

Profughi e migranti sono due categorie di persone che oggi distingue solo chi vorrebbe ributtarne in mare almeno la metà: fanno la stessa strada, salgono sulle stesse imbarcazioni che sanno già destinate ad affondare, hanno attraversato gli stessi deserti, si sono sottratte alle stesse minacce: morte, miseria, fame, schiavitù sapendo bene che con quel viaggio, che spesso dura anche diversi anni, avrebbero continuato a rischiare la vita e la loro integrità. I profughi e i migranti che partono dalla Libia per raggiungere Lampedusa o le coste della Sicilia non sono libici: vengono dalla Siria, o dall’Eritrea, dalla Somalia, dalla Nigeria, dal Niger o da altri paesi subsahariani sconvolti da guerre, dittature o da entrambe le cose. Leggi tutto “Accogliere i profughi per salvare l’europa”

Imparare dalla Grecia

I negoziatori del 12 luglio sono entrati nella sala della riunione in grisaglie e ne sono usciti con il volto di Dracula. Un volto che ossessionerà tutti i cittadini europei, mano a mano che si renderanno conto di quel che è accaduto; ma che da oggi ossessionerà anche i loro governanti: perché non aver difeso la Grecia di Tsipras oggi, ed essersi anzi uniti al drappello sempre più folto di coloro che ne hanno diretto il waterboarding, li espone, domani, alla prospettiva di trattamento analogo. Leggi tutto “Imparare dalla Grecia”

Dell’enciclica Laudato

Dell’enciclica Laudato sì colpisce l’ampiezza dei temi affrontati e la competenza con cui vengono trattati, che fanno di papa Francesco un gigante del pensiero al cui confronto i politici che reggono le sorti dell’Europa non sono che nani. L’altezza di questo pensiero non viene intaccato, ma anzi esaltato, dal fatto che non disdegna i particolari più minuti e umili, cosa che nessun altro capo di Stato ha mai fatto: Leggi tutto “Dell’enciclica Laudato”

Costruiamo un’unione euroafricana

E’ come se l’Europa fosse piombata di nuovo in una guerra. Solo i suoi governanti non se ne sono accorti. Pochi di noi, sempre meno, in tutta Europa, sono ormai sicuri di poter tornare domani nella fabbrica o nell’ufficio dove hanno lavorato fino ad oggi; e non perché quei luoghi siano stati distrutti da una bomba, ma perché rischiano di venir chiusi dai debiti o da una delocalizzazione. Lo stesso vale per la casa dove si è abitato fino a ora: sfratto per morosità o rateo del mutuo non pagato. O per la pensione, dissolta, dimezzata o allontanata da un diktat della Commissione Europea. Leggi tutto “Costruiamo un’unione euroafricana”

Guido Viale ricorda Mauro Rostagno

Mauro Rostagno ha attraversato tutte le vicende sociali, politiche, culturali e spirituali che si sono sviluppate a cavallo degli anni settanta e ottanta del secolo scorso. Se i giovani che a partire da oggi prenderanno possesso delle panchine della piazzetta intitolata (a Genova)  al suo nome per trascorrere insieme le loro serate saranno spinti da quella targa a interrogarsi su chi è stato Mauro, è dalla sua vicenda biografica e non dalle ricostruzioni giornalistiche, e meno che mai dai libri di storia, che potranno capire che cosa siano stati quegli anni per chi li ha vissuti direttamente. Leggi tutto “Guido Viale ricorda Mauro Rostagno”

Profughi

In Libano ci sono 1,6 milioni di profughi siriani (oltre a 500mila palestinesi, lì da decenni): il 36 per cento (il 48, con i palestinesi) della popolazione; in Giordania ce ne sono 600mila (su 6 milioni di abitanti, oltre a 1,7 milioni di palestinesi). In Turchia 650mila; in Iraq 250mila; in Iran 2 milioni (più tutti gli afgani). Leggi tutto “Profughi”

Terra Viva

Cronaca e commenti sull’inaugurazione di Expò e gli scontri del 1° maggio hanno offuscato non solo la partecipazione di massa al Mayday, ma anche il lato grottesco di una manifestazione svoltasi il 2 maggio, alla presenza di Maurizio Martina, ministro dell’Expò e, in subordine, dell’agricoltura, alla cascina Triulza (il green washing dell’Expò) con la presentazione di Terra Viva: un manifesto messo a punto dall’associazione Navdanya di Vandana Shiva, cui hanno collaborato, tra gli altri, anche Andrea Baranes e Piero Bevilacqua. Leggi tutto “Terra Viva”

Dopo il primo maggio

La risposta alla convocazione del May day – che quest’anno univa a Milano, in un’unica mobilitazione internazionale, il tema consueto del precariato e la denuncia dell’Expò – è stata massiccia e articolata. Tantissimi (più di 30.000), quasi tutti giovani; meno birra degli anni scorsi; ben otto bande di “ottoni” da diversi paesi europei. E poi, cordoni di famiglie che occupano la casa, con i centri sociali che le proteggono; centinaia di lavoratori di colore; forte presenza dei sindacati di base, di anarchici, pacifisti, ambientalisti, animalisti (che nel movimento No-expò hanno un punto di forza), degli Lgbt e dei partitini della sinistra,  questa volta ammessi insegne e bandiere. Leggi tutto “Dopo il primo maggio”

Trickle-down economics. Se a sgocciolare è l’expo

Trickle-down (in italiano, sgocciolamento) è il nome di una teoria economica, ma anche di una filosofia, che molti hanno conosciuto attraverso la parabola di Lazzaro che si nutriva delle briciole che il ricco Epulone lasciava cadere dalla sua mensa (Luca, 16, 19-31). Dopo la loro morte le parti si sono invertite perché Lazzaro è stato ammesso al banchetto di Dio, in Paradiso, mentre Epulone è finito all’inferno a soffrire fame e sete. La teoria e la filosofia del Trickle–down in realtà si fermano alla prima parte della parabola. La seconda parte è compito nostro realizzarla; e non in Paradiso, dopo la morte, ma su questa Terra, qui e ora. Leggi tutto “Trickle-down economics. Se a sgocciolare è l’expo”

I profughi sono già cittadini europei

L’Europa va ricostruita dalle fondamenta, a partire dalla ridefinizione dei suoi confini. L’Europa che c’è ora si sta sfaldando perché è incapace di fronteggiare le tre principali sfide che i suoi popoli devono affrontare: la sfida ambientale (di cui i cambiamenti climatici sono il risvolto più pericoloso); quella economica, che vuol dire reddito, lavoro, casa per tutti e meno diseguaglianze; e quella dei profughi. Leggi tutto “I profughi sono già cittadini europei”